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Iervolino: «Giorgio? Non è un fomentatore» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno, 07-10-2008 07:26


iervolino.jpgDa quando è in giunta comunale, poco più di due anni, Giorgio Nugnes è probabilmente l'assessore più vicino alla sindaca Iervolino. Anche se nel rimpasto voluto dalla Iervolino quattro mesi fa c'è rimasto molto male per aver perso la delega alla Nettezza urbana e alla Difesa suolo.
Nella passata consiliatura, Nugnes è stato per molti mesi anche il capogruppo del partito della sindaca in Consiglio, la Margherita. Ed è anche l'assessore che, per primo, ha rotto con Ciriaco De Mita, ex segretario regionale dei Dl, che con la Iervolino i rapporti li aveva interrotti da tempo. Per questo, quando ieri mattina la prima cittadina ha appreso di buon'ora la notizia dell'arresto del suo assessore, oltre che del Consigliere di An, Marco Nonno, ha accusato il colpo. Anche se Nugnes, forse, le ha reso il compito più semplice chiedendole con una lettera di essere sospeso dall'incarico di assessore. Nella lettera pubblicata dall'agenzia Ansa, Nugnes spiega alla Iervolino di sentirsi «assolutamente sereno e totalmente estraneo a quanto mi viene contestato» e si autosospende da ogni incarico spiegando perché: «Questa mattina — scrive Nugnes nella lettera inviata al sindaco — la Dia mi ha notificato un avviso di garanzia ed un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari inerenti ai disordini avvenuti a Pianura nel gennaio 2008. Per l'altissimo senso delle istituzioni che anche tu mi hai insegnato, ti chiedo di sospendermi dagli attuali incarichi che ricopro nell'ambito della Giunta municipale ».
Detto, fatto. Immediata è arrivata la convocazione della giunta per la presa d'atto della richiesta di sospensione di Nugnes (sospeso anche dall'assemblea del Pd) e per ridistribuire le deleghe; che sono andate a Scotti (protezione civile), Santangelo (cimiteri) e Nuzzolo (fogne). «Per ora abbiamo tolto le deleghe, con Nugnes che tecnicamente resta un assessore senza potere e senza firma — spiega la sindaca —. Bisogna infatti prima vedere se le cose saranno confermate oppure no. Certamente, in via prudenziale, a un assessore che è agli arresti domiciliari si tolgono le deleghe. Ma prima di dimetterlo, dev'esserci chiarezza e la conferma delle accuse. Per ora, infatti, vige la presunzione di innocenza». Per la sindaca, quella dell'arresto di Nugnes è comunque «una sorpresa inattesa e inaspettata perché vedere Giorgio come fomentatore di rivolte mi sembra un po' difficile. Detto questo, se il magistrato ha preso dei provvedimenti, avrà dei motivi».
La Iervolino respinge però l'idea di un Comune sotto assedio dalle molte inchieste che lo riguardano. Come quella, recente, che nelle settimane scorse ha interessato l'assessore al Bilancio, Enrico Cardillo, raggiunto da un avviso di garanzia per un'indagine legata ad alcune consulenze relative al Piano strategico. «Le cose sono completamente diverse — spiega —, perché quella di Nugnes, ammesso che sia comprovata, è una sciocchezza di carattere personale e non coinvolge il Comune. Per quanto riguarda Cardillo, oggi (ieri, n.d.r.) è andato in Procura. Ma, anche lì, a me pare che il reato non ci sia», racconta la sindaca che difende quindi a tutto campo il suo esecutivo. Anche se si dice «dispiaciuta perché nessuno mi ha informato di queste consulenze. Però, cosa può essere, uno scivolone politico? Un abuso d'ufficio? Peraltro, pare che molte consulenze non siano state assegnate. Ecco perché mi riesce difficile vedere il reato.
Anche se è chiaro che io non ho le carte o le eventuali prove che ha il magistrato». In giornata era circolata anche l'ipotesi di dimissioni di Cardillo. Ipotesi che l'assessore al Bilancio smentisce, spiegando di essersi recato dal giudice «per chiarire la correttezza del mio comportamento. Ribadisco — dice Cardillo — comunque piena fiducia nella magistratura».
E se Nugnes incassa la difesa della sindaca, la federazione provinciale di An, tramite il segretario Luigi Bobbio, «auspica che il consigliere Nonno avrà modo di dimostrare che la sua condotta nel corso della concitata vicenda di Pianura fu dettata unicamente dalla volontà di rappresentare a sostenere il diffuso disagio della gente di Pianura di fronte ad una decisione che alle popolazioni interessate apparve subito ingiusta». Mentre il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, sostiene come ora sia «urgente la discussione alla Camera della mozione dell'onorevole Labocetta sulle molte anomalie che riguardano l'amministrazione comunale della città. E sulla possibilità che sussistano gli elementi per valutare l'ipotesi di scioglimento del consiglio comunale».




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Ciao Norberto, Beau, Brino Brucci, e alt

Scritto da: formisano_giuseppe@libero.it 07-10-2008 18:18

I consiglieri che fanno uno spreco da 7000 euro di telefonate in un giorno, Assessori che vengono arrestati per aver fatto parte delle rivolte di Pianura, il nostro caro Governatore che ogni giorno colleziona avvisi di garanzia, che ogni settimana si presenta il Presidente del Consiglio è "chissà il costo per il trattenimento", la spazzatura il 50% e sparita, è chissà in quale discarica abusiva lo saranno gettando, un Assessore e il Sindaco di Portici, che chiedono le dimissioni del suo collega perché la Sanità oltre a non funzionare è anche arrivato al deficit economico, i poveri aumentano e i ragazzini per mantenersi sulle nuove tecnologie prendono strade sbagliate, i mezzi pubblici per girare da Napoli ad altre città ci vogliono ore, lo STATO ha dichiarato guerra ai casalesi, e in altre città la camorra fanno i comodi loro, è in tutto questo passa in una città, dove tutti si domandano ma a me cosa me ne frega, tanto nel mio piccolo sto bene, e in tutto questo menefreghismo, i partiti chiedo i voti per poter governare senza risolvere mai nulla. Giuseppe Formisano

 

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