lunedì 2 marzo 2015

Speciale Primarie. Ha vinto De Luca

Puntata speciale di Come Pecore in Mezzo ai Lupi, il programma di Norberto Gallo e Mario Colella, dedicata interamente ai risultati delle primarie del Pd per il candidato Presidente della Regione Campania. Con il nostro inviato Francesco Bassini in giro per Comitati, collegamenti con Umberto De Gregorio, Sergio D'Angelo, Ugo Tassinari, Paolo Macry, Simona Brandolini, Adolfo Pappalardo, Carlo Porcaro, Vincenzo Iurillo, Carlo Tarallo, Leonardo Impegno e Graziella Pagano.

In diretta le prime dichiarazioni del vincitore Vincenzo De Luca.

Collegamento con Vincenzo Pascale da New York.


domenica 1 marzo 2015

Le primarie e il centrosinistra in Campania


Potrà sembrare un paradosso, ma se c'è qualcosa che cambia minimamente il verso nelle abitudini del centrosinistra campano, è il fatto che oggi si scelga il candidato Presidente della Regione con delle primarie che il partito romano ha provato (e forse ancora prova) ad azzerare.
Diciamocelo, i candidati non sono questa gran cosa. Non appassionano affatto Di Lello e Cozzolino in continuità con la politica della giunta Bassolino (in cui sono stati entrambi assessori) e nemmeno De Luca, alter ego salernitano dell' ex governatore a cui si contrappone dai tempi del Pci sul piano del puro potere. 
Certo, non sarebbe stato meglio Migliore, che al Forum organizzato da il Mattino ha tenuto a chiarire di tenere proprio Bassolino come suo punto di riferimento (del quinto candidato poco è dato sapere).

E tuttavia il fatto che oggi De Luca e Cozzolino si sfidino in campo aperto a suon di voto organizzato è un passo in avanti rispetto alle sabbie mobili degli ultimi vent' anni, in cui ogni conflitto è stato smorzato in nome dell' occupazione del potere e delle poltrone chiave a tutti i costi.
Il fatto che non ci sia una proposta politica alternativa alla continuità con gli anni passati non è certo colpa dei candidati che di quegli anni sono stati nel bene e nel male i protagonisti. Sarebbe piuttosto da capire perchè il Presidente segretario abbia affidato la gestione del cambiamento in Campania a qualche rampante giovanotto solidamente radicato nella storia degli ultimi vent' anni, preoccupato di costringere i 'vecchi' a seguirne i diktat piuttosto che pensare a come fare ad aprire a forze realmente nuove e vitali.
Però fa specie che a due giorni dalle elezioni, soltanto quando è stato chiaro che a votare si doveva andare per forza, ci si sia preoccupati di come funzionano le primarie e di rischi più o meno reali di “infiltrazioni”. Fa ridere che l' armamentario sia quello usato di solito con gli avversari, il rischio camorra e l' insostituibile Cosentino.
Tant' è oggi chi ci tiene (non io) potrà votare e scegliere chi dovrà sfidare il centrodestra uscente. Sarà credibile il vincitore per sostenere la sfida? Sarà innovazione o ritorno al passato? Lo decideranno gli elettori.

Intanto stasera, a partire dalle 22.30, scopriremo chi ha vinto e cercheremo di capire cosa si muove nel centrosinistra. Come al solito a Come Pecore in Mezzo ai Lupi, con il sottoscritto e Mario Colella e con il nostro Francesco Bassini in giro per comitati elettorali. 
Ci aiuteranno a capire cosa succede Carlo Tarallo, Carlo Porcaro, Alessio Postiglione, Sergio D' Angelo, Ugo Tassinari, Paolo Macry, Claudio Velardi, Luisa Bossa, Angela Cortese e Peppe Russo.

Dalle 22.30 in diretta su www.radioshamal.it

domenica 22 febbraio 2015

La Campania ultima spiaggia


di Paolo Macry da il Corriere del Mezzogiorno

Le elezioni regionali in Campania restano avvolte nelle nebbie di alleanze e candidature indefinite. E con un significativo ping-pong tra istanze locali e nazionali. Nel Pd, per esempio, da una parte ci sono i candidati ai nastri di partenza delle primarie, dall'altra quelli che sperano in un nome imposto da Roma. Analogamente, nella scelta di coalizione dei centristi di Ncd e Udc, non si capisce quanto conteranno i quadri regionali e quanto invece Alfano, Berlusconi e Salvini. È evidente cioè che i nodi da sciogliere non riguardano soltanto la Campania. E che la soluzione dei problemi dei partiti locali, quale che sia, influenzerà le geometrie parlamentari del paese.
Quelle geometrie sono fluide come non mai. Con la fine del patto del Na2areno e la crisi dell'area berlusconiana, il sistema politico rischia di perdere la sua stessa natura bipolare, perché al «partito della nazione» renziano sta venendo a mancare il contrappeso di una destra moderata, ormai ridotta ai minimi termini, mentre cresce la Lega di Salvini, ovvero una formazione regionalizzata e radicale, difficilmente in grado di competere per il governo del paese. Ed è in questo scenario che le scelte politiche della Campania potrebbero diventare poco meno che l'ultima spiaggia (o invece la pietra tombale) del sistema di alternanza inaugurato nel lontano 1994.
In Campania si prospettano due scenari assai diversi. Nel primo, la destra andrebbe alle elezioni nella sua forma attuale — un'alleanza tra Caldoro, Ncd e Udc — e la sinistra rinuncerebbe perciò ad alleanze incoerenti con gli ex berlusconiani. Il che significa, secondo il classico schema bipolare, che destra e sinistra dovrebbero contendersi i consensi di un'opinione pubblica moderata e spesso astensionista. Ovvero del centro. Un'ipotesi che potrebbe avere riflessi importanti anche nel resto del paese, vanificando o rendendo meno forte il ricongiungimento politico tra Berlusconi e Salvini, il quale si dice incompatibile con gli uomini di Ned e Udc.
Nascerebbe in Campania (dove potrebbe vincere le elezioni) il germe di un centrodestra nazionale nuovo, senza l'estrema leghista. Tutt'altro sarebbe lo scenario se invece Ncd e Udc si alleassero localmente con il Pd o se un accordo nazionale tra Lega e Forza Italia li mettesse fuori gioco. La destra risulterebbe più spostata a destra, la sinistra mescolata a un pezzo di destra. E il bipolarismo stravolto alla radice da espedienti elettoralistici. In questo caso, probabilmente, il centrosinistra campano vincerebbe a man bassa, ma il prezzo da pagare, sul piano locale e (peggio) nazionale, sarebbe la fine della destra, owero di un polo alternativo. L'ipotesi peggiore per la democrazia dell'alternanza. 

giovedì 19 febbraio 2015

Andrea Cozzolino - Come Pecore in Mezzo ai Lupi - 2 serie - puntata 14



Intervista a trecentosessanta gradi ad Andrea Cozzolino nella puntata di oggi di Come Pecore in Mezzo ai Lupi, la trasmissione di Norberto Gallo e Mario Colella in onda su www.radioshamal.it ogni giovedi sera a partire dalle 21.
Con Bassolino? “ci siamo fatti gli auguri a Natale”. Renzi? Se avesse avuto osservazioni sulla mia candidatura alle primarie non doveva neanche convocare una riunione, “bastava una piccola battuta e avrei fatto le mie scelte”.
Il problema ce l' ha una parte del gruppo dirigente campano che ha un suo candidato anche se presentato con mesi di ritardo. A questo punto non fare le primarie sarebbe una vera stranezza.
I soldi per la Campania sono certamente di meno ma Caldoro non li spende per incompetenza e peggiora la situazione. La ricetta da neo governatore? Aggiungere un miliardo di fondi comunitari al miliardo di spesa libera che già c'è per investire in servizi pubblici che facciano da volano ad investimenti privati.
La terra dei fuochi? Non nasce con Caldoro ma nemmeno con Bassolino. La priorità è aprire i cantieri per fare le bonifiche. Per smaltire le ecoballe non c'è bisogno del termovalorizzatore a Giugliano. Basta utilizzare gli impianti sottoutilizzati in Campania e nel resto d' Italia.

Commento di Francesco Bassini. In studio si parla di cultura e gestione dei beni culturali con Francesco Scala che insegna Management dell' Impresa culturale e dei beni di Spettacolo al Conservatorio di Salerno. Con Gianni Peluso parliamo della Mostra d' Oltremare e delle dimissioni del Cda uscente.
E ancora, diamo un' occhiata al libro Massoni. Società a responsabilità illimitata, di Magaldi, Massone democrat.




giovedì 5 febbraio 2015

Come Pecore in Mezzo ai Lupi - 2 serie - puntata 13



Mattarella Presidente. Al netto delle oramai abituali macchine del fango e beatificazioni lampo, come mai il Presidente ai tempi della rottamazione è un signore low profile con i piedi saldamente piantati nella prima Repubblica?
Con Giulio Di Donato, vicesegretario nel Psi di Bettino Craxi, parliamo dell' insana attrazione tra la DC demitiana ed il Partito Comunista degli anni 80.
Il liberale Ernesto Paolozzi si interroga della natura machiavellica o guicciardiniana del primo ministro Renzi.
Con Fabio Benincasa, giovane democristiano ai tempi del crollo della DC e poi nel PPI, ci parla di un Ciriaco De Mita ancora in piena attività.


Interventi di Vincenzo Pascale da New York e Angela Piscitelli dalla Francia.

venerdì 30 gennaio 2015

Come Pecore in Mezzo ai Lupi - 2 serie - puntata 12


Tzipras annuncia l'aumento dei salari minimi e la riassunzione di 3500 dipendenti pubblici licenziati. Da dove li prenderà i soldi? La Grecia uscirà dall' Euro o alla fine potrebbe essere la Germania a farlo? Ne parliamo con l' economista Riccardo Realfonzo.
Renzi candida Mattarella senza dirlo a Berlusconi. Mentre Angela Piscitelli dalla Francia continua a tifare per Antonio Martino, il patto del Nazareno è morto? Ne parliamo con il portavoce regionale di Forza Italia, Ernesto Caccavale.
Ancora sulla giustizia ed i magistrati. Renzi riesce dove non era riuscito il cavaliere. L' ANM si ribella alla riduzione delle ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni.
A proposito di Magistrati, è normale che il Pm dia dell' idiota all' imputato durante un processo, anche se quell' imputato è l' indifendibile comandante Schettino? Ne parliamo con la costituzionalista, Carmen Capolupo.
Caldoro comincia la sua campagna elettorale. E parte attaccando i suoi potenziali avversari: tutti pezzi del decennio di Bassolino in Regione.
E ancora, siamo tutti Charlie, siamo tutti Erri e per questo difendiamo pure Carlo Taormina.


Con Norberto Gallo e Mario Colella.


sabato 24 gennaio 2015

Come Pecore in Mezzo ai Lupi - 2 serie - puntata 11



Norberto Gallo e Mario Colella conducono Come Pecore in Mezzo ai Lupi. Si stava meglio quando si stava peggio?
Mentre in Europa si cerca ancora la soluzione alla crisi, il Presidente Obama annuncia che gli USA sono in ripresa.; ce lo racconta Vincenzo Pascale da New York.
Con Maurizio De Giovanni parliamo di cultura a Napoli e del ritorno del Commissario Ricciardi.
Alessio Postiglione ci spiega perchè Che Guevara è meglio di Giorgio Napolitano, come ha detto il sindaco De Magistris.
Umberto De Gregorio ci parla delle primarie del Pd in Campania e della vicenda giudiziaria di Vincenzo De Luca.
E ancora, si stava meglio quando si stava peggio? E la donna sottomessa stava meglio di quella che lavora?

A seguire in diretta la partita c' è Francesco Bassini.