lunedì 11 maggio 2015

De Luca "Non votate i nomi impresentabili"


di Raffaele Sardo e Antonio Tricomi da la Repubblica Napoli

I candidati impresentabili nelle liste che sostengono Vincenzo De Luca? «Non votateli», ribadisce l'ex sindaco di Salerno dal palco del teatro Comunale di Caserta. Ma Pippo Civati, rispondendo su Twitter a Roberto Saviano, insiste e accusa l'ex sindaco di Salerno: «Mafia e antifascismo non sono più nella proposta politica di chi si candida». Cioè di De Luca, che intanto da Caserta lancia «un appello» agli elettori. «Qualche candidatura era sicuramente inopportuna. Ma non perché in lista ci siano persone condannate, o delinquenti, o camorristi. Ma perché scandisce De Luca - in politica c'è una ragione di opportunità che deve valere». Un candidato rimane insomma «una persona perbene fino a sentenza definitiva». Ma se «appare legato per ragioni familiari o per ragioni di contiguità a momenti che non danno fiducia ai cittadini» allora «non è opportuno candidarlo». Ma, spiega De Luca, «come capita talvolta nella battaglia per la presentazione delle liste, siamo arrivati nelle ultime dodici ore e ci siamo trovati con proposte fatte da alcune liste apparentate che obiettivamente era impossibile valutare a una a una». 
Fatto il danno, suggerisce il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, la palla passa all'elettore: «Se qualche candidatura non risponde a criteri assoluti di rigore e affidabilità, non lo votate». 
Sulla stessa linea di De Luca - che oggi alle 18 sarà alla Biblioteca comunale di Montesarchio e alle 19 al teatro Massimo di Benevento - il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione: «II Pd campano ha lavorato perché avessimo liste pulite e trasparenti», ha detto la Tartaglione, intervenendo a Ercolano all'incontro "Donne per la città". Ci sono però «situazioni imbarazzanti in altre liste. Ma è importante l'appello di De Luca a non votare quelle figure che creano imbarazzo». 
A sinistra del Partito democratico, le posizioni sono ovviamente meno sfumate. Pippo Civati, fresco fuoriuscito dal Pd, sottolinea su Twitter come «antimafia e antifascismo non siano più costitutivi della proposta politica di chi si candida. Quasi a rinverdire il motto di Lunardi che con la mafia si deve convivere. E forse anche con qualche fascista e qualche omofobo». 
Per Salvatore Vozza di Sel, candidato alla presidenza per la lista "Sinistra al lavoro", non ha senso «distinguere una lista "pulita" del Pd dalle altre liste collegate: si candidano con lo stesso presidente». Mentre il presidente di Sel Nichi Vendóla denuncia «il silenzio assordante» del vertice nazionale del Pd. 
E il «trasformismo» da cui è segnato il centrosinistra diventa un argomento forte nelle mani di Stefano Caldoro. Parlando a una manifestazione dell'Ordine dei farmacisti, il candidato del centrodestra ha ribadito che alzerà la voce «contro le menzogne, il trasformismo, l'imbroglio di chi, per cercare di vincere, prende tutto e il contrario di tutto, incentivando passaggi di campo e mettendo nelle liste anche gli ex amici di Cosentino». 
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