Maestre e refezione, Sindaco: se dirigenti non firmano lo faccio io. Da martedì rischio blocco asili nido
NAPOLI (marina cappitti) - Se il dirigente non firma, sarà il direttore generale o il sindaco di Napoli in persona a prendersi la responsabilità della delibera per l’assunzione delle maestre e l’avvio della refezione scolastica. E’ la soluzione al vaglio dell’amministrazione dopo un incontro con le maestre e la Cgil – che ha presentato la proposta con una relazione giuridica della propria avvocatura – tenutosi oggi pomeriggio a Palazzo San Giacomo. “A costo di prendermi pomodori addosso risolverò questa questione perchè la refezione deve partire e non si possono fare distinzioni tra i bambini delle scuole statali e quelli delle comunali” avrebbe detto De Magistris prima di congedare le rappresentanti delle maestre che saranno riconvocate lunedì alle 14. Una data non casuale: da martedì infatti le insegnanti degli asili nido comunali hanno indetto dieci giorni di assemblea.

L’attività negli asili nidi si ferma alle 9.30 per poi riprendere alle 10.30. Fino al 16 novembre le mamme quindi saranno costrette ad accompagnare i bambini riprenderli alle nove e riportarli alle 10. Una possibilità che la giunta sta cercando di scongiurare trovando una via di fuga al ‘no’ dei dirigenti. Questi ultimi non vogliono firmare le relative delibere, motivo: la mancanza di garanzia sull’assolvibilità dei pagamenti da parte del Comune per la mensa, e lo sforamento della spesa sul personale che finora ha permesso di assumere solo 50 maestre sulle 289 annunciate. In questo caso a risponderne alla Corte dei Conti e a pagare sarebbero loro in prima persona. Due questioni strettamente collegate: se non ci sono le maestre infatti non c’è il tempo prolungato, se non c’è il tempo prolungato non c’è la mensa. Che in più se dovesse partire senza l’assunzione delle maestre lì dove occorre verrebbe garantita a macchia di leopardo creando situazioni di disuguaglianza. Temi su cui stamattina si sono confrontati i componenti della commissione Scuola con gli assessori Annamaria Palmieri e Enrico Panini. Nessuna certezza sui tempi della mensa nelle scuole -ha spiegato la Palmieri – la parola ora è passata ai dirigenti e alle municipalità. “Tutto quello che potevamo fare è stato fatto. Abbiamo anche dato ulteriori garanzie ai dirigenti con una delibera di giunta approvata mercoledì in tarda serata per garantire che la refezione è tra i servizi indispensabili e come tale ha la priorità di pagamento”. Ma il clima al momento – come sottolineato dai consiglieri Antonio Borriello (Pd), Elena Coccia (Net) e Gennaro Esposito (Rd) – è quello di una Procura contabile ‘molto attenta’ agli enti locali e ai suoi dirigenti. Ma anche di un Comune – come affermato dalla sua stessa avvocatura – che i sevizi indispensabili li paga dopo 6 mesi rispetto ai due previsti. Con tutti gli interessi che ne derivano e che graverebbero proprio sui dirigenti. “Non vogliamo arrivare a sanzioni disciplinari commissariando chi si rifiuta di pagare anche perchè questo creerebbe un precedente” hanno spiegato gli assessori. Ma a questo punto se a prendersene la responsabilità dovessero essere il direttore generale o il sindaco – cosa che si sta studiando tenendo presente anche la definizione dei ruoli prevista dalla legge Bassanini – qualcun altro potrebbe rivendicare la stessa pratica per altre questioni urgenti. Una scelta delicata che verrà presa nelle prossime 24ore.
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Maurizio
