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Nugnes a Nonno: attenti, arrivano i carabinieri PDF Stampa E-mail
 

Scritto da il Corriere del Mezzogiorno, 07-10-2008 07:24


Tre gennaio 2008, manca un quarto d'ora all'una di notte. Giorgio Nugnes chiama Marco Nonno: «Sono partiti. Stanno a Fuorigrotta». 
Nonno gira l'informazione a chi gli sta intorno: «Stanno a Fuorigrotta! Ragazzi, stanno a Fuorigrotta!».
L'assessore precisa: «Li tengo. Sto incolonnato in mezzo a loro. Avrei lo sfizio di buttarmi davanti con la macchina, mi credi?».
Nonno: «E vai, vai... Uhè, stanno a Fuorigrotta! Va bene, allora inizio ad avvisarli».
Cinque minuti dopo, Nugnes ritelefona al consigliere di An: «Oh! Stanno al viale Augusto. Stiamo quasi davanti al bar. Li tengo davanti a tutti quanti. Sono cinque camion dei carabinieri ».
Nonno divulga: «Ragazzi, stanno cinque camion con i carabinieri. Sono solo carabinieri».
Nugnes: «Sono solo carabinieri, però prima avevo visto anche la celere. Non so che fine hanno fatto: può darsi pure che si sono avviati e stanno davanti. Aspetta, ora ti dico per dove... Aspetta, non ti muovere: stanno venendo per Agnano, uagliu'... Allora aspetta... Stanno venendo per viale Kennedy, viale Kennedy, viale Kennedy... e quindi non vengono per Montagna Spaccata».
Nonno: «Ok, bene hai fatto che me l'hai detto ».
Nugnes: «Però attenzione, perché questi sono solo i primi eh! Perché dietro ce ne sono tanti altri».
Nonno: «Ah! Ok! Va bene!».
Nugnes: «Va bene, allora viale Augusto... Mo non so se vengono per Agnano o per via Campana: li seguo sulla Tangenziale, aspetta».
Nonno: «Fammi sapere da dove vengono. Però fammelo sapere in tempo speciale, in tempo record. Perché se salgono per via Sartania si fa una cosa, hai capito?»
Nugnes: «Eh! Ma via Sartania è libera! Mannaggia
'a capa vosta, via Sartania chiudetela!». Quelle della notte del 3 gennaio sono solo alcune delle tantissime telefonate tra i due esponenti politici (di schieramenti diversi ma originari dello stesso quartiere) intercettate dagli uomini della Digos, coordinati dal vicequestore Antonio Sbordone.
Telefonate quantomeno imbarazzanti, che però cambiano improvvisamente di tenore quando, il 4 gennaio, Nugnes viene a sapere di essere intercettato e avverte l'amico: «Guardati i fatti tuoi, perché c'è un'attenzione su di te e sui casini che stanno succedendo».
Basta violenze
Da quel momento in poi, Nugnes, che ha aiutato con le sue informazioni gli organizzatori della rivolta e ha sostenuto la linea dura («comunque vada, il presidio lasciamolo lo stesso ») cambia atteggiamento: si mostra scandalizzato per la violenza della protesta e ne auspica la fine. Il 9 gennaio, parlando con Ciro Sanges, un altro degli arrestati, s'indigna: «Ragazzi, ora basta! Ora veramente basta. Ora si deve finire questa storia. Ora si apre, non si apre la discarica, si deve finire. Ma cosa significa, non ho capito: non passano le ambulanze, picchiano la gente. Pure la Bbc, pure la troupe inglese hanno picchiato ieri sera. Ma dove siamo arrivati. Ma non lo so...».
Diodato e le «braciole»
Prima che venisse a sapere di essere intercettato, l'assessore era invece molto disinvolto nelle sue conversazioni. Il 3 gennaio, chiacchierando con un amico di nome Marco, ma che non era Nonno, Nugnes faceva considerazioni sugli stanziamenti che il consigliere regionale di An Pietro Diodato, rivale politico del consigliere comunale suo amico, era riuscito a spuntare: «Marco Nonno dice che Diodato ha avuto... ha arravogliato parecchie braciole nel bilancio. Che cosa ha avuto?».
L'interlocutore è cauto: «Da vicino». Nugnes commenta: «Uh! si è venduto tutto, praticamente ».
Un lavoro per cap''e vacca
Prima ancora, il 18 dicembre, conversando con Ciro Sanges, Nugnes parlava di assunzioni: «Hanno chiamato a cap' 'e vacca? ».
Sanges: «Eh, so che l'hanno chiamato oggi».
Nugnes: «Tutto a posto? Dal 2 deve prendere servizio». Parlava di un Gigino tirato fuori dai guai per la seconda volta: «È contento o no 'sta capa 'e c...?».
Sanges: «E come, non è contento? Ma tu hai capito da dove l'hai tolto a quello? L'hai tolto da un guaio esagerato, dev'essere contento per forza».
I due, infine, si salutavano parlando di un
parchetiello: «Senti, il fatto del parchetiello... Va bene, parliamo da vicino».
Nugnes: «Eh, no, lo facciamo... Non ti preoccupare, ci sta la disponibilità».
Ultras alla guerra
Dalle intercettazioni salta fuori la ferocia degli ultras e di chi li guida. Leopoldo Carandente, uno dei due indagati sfuggito alla cattura nel blitz di ieri, viene udito lanciare il grido di battaglia: «È guerra, è guerra, è cominciata la guerra. Comunque stasera c'è la guerra, ora tutti quanti sulla rotonda dove sta don Giustino, dobbiamo chiudere la via e dobbiamo fare lo
«Butta la benzina»
Ancora Carandente, in ambientale: «Butta la benzina, vai Gaetano! vai tranquillo, vai... State guardando lo spettacolo?». La violenza delle manifestazioni di piazza colpisce alcuni degli stessi protagonisti. L'8 gennaio un abitante del quartiere parla con Giuseppe Nota, leader delle Teste Matte: «Mamma mia, questa notte è stato esagerato, Madonna, esagerato, guarda. Quando sono saliti è successo il macello... perché prima se ne sono andati, poi stanotte all'improvviso a mezzanotte... Uhà! È successo proprio il lutto, una cosa esagerata. Va be', comunque un macello, mo' comunque laggiù c'è il peggio proprio... Mamma mia! È successa una guerriglia! ».
Perché gli ultras si dedicassero con tanto zelo alla devastazione non è stato accertato: è verosimile che abbiano ricevuto somme di denaro. La voce girava nel quartiere, come si evince anche da una telefonata tra il leader dei Niss, Dario Di Vicino, e un amico di Pianura. Il sospetto è che i due gruppi (Niss e Teste Matte), rivali allo stadio, si siano ricompattati in nome del guadagno nei giorni delle proteste di Pianura: «Che brutta voce che sta girando, lo sai fratello? » chiede a Di Vicino l'amico. «Eh?». «Hanno detto... Oh, stammi a sentire... Hanno detto che avete fatto una paranza voi e le Teste matte». «Di che?». «Capisci a me... Dice che avete fatto una paranza... Giuro a Dio che questo mi hanno detto. Che vi hanno dato anche i soldi. Mi hanno detto che vi hanno dato pure i soldi».
«Eeeh! E tu ci sai! Ci danno pure i soldi, a noi!».
«E quello ho detto vicino a un fratello mio! Ho detto: ma quando mai, fratello, lo giuro a Dio... Hanno detto che proprio a te li hanno dati. Te lo giuro a Dio, sul Volto santo».
La sindaca e l'assessore
Nell'ordinanza, infine, ci sono anche un paio di telefonate intercorse tra Nugnes e la Iervolino. Il 9 gennaio l'assessore chiama la sindaca: «Rosetta, scusami un attimo. Mi ha chiamato il capo di gabinetto del prefetto, mi ha chiesto se ero disponibile a vedere il prefetto (i cui rapporti con la Iervolino non sono cordialissimi, ndr) riservatamente domani. Io ho detto, lo devo prima chiedere al sindaco».
Iervolino: «No, no, no, figurati... Basta che questo non ti fa fare fetenzie ».
Nugnes: «No, ma infatti...».
Iervolino: « Statt' accort' che può...».
Nugnes: «Non ti preoccupare».
Iervolino: «No, ti volevo dire una cosa che non posso dire in pubblico. Sono in corso a Roma trattative per portare la munnezza nostra anche in provincia di Salerno. Il prefetto neanche lo sa. Il che farebbe decadere l'ipotesi Pianura. Quindi barcamenati. Ma certamente vacci, figurati».
Nugnes: «No... Io volevo chiedere l'autorizzazione a te e poi ovviamente ti riferisco un minuto dopo... Io gli ho posto questa condizione: se il sindaco mi autorizza vengo, altrimenti non vengo».
Iervolino: «No, no, no: vacci. Perché per l'amor di Dio, lui è il prefetto di Napoli. Vediamo
che va truvann'... ».




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Non si salva nessuno!!

Scritto da: Petos 07-10-2008 18:07

A Napoli non si salva nessuno!!

 

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anche il sindaco intercettato

Scritto da: francesco de goyzueta 07-10-2008 20:57

e' tutto una profonda e desolante pena, ma salviamo le intercettazioni, altrimenti poveri noi !!

 

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Fino al 2011

Scritto da: Petos 07-10-2008 21:01

Sti farabutti al comune ci tocca tenerceli foino al 2011!! Mannaggia a voi che li avete votati

 

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Il nemico in casa propria.

Scritto da: formisano_giuseppe@libero.it 07-10-2008 22:08

«Sta arrivando la polizia bloccate quell’incrocio» 
Nei colloqui telefonici indicazioni sui movimenti delle forze dell’ordine nel quartiere della rivolta. 
 
Governatore Bassolino, ma come si può dichiarare guerra ai casalesi, se poi il peggior nemico sta in casa propria, come si può fidare delle persone che Lei e la Sindaca nominate con delle deleghe amministrative. 
Per il continuo della cronaca precedente ho dimenticato che ce anche un assessore Comunale indagato per abuso d’ufficio, altri due arrestati per le tangenti a Vico Equense, un Ospedale del Mare che è il più costoso d’Italia e non è ancora operativo, figuriamoci quanto sarà operativo lo spreco che ci sarà. Giuseppe Formisano

 

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