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A Piedigrotta è Festa ma non lo sa nessuno PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Alfredo D'Agnese da la Repubblica Napoli, 21-08-2008 12:40


Appena un anno fa, in chiusura dell´anno zero di Piedigrotta, ci chiedevamo se Napoli avesse ritrovato la sua festa. Dodici mesi dopo la manifestazione torna con un direttore artistico, Nino D´Angelo, che oggi presenta la sua creatura nel teatro Trianon.
L´ex caschetto biondo ha deciso di rischiare la sua immagine per rilanciare un evento che l´anno scorso ha mostrato più ombre che luci.
Un evento penalizzato anche da una situazione politica e ambientale sfavorevole. Il cantante e attore è partito da una premessa: quest´anno bisogna ridare la festa ai napoletani, riportare la gente in piazza, lanciare un messaggio. Niente riflettori o scelte a effetto, niente lustrini e paillettes. D´Angelo punta sul sentimento e sui valori, sulla bella napoletanità. Da qui la scelta di una madrina d´eccezione come Sofia Loren che apparirà come una icona e come un simbolo sia a Forcella che in piazza Plebiscito, tra la gente comune e nel salotto buono della città. Prevediamo che anche gli altri ospiti di grido che tra qualche giorno saranno annunciati seguiranno questa linea di equilibrio tra il sacro e il profano, l´alto e il basso. D´Angelo ha due obiettivi: raccogliere consenso mediatico facendo accendere i riflettori sulla città ripulita dall´immondizia (un messaggio per i turisti) e contemporaneamente infiammare l´animo del popolo. Se riflettiamo sugli ultimi sciagurati mesi che Napoli ha vissuto sembra un´impresa impossibile anche perché fino a oggi il direttore artistico e il comitato organizzatore non hanno mostrato strategie particolari, idee geniali o colpi a effetto (Loren esclusa).
È oltremodo imbarazzante a due settimane dall´inizio di Piedigrotta che i tour operator non conoscano i dettagli dell´evento. Se in questi mesi qualcuno di loro ha pensato di vendere un pacchetto-Piedigrotta lo ha fatto al buio, senza punto di riferimento. Impossibile non pensare alla domanda posta da Antonio Corbo qualche giorno fa su queste colonne: la Campania (Napoli in questo caso) sa ancora fare turismo? Se dovessimo rispondere con gli ultimi dati di fatto la risposta sarebbe uno sconsolante e secco "no", soprattutto se riferito al vuoto di agosto, con la città a secco di grandi mostre, di eventi degni di questo nome, di attrattori.
La Festa di Piedigrotta targata D´Angelo ha grandi responsabilità. È fondata su una scommessa artistica personale e deve porre le basi per la prossima edizione. Il cantante ha trascorso giorni rinchiuso nel suo teatro per ascoltare le cento canzoni giunte per le audizioni della rassegna. Ha detto chiaramente che non chiuderà le porte a nessuno, dal primo della classe all´ultimo dei neomelodici. La sua prima impressione è stata che manchino le grandi liriche, che Napoli oggi mostri soprattutto belle voci. Ne ha scelte venti che si contenderanno in due semifinali e una finalissima la palma di canzone vincitrice di Piedigrotta. Vedremo se i fatti gli daranno torto o ragione. A D´Angelo spetta la parte musicale della manifestazione. I Carri e le altre iniziative arriveranno dal comitato organizzatore. Solo tra qualche giorno sapremo che festa sarà. D´Angelo non desidera un impossibile ritorno al passato e non si è annunciato come il rinnovatore. Prova a giocare di sottrazione, punta all´emotività, al cuore. Impresa ardua in cui gioca tutto se stesso. La città lo seguirà? La gente ha veramente voglia di scendere nuovamente in piazza e cantare? Questa rassegna ha la forza di attrarre turisti?
Un anno fa sembrava che la Piedigrotta calata dall´alto si fosse dimostrata un rischio non calcolato o un atto di supponenza. Le istituzioni hanno risposto ai dubbi scegliendo una sorta di "salvatore della patria" che sapesse parlare alla classe dirigente e all´uomo della strada. D´Angelo è perfetto in questo ruolo. È un trascinatore senza essere un Masaniello, punta sempre al rapporto diretto. Saprà parlare a giovani e ad adulti, stavolta? Come? Dodici mesi fa la piazza ci ha consegnato un segnale importante, l´urgenza di portare in scena il rapporto tra Napoli e il mondo. Ora tocca a D´Angelo far incrociare mondi lontani, dare spazio alle novità, portare qualche innovazione. Temiamo non vi siano molte prove d´appello. Se Piedigrotta è tornata per restare è giunto il tempo di dimostrarlo sul campo. Bisogna avere il coraggio però, se la risposta sarà negativa, di calare il sipario e ricominciare altrove. Senza paura di dire: ci siamo sbagliati.




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