Home arrow Rassegna Stampa arrow Cercola: «Io, Mamet e Bassolino Vi racconto i miei primi 60 anni»

Ultimi commenti

Le scelte del Partito...
Da un affascinante racconto di Stanislav Lem, un film che non potrete...
leggi tutto...
di maurizio

La Campania assume...
dico un pò a caso. Ma non sipotrebbe riciclarli ad EscoDentro?
leggi tutto...
di maurizio

Napoli, inchiesta-rifiuti:...
aspettiamo. In ogni caso, e quali che siano gli esiti dei diversi...
leggi tutto...
di maurizio

Punti scaduti, patenti con...
Ancora truffe, truffe su truffe e gente che per mezzo di esse ottiene...
leggi tutto...
di Dave

«Sbagliato invitare...
Ma è mai possibile che in questo nostro Bel Paese non venga...
leggi tutto...
di Rosanna

Napoli, inchiesta-rifiuti:...
qui l'inchiesta "bomba" l'ha fatta la Procura anzichè...
leggi tutto...
di Beau

Pd spaccato. Ipotesi Ticket...
Napoli, inchiesta-rifiuti: per Bassolino arriva la richiesta di...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Bassolino e il...
Credo che i 470 milioni di euro sono fermi in banca per farli...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

 
Cercola: «Io, Mamet e Bassolino Vi racconto i miei primi 60 anni» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Paolo Grassi da il Corriere del Mezzogiorno, 29-08-2008 11:19


Primo: «Bisogna saper sdrammatizzare, il muso appeso non aiuta mai». Secondo: «Le cose cambiano», vero motto della sua vita preso in prestito dal regista e drammaturgo Usa David Alan Mamet.
Giusto tra una settimana, venerdì 5 settembre, Raffaele Cercola, prof di Marketing territoriale e presidente della Mostra d'Oltremare spa — uno che lavora come un matto, che crede fermamente nel primato del mercato, ma che quando è libero ama divertirsi lasciando da parte i freni inibitori — compie sessant'anni. Li festeggerà insieme alla famiglia («sparsa in mezza Italia») e agli amici di «ieri, di oggi e di domani ». Location scelta per la serata: il cantiene nautico Maglietta, al Borgo Marinari (niente regali, ma fondi per l'associazione Rosa Azzurro di sostegnio ai neonati). «Sto per tagliare un traguardo importante. Un momento che voglio condividere con tantissime persone», esordisce. «Verrà mia sorella Vittoria con il marito Vittorio e il mio nipote prediletto Luca, associato di Marketing territoriale all'Università di Catania; ci saranno, ovviamente anche gli altri due miei fratelli: Lorenzo, ingegnere chimico e Maurizio, l'artista di famiglia, che di recente ha anche collaborato con il duo Mori-Celentano. E ci sarà anche il mio mentore: il professor Lucio Sicca. Che per me è stato un secondo padre».
Raffaele Cercola ha origini vomeresi («San martino per la precisione »). «Papà Alfonso e mamma Elena erano funzionari delle Fs e della Manifattura tabacchi. Due dipendenti pubblici che mi hanno allevato nel segno del rigore per il lavoro. Una cosa per cui li ringrazierò sempre». Diplomato all'istituto tecnico commerciale Diaz («sezione E per tutti e cinque anni»), sceglie la facoltà di Economia e commercio e si laurea nel 1972.
Chi erano i suoi prof?
«Augusto Graziani (politica economica), Claudio Napoleone e Giuseppe Palomba (economia politica), il futuro rettore Carlo Ciliberto (analisi matematica), Gustavo Minervini (diritto commerciale), Francesco Lucarelli (diritto privato), Domenico Napolitano (diritto del lavoro), Domenico Amodeo (ragioneria). Ma il mio grande maestro è stato Lucio Sicca. Con lui discussi una tesi incentrata sulla moderna distribuzione, settore che avevo studiato da vicino durante uno stage parigino. Presi 110 e lode e il mio lavoro fu scelto come migliore dall'associazione nazionale grande distribuzione. Un onore che significò anche il mio primo impiego».
Dove?
«Alla Rinascente. Lavoravo a Milano, in piazza Carlo Erba. Poi, spinto anche da Sicca, decisi di tornare a Napoli».
E che fece?
«Prima il militare in Puglia, poi partecipai a un concorso per una borsa di studio alla Federico II. Cominciai a fare il ricercatone nel campo della tecnica delle ricerche di mercato.
E sì, perché secondo il ministero il termine marketing allora non si poteva utilizzare. Che bei tempi e che begli amici».
Chi?
«Eravamo e siamo ancora un gruppo di cinque amici affiatatissimi: io, Riccardo Mercurio, Renato Mele (che è stato anche preside di Economia salerno), Francesco Testa (anche per lui un'esperienza da preside, a Campobasso) e Paolo De Vita. Insieme mettemmo su anche una società, il Centro ricerche e studi, nella quale inizialmente c'era pure Sicca. Un'esperienza incredibile: arrivammo persino ad andare noi a fare lezioni alla Bocconi su come si coniugavano economia, università e ricerca. Erano i tempi della Sme Finanziaria» .
Lei ricopre numerosi incarichi ma continua a insegnare.
«Sì. Oltre a guidare la Mostra, presiedere l'associazione nazionale Fiere e l'istituto italiano di studi e certificazioni per il settore, sono oroglioso di fare il professore di Marketing territoriale alla Sun (Capua), dove seguo quattro corsi».
Chi sono gli ex allievi a cui è più affezionato?
«Tanti. Qualche nome lo faccio: Francesco Izzo, che oggi è ordinario di strategie d'impresa, Enrico Bonetti e Michele Simoni, associati, Barbara Masiello ricercatrice.... Poi, nella Raffaele Cercola & partners, ci sono Daniele Siniscalco e Stefano Talamo».
La Mostra d'Oltremare è stata una sfida vinta?
«Ci sono arrivato nel 1998. Allora era un ente pubblico e trovai perdite varie che ammontavano a 78 miliardi di lire. Io ho traghettato la Mostra verso la trasformazione in spa, che poi si è concretizzata nel 2001 (Comune azionista di maggioranza e Regione, provincia e Camera di commercio nella compagine). Ebbene, da quattro anni possiamo annotare utili di bilancio e nel 2007 abbiamo potuto distribuire per la prima volta dividendi ai soci. Il mercato vince sempre...
».
Lo pensava anche quando era alla Cantrale del latte.
«Alla fine del 1993, quando iniziò l'era Bassolino, l'assessore alle Risorse strategiche Roberto Barbieri, che non conoscevo, chiamò prima Riccardio Mercurio alla guida dell'Atan (nel consiglio furono scelti anche Testa ed Ennio Cascetta) e poi me alla presidenza della Centrale del latte. Feci un lavoro coraggioso per l'epoca: cedemmo il marchio per 4,8 miliardi di lire, immobili e così via. In tutto 30 miliardi di utili (compresa la trattativa con i creditori). Fu il primo caso di municipalizzata liquidata».
E poi che fece?
«Andai nel cda di Gesac, restandoci fino alla privatizzazione. Poi seguii, chiamato da Bassolino, il passaggio, gratuito, delle Terme di Agnano dallo Stato al Comune (grazie alla legge Bassanini) ».
Bassolino lo conosce da molto tempo?
«Non sono un suo amico storico. Me lo presentò Barbieri, uomo in gamba che spero verrà alla mia festa».
«Le cose cambiano». L'era Bassolino è finita.
«Un ciclo si è chiuso, nel bene ma anche nel male. Ora bisogna aprirne un altro all'insegna del nuovo. Non drammatizziamo, però. Io, per parte mia, stimo il governatore e lo ringrazierò sempre. Spero che lui, come la sindaca Iervolino, il presidente della Provincia Di Palma e quello della Camera di commercio Cola saranno dei nostri venerdì prossimo».
Con Bassolino condivide anche la passione per l'arte contemporanea.
«È vero. Io l'ho cominciata a coltivare da giovanissimo a Parig i, quando frequentavo i post-impressionisti. Il mio artista preferito è Anselm Kiefer. I miei grandi riferimenti napoletani sono stati Lucio Amelio prima e Lia Rumma dopo».
Lei ha casa in Costa azzurra?
«A Nizza. Ci vado almeno una volta al mese»




Segnala su OK Notizie!Facebook!Technorati!

   

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

 


Aggiungi il tuo commento
Nome
E-mail
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 1200
   Avvisami per email se questo commento è seguito
  Mathguard security question:
W2L         E1A      
X      E      M   IWI
B4S   37K   S17      
Y 7    3      A   QET
9IM         7K8      
   
   

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.6 © 2007-2009 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
Punti scaduti, patenti con truffa

la Repubblica Napoli

Posillipo, il palazzo delle vendette

la Repubblica Napoli

Mare sporco, psicosi a Ischia "Tre su 10 vogliono disdire"

Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli

Via Filangieri, ladri da Damiani: rapinati gioielli per un milione

Stefano Piedimonte da il Corriere del Mezzogiorno

Immigrati, assalto alla guardia medica

Stefano Piedimonte da il Corriere del Mezzogiorno

Denunciati i due tassisti: per servizio interrotto

Espedito Vitolo da il Corriere del Mezzogiorno

«Sbagliato invitare Mastella» È polemica tra gli avvocati

T. B. da il Corriere del Mezzogiorno

«La situazione è grave, ma non bisogna lasciarsi andare a isterie collettive»

F. G. da il Corriere del Mezzogiorno

Posillipo: Troppi attentati, vogliono mandarci via

Bianca De Fazio da la Repubblica Napoli

Esplosione in un appartamento è una vendetta contro l´inquilino

Irene De Arcangelis da la Repubblica Napoli

Ma la vera bomba ecologica sono i laghetti del litorale domizio

Raffaele Sardo da la Repubblica Napoli

Troppe aggressioni I medici: così possiamo sbagliare

Espedito Vitolo da il Corriere del Mezzogiorno

Svimez: Pil a -2,8%, occupati a -2,2%

Pa. Man. da il Corriere del Mezzogiorno

Grazzanise, c’è l’ok dell’Enac per il «trasloco» di Capodichino

Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno

Pan, spunta Schifano per la direzione

il Corriere del Mezzogiorno

Movida, bollino blu per i locali virtuosi

Luca Marconi da il Corriere del Mezzogiorno