sabato 27 settembre 2014

Apprendisti stregoni: la rottamazione napoletana partorisce Bassolino e De Luca


Certo, impervie e misteriose sono le vie della politica, in specie di quella campano-partenopea. E però, per immaginarsi che la Leopolda di Bagnoli (alias la Fonderia delle Idee) diventasse il palcoscenico per il ritorno di Bassolino e il lancio della candidatura di De Luca, ci voleva una fantasia smisurata.
Parterre da Direzione Provinciale di una decina di anni fa, i tempi degli oramai defunti DS, sul palco di Città della Scienza va in scena l’amarcord del ventennio bassoliniano. Si stava meglio quando si stava peggio è il refrain; la speranza è tornare prima possibile ai tempi belli di una volta, quando don Antonio governava sapiente in Regione e la città di Rosetta si pasceva.
Poco più di un pretesto i tavoli programmatici, con le annunciate novità recuperate dai repertori datati di bei tempi ormai andati.
Bassolino interviene alle 16.30 e si prende il doppio del tempo previsto per spiegare che bisognerà chiedere un bilancio a Caldoro e De Magistris, colpevoli dei “ritardi” in Regione e Comune, per puntare a tornare in sella ai tempi ed ai risultati di quando governavano lui ed i suoi (of course).
Davanti a tutto «l’interesse della città», spiega don Antonio. Che propone un patto per Napoli come «quello proposto da Emma Watson, l’autrice di Harry Potter, per andare alle radici del maschilismo, per risalire alle radici dei problemi di Napoli». Suscitando più di un sospetto che il redivivo Harry Potter possa essere proprio lui.
Poco dopo, quasi a sorpresa, si presenta De Luca. Dovrà aspettare fino alle 19.40 per intervenire, «per portare un saluto», spiega un Francesco Nicodemo non troppo entusiasta dell’ ingombrante presenza. E dal palco De Luca spiega il suo programma per riprendere la Regione, tra gli applausi della platea e l’ imbarazzo degli organizzatori di un evento che pareva servisse a trovare un candidato da contrapporgli.
Parla da candidato già in corsa il sindaco di Salerno, di Fondi europei, di periferie, di lavoro, di ambiente, sanità e sicurezza. Ed in fondo è il programma dell’ unico veramente candidato al momento.
Che si deve esser divertito da matti a rubare la scena a chi aveva pensato che la Fonderia servisse a fermarlo.
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