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«Velardi? È un bullo D'Antonio impreparato» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno, 07-10-2008 07:27


Caschi il mondo, Angelo Montemarano, resta sereno. Zen. Come quei cinesi che stanno sulla sponda del fiume in attesa dei cadaveri dei loro nemici.
La Regione Campania, entro venerdì, deve convincere il governo che i conti della sanità sono in regola. E cosa succede? Claudio Velardi chiede la testa del collega di giunta Montemarano e un altro assessore, Mariano D'Antonio, contesta il suo piano di razionalizzazione. Un fuoco amico, anzi no, utilizzando un'espressione bassoliniana, sul responsabile della Sanità campana stanno cadendo «bombe atomiche ».
Assessore come si spiega questa guerra aperta contro di lei?
«Non me la spiego. Non so se ha una genesi politica. Non sono né candidato, né candidabile, né voglio un ruolo attivo nel partito».
Va bene, ma come la interpreta?
«Trovo che l'atteggiamento di Velardi sia bullesco. Quanto a D'Antonio penso che non conosca la materia. Non ha avuto modo di seguire sin dall'inizio la vicenda: fino al 2006 noi avevamo 8 miliardi di euro di disavanzo. Significherà qualcosa che nel 2007 abbiamo sforato solo di 74 milioni di euro o no?».
Allora siamo più chiari, pensa che dietro gli attacchi velardiani prima alla sindaca e poi a lei ci sia una precisa strategia di delegittimazione degli ex democristiani all'interno del Pd?
«Questo è un sistema di lotta di potere che non mi appartiene. Mi è stato chiesto di fare l'assessore e continuo a fare il mio dovere. La sanità stava per implodere. Dunque resto tranquillo: non mi esalto quando mi elogiano, non mi deprimo quando mi attaccano. Io a D'Antonio e Velardi, quando li vedrò, chiederò un chiarimento tecnico. Delle loro considerazioni politiche non mi interessa nulla. Per litigare bisogna essere in due».
Ieri il segretario regionale del Pd Tino Iannuzzi ieri si è scagliato contro Velardi dicendo che «è assurdo ed ingiustificato che un assessore esprima così le sue opinioni alimentando polemiche in un momento in cui la giunta deve lavorare con incisività» e chiede a Bassolino di intervenire. Che ne pensa?
«Prima cosa ringrazio Iannuzzi e apprezzo molto la sua posizione seria e responsabile. Quanto a Bassolino dico solo che abbiamo avuto una telefonata affettuosa».
Ma lei davvero non è preoccupato che il governo possa decidere di commissariare la sanità?
«Io sono cautamente ottimista, perché ho affrontato il tavolo romano, prima con un governo di centrosinistra e poi di centrodestra, con umiltà e serenità. Ho solo un incubo: si chiama Massicci ed è il funzionario governativo, nostro interlocutore da sempre. Una sorta di imbuto attraverso il quale dobbiamo passare. Ma sinora è stato corretto e noi lo siamo stati con lui».
Parliamo un po' di conti. Oggi c'è un'ulteriore riunione di giunta, anche se informale, in cui discuterete del suo piano di razionalizzazione. Un piano che non convince e non convincono i conti.
«Su questo non ammetto errori. I conti sono solo e sempre quelli che noi inviamo al ministero. Non ne esistono altri».
E quali sono? È vero che nel primo semestre del 2008 c'è un extradeficit di svariati milioni di euro?
«Non è vero. L'unico disavanzo certificato al 2007 è di 74 milioni di euro dovuti alla stabilizzazione di 2300 paramedici e 700 medici precari».
Ma scusi non c'era il blocco del turn over?
«C'è il blocco del turn over fino al 2010. I 3000 precari, sia chiaro, non li ha stabilizzati l'assessore Montemarano, ma il consiglio regionale con legge regionale. È vero che questo confligge con quanto richiesto dal governo e per questo abbiamo chiesto una mano a Brunetta».
A Brunetta? E cosa ha fatto?
«Ha disposto che i dipendenti pubblici con già 40 anni di contributi vadano incentivati alla pensione. E noi vogliamo che per i medici diventi non un invito, ma un obbligo ».
Assessore sta dicendo che in Campania verrà azzerata una intera generazione medica di sessantenni con esperienza per far posto ai precari?
«In linea di massima è così. Ma saremo flessibili. È chiaro che il luminare o il capo di dipartimento particolarmente brillante rimarrà. Ma è necessaria nuova linfa anche negli ospedali campani. Che ridurremo. Taglieremo i piccolissimi che saranno trasformati in case della salute come Bisacce e Teano. Punteremo su ospedali di eccellenza, da otto diventeranno undici. Altri sette diventeranno specialistici e soprattutto saranno tagliati 830 posti letto con un risparmio di circa 230 milioni. Io sono abituato a lavorare, quanto agli altri affar loro, parlino pure».




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accademia regionale

Scritto da: maurizio de ioanna 08-10-2008 06:20

Montemarano 7, Ottobre, 2008 
Università di Montemarano s.r.l. (società a responsabilità limitata) e s.i.g. (società a irresponsabilità generale) 
Verbale della prima sessione autunnale di esami per il Corso di Laurea Breve (c.l.b.) in “Medicina, paramedicina, paraculi e paratutto”. 
Studenti iscritti: 2 in ordine alfabetico: 
1)D’Antonio Mariano, voto: 0/30. Bocciato per la sua totale impreparazione sugli sviluppi più recenti della Social Criminal Therapy (S.C.T). 
2)Velardi Claudio, voto: 0/30. Bocciato per grave sindrome da bullismo vetero-democratico acuto e perché affetto da frequenti crisi di pragmatismo irreversibile, accompagnate dalla totale ignoranza delle regole del “Compariello”. 
3)  
Firmato 
Il Rettore Magnifico nonché Magnonifico della Libera Università a Piede Libero di Montemarano.

 

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