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I vigili fuori dagli uffici? La Cisl: non lo permetteremo PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno, 30-08-2008 09:04


«Sinceramente? Non vorrei trovarmi nei panni del generale Sementa». Agostino Anselmi, segretario della Cisl- polizia locale, sceglie la via della schiettezza per salutare l'insediamento del nuovo comandante dei vigili urbani, previsto per lunedì. 
«Oltre ai rituali auguri — aggiunge — è inutile girare intorno al fatto che il ruolo è complesso, poiché il nuovo comandante avrà da confrontarsi con un grosso problema: l'Amministrazione. Nonostante i poteri straordinari per il traffico, non è stato fatto nulla per ammodernare il Corpo. E dunque credo che cambiare il vertice del comando non sia l'unica azione efficace, anche se ci troviamo certamente di fronte ad una nuova era».
Nel rapporto fra il generale Luigi Sementa ed i sindacati— anche per un inevitabile gioco della parti — non saranno tutte rose e fiori. «Voglio ricordare a lui che punta il dito contro le ingerenze dei sindacati — dice Anselmi — che andando ad una riforma sarà indispensabile passare attraverso una concertazione con i rappresentanti dei lavoratori». Anselmi si irrigidisce se gli si ricorda che il generale è deciso a svuotare gli uffici e a portare in strada un numero più cospicuo di agenti. «Non lo consentiremo. Chi è in ufficio — spiega — svolge compiti istituzionali importanti. Si tratta di uomini che hanno all'attivo venti anni di strada, anziani che trattano verbali che non possono certo essere affidati ai comunali. La polizia municipale ha una serie di compiti che svolge non solo relativamente al traffico e non ci piace il dito puntato contro chi lavora, anche se non in strada».
Ma sono diverse le sigle cui fanno riferimento i vigili napoletani. La Cgil è il sindacato più rappresentativo, seguito dallo Snavu che solo fino a qualche tempo fa poteva contare sul maggior numero di iscritti a Napoli. Gennaro Martinelli (Cgil), forte anche dei numeri che rappresenta, è decisamente diplomatico. «Chiediamo efficienza, servizi e auspichiamo che dietro il comandante ci sia una Amministrazione pronta a sostenere un progetto — dice —. E poi occorre un fermo ripristino della legalità». Franco della Corte, rappresentante nazionale dello Snavu, ricorda che i rapporti con i predecessori di Sementa non sono sempre stati semplici, ma rinvia ogni altra discussione a dopo l'insediamento del nuovo comandante.
La vera novità in materia di sindacati riguarda però il rappresentante delle Rsu. Ha 29 anni, si chiama Daniele Guerriero ed è figlio di quel Salvatore Guerriero che prima da rappresentante dello Snavu, poi da consigliere comunale, è stato una spina nel fianco di molti comandanti. Daniele auspica un cambiamento, ma chiede «un impegno forte all'Amministrazione, anche economico. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e siamo contenti che sia arrivato un segnale di cambiamento che si aspettava da tempo».




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Cancro inestirpabile

Scritto da: Brino Brucci 30-08-2008 23:56

Questo modo di fare sindacato, questo modo di indossare la divisa, questo modo di arrogarsi diritti senza mai prendere in considerazione l'idea di dare corso ai corrispettivi doveri, questa autogestione borbonica dei "guardi" è sinceramente una delle cose più ributtanti, vergognose e squalide che questa pur sucidia città offre ai nostri occhi da troppo, troppo tempo.

 

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