Home arrow Rassegna Stampa arrow Dal terrorismo al caso Pianura: ecco l'uomo che svela gli intrecci

Ultimi commenti

Morando: «A Napoli...
se ne accorto anche Morando, altrimenti detto Passacantando.
leggi tutto...
di maurizio

Salvini: Napoli, città...
IO CREDO CHE salvini FINGE DI NON ESSERE RAZZISTA.salvini SI CREDE...
leggi tutto...
di ametista

Sigilli all´impero di...
Casalnuovo, ruspe nel rione abusivo proteste contro gli...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
me me ero dimenticato allora, forza Darwin!!!
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Salerno, rissa al congresso del Pd 50 persone bloccano...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
Ottimo Maurizio, quello della lotta è il metodo più naturale di...
leggi tutto...
di Beau

Congresso giovani Pd urla e...
Mi pare un ottimo criterio di selezione del personale politico!...
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Sin dai primi minuti dello svolgimento del tesseramento, in via...
leggi tutto...
di mario conforto

 
Dal terrorismo al caso Pianura: ecco l'uomo che svela gli intrecci PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Carlo Franco da il Corriere del Mezzogiorno, 11-10-2008 07:39


Una famiglia di poliziotti. Padre e tre figli, una vita trascorsa sulle barricate per difendere la legalità. Felici di esserci. 
È la storia della famiglia di Antonio Sbordone, il vicequestore responsabile della Digos che ha coordinato il blitz dei 37 arresti a Pianura: potremmo essere smentiti ma non ce n'è un'altra uguale. Nella trama della nuova «Squadra », la fiction televisiva prodotta a Napoli, uno dei filoni narrativi dell'ultimo copione è quello del poliziotto che nutre sospetti sul comportamento del fratello che è un poco di buono, ma quattro poliziotti appartenenti allo stesso nucleo familiare sarà davvero difficile ritrovarli.
Il capostipite
Buon sangue non mente, è davvero il caso di dirlo. Partiamo dal capostipite, Anacleto Sbordone, che si trasferisce a Napoli da Sant'Angelo a Scala, un paesotto dell'Irpinia interna proprio sotto Montevergine dal quale negli anni sessanta si aveva voglia di fuggire per costruirsi un futuro dignitoso. Per un quarto di secolo Anacleto è stato maresciallo della Criminalpol durante gli anni più caldi dell'impero cutoliano e, prima ancora, del terribile scontro tra i mafiosi siciliani di Gerlando Alberti inviati al confino nei paesi vesuviani, e il clan dei marsigliesi braccati in Francia e in cerca di una nuova base e di nuove alleanze. La guerra si concluse con una lunga scia di morti e il maresciallo Anacleto Sbordone si distinse in una serie di operazioni. L'amore per la divisa dei figli di Anacleto nasce in quegli anni, sicuramente in conseguenza dei racconti che il padre faceva rientrando a casa, e si concretizza qualche tempo dopo con le scelte che i figli fecero: Pasquale, che purtroppo è deceduto, è il primo a entrare in polizia, Aldo, ispettore si arruola a diciotto anni, e Antonio ancora più tardi, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza.
Primi blitz
Antonio e Aldo spesso partecipano alle stesse operazioni; l'ultima volta è accaduto nella notte del blitz compiuto a Pianura: i primi arresti li ha eseguiti, un'ora prima dell'alba, l'ispettore Aldo Sbordone e nelle retrovie Antonio, il fratello vicequestore, ha atteso con trepidazione che il «lavoro» terminasse.
Era successo anche nella fase conclusiva della delicatissima inchiesta che a giugno scorso portò all'arresto di Nadarajah Shanmuganadan, detto «Mogan», leader delle «Tigri Tamil», i terroristi dello Sri Lanka. «Mogan», il leader, lavorava a Napoli come infermiere e viveva sui Quartieri Spagnoli: un'integrazione perfetta nel nuovissimo contesto sociale e una doppia vita difficilissima da stanare, ma la Digos ne venne felicemente a capo dopo due anni di appostamenti e di verifiche delicatissime.
Il terrorismo
Napoli, infatti, era diventato un crocevia importante del terrorismo shrilankese ma fu impresa ardua risalire all'infermiere che si era mimetizzato nell'intrico dei vicoli dei Quartieri e godeva delle protezioni della gente che aveva preso a voler bene all'infermiere gentile e sempre disponibile. A mettere il capo della Digos sulla strada buona furono le rivelazioni di tre connazionali di «Mogan» che avevano ricevuto telefonate di minaccia perchè avevano preso parte a un corteo pacifista indetta dall'associazione «Lankitalia». Sbordone intuì che potesse essere la pista buona e decise di andare a fondo. Il seguito delle indagini gli dette ragione: in un piccolo appartamento di vico Lungo a Montecalvario, dove vivevano due coppie e dieci bambini, l'inafferrabile «Mogan» cadde nella rete abilmente tesa.
Una famiglia di poliziotti, dunque, e un caso unico di fedeltà alla polizia, ma quando tentiamo di metterla in questi termini Antonio ci stoppa: «Siamo poliziotti perchè, ascoltando i racconti di papà ci è cresciuta dentro la voglia di percorrere la stessa strada, difficile ma anche. Nostro padre, per intenderci, era uno di quei marescialloni di una volta dei quali, in verità, sentiamo molto la mancanza e io più degli altri, per ovvi motivi».
Il giovane Antonio
La carriera di Antonio, dopo alcuni anni trascorsi in servizio presso la Questura di Genova, si svolge a Napoli e principalmente alla Digos. Il giovane funzionario è molto stimato dai questori Franco Malvano e Oscar Fioriolli: è quest'ultimo, tra l'altro, che gli «affida» la Digos, la vecchia «polizia politica » perennemente esposta. Indagini delicate. L'inchiesta sulla guerriglia scatenata a Pianura per impedire la riapertura della discarica e «proteggere» il valore dei suoi da destinare all'abusivismo edilizio e al business dei rifiuti tossici è la proiezione più fedele e inquietante dell'inferno napoletano. Antonio Sbordone ne è convinto e per un attimo accetta di parlarne: «Gli arresti dell'assessore Nugnes e del consigliere Nonno hanno fatto passare in second'ordine l'inchiesta vera e propria che offre uno spaccato autentico del degrado estremo della nostra realtà: a Pianura è successo di tutto, tifosi ultra e politici, faccendieri e movimen-tisti, una esplosione di vicende drammatiche sulle quali è giusto riflettere».
Anche perché, osiamo, si stanno ripetendo a Chiaiano. «Quella, però, è una vicenda più politica che criminale, a Pianura, ripeto, c'è di tutto». Ci salutiamo con un'ultima domanda: è vero che anche il suo primogenito mostra interesse per la carriera di poliziotto? Segue un sorriso e un imbarazzatissimo «vedremo, vedremo, è ancora troppo presto».




Segnala su OK Notizie!Facebook!Technorati!

   

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

 

Visualizza 3 di 3 commenti

Grazie, Carlo!

Scritto da: carmine 13-10-2008 04:14

E' quanto mi sento di dire a Carlo Franco appena terminato di leggere il suo articolo. Esso mostra che a Napoli,anche nelle istituzioni, c'è chi rischia la vita per la democrazia e i cittadini e una vera libera stampa che non ci sta a parlare solo di crimini, ma evidenzia anche il bene... e ce n'è tanto, anche a Napoli.Sempre avanti senza paura!

 

» Segnala questo commento all'amministratore

» Rispondi a questo commento

E certo

Scritto da: Vittorio R 13-10-2008 05:07

che lo devi ringraziare(parolaccia) ti ha fatto aprire gli occhi.Sino a due momenti fa grandissimo pezzo di (parolaccia) hai solo sputato la (parolaccia) che sei su questa Città e su i suoi cittadini.

 

» Segnala questo commento all'amministratore

» Rispondi a questo commento

A lui conviene ringraziare

Scritto da: Antonio Cuomo 13-10-2008 05:11

come conviene ai suoi padroni di aprire quante più discariche è possibile per sistemarci la "parolaccia" come lui prodotta dagli inceneritori.Cosa credevi Vittorio , questo "parolaccia" non si smentisce mai.

 

» Segnala questo commento all'amministratore

» Rispondi a questo commento

Visualizza 3 di 3 commenti



Aggiungi il tuo commento
Nome
E-mail
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 1200
   Avvisami per email se questo commento è seguito
  Mathguard security question:
WDY         B        
P T    R    T 4   NK7
7PS   TPX   KTB      
2 T    D      E   A7N
EBG           F      
   
   



mXcomment 1.0.6 © 2007-2009 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
Gdf ed esercito, pattuglie anti abusivi in via Toledo

Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno

Policlinico, il Monaldi dice no

Stefano Piedimonte da il Corriere del Mezzogiorno

A Pianura la strategia del disordine

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Una telecamera incastra i due tassisti violenti

Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno

«Bloccò arbitrariamente l’ascensore», avviso di chiusura indagini per Paravia

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Tassisti violenti, spunta il video

Antonio Tricomi da la Repubblica Napoli

Un incidente e 2 cantieri traffico in tilt nel centro

Cri. Z. da la Repubblica Napoli

Rinnovo permessi Napolipark duecento in fila, scoppia la rissa

Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli

E la Provincia affidava ad una società del clan appalti su scuole e fiumi

Antonio Corbo da la Repubblica Napoli

Sigilli all´impero di Setola: 50 milioni

la Repubblica Napoli

La Procura sommersa dai fascicoli «Settecento nuove indagini sui rifiuti»

D. D. P. da la Repubblica Napoli

Fusti di percolato nel depuratore di Cuma

Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno

Bacoli, ticket sospeso nel fine settimana

Tiziana Cozzi da la Repubblica Napoli

Aiutò i casalesi, arrestato docente

co. sa. da la Repubblica Napoli

"Caso Mastella, accertamenti rapidi" spunta il giallo della notifica mancata

Dario Del Porto da la Repubblica Napoli

Bacoli, tregua per il ticket ma nei lidi c´è poca gente

Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli