Home arrow Rassegna Stampa arrow Nuovo meridionalismo e choc federalista Una sintesi difficile

Ultimi commenti

Sigilli all´impero di...
Casalnuovo, ruspe nel rione abusivo proteste contro gli...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
me me ero dimenticato allora, forza Darwin!!!
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Salerno, rissa al congresso del Pd 50 persone bloccano...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
Ottimo Maurizio, quello della lotta è il metodo più naturale di...
leggi tutto...
di Beau

Congresso giovani Pd urla e...
Mi pare un ottimo criterio di selezione del personale politico!...
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Sin dai primi minuti dello svolgimento del tesseramento, in via...
leggi tutto...
di mario conforto

Pd sempre più diviso...
sui giovani , e i giovani si menano...Che allegria...
leggi tutto...
di Beau

Pd sempre più diviso...
vi racconto una storiella.... vi ricordate la campagna di...
leggi tutto...
di mario conforto

 
Nuovo meridionalismo e choc federalista Una sintesi difficile PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Sergio Marotta da il Corriere del Mezzogiorno, 11-10-2008 07:42


Caro direttore, chiedo ospitalità per qualche riflessione suscitata dal suo commento («La “subspecie napoletana” è ovunque anche tra avvocati e professori», Corriere del Mezzogiorno, 7 ottobre) all'intervento del ricercatore napoletano, emigrato in Inghilterra, nel dibattito sviluppatosi in questi giorni sul Corriere del Mezzogiorno intorno alla cosiddetta «subspecie napoletana».
Lei scrive che impostare la questione della dilagante diffusione della inciviltà e della illegalità a Napoli e dintorni in termini antropologici è un errore, potendo essa impostazione assumersi come alibi per le classi dirigenti di questi ultimi 15 anni. Non credo che richiamare, nell'analisi dello spaventoso disfacimento civile della città, aspetti per così dire antropologici debba significare ineluttabilità della tragica situazione napoletana. Credo, anzi, che il richiamo più che mai sottolinea le responsabilità recenti e pregresse di una borghesia che, soprattutto, nel dopoguerra è mancata al suo fisiologico compito di guida ed esempio nei confronti della plebe e dei ceti socialmente emarginati. E dico soprattutto nel dopoguerra, perché è allora che si offrì la occasione irripetibile alla Napoli post-unitaria per conquistare identità e specificità sul piano culturale, economico, produttivo, sociale.
Nella seconda metà degli anni '40 e nei primi anni '50 la città, fortemente ferita durante la guerra dai bombardamenti aerei anglo-americani, fu attraversata da una vitale ansia di rinascita: ma questa ansia non suscitò nella borghesia una sua volontà collettiva, una progettualità sua propria, una visione complessiva dei problemi e delle relative soluzioni. Rimase quella che sempre era stata: pavida, servile, postulante, sostanzialmente parassita. Non è un caso che per oltre un decennio il quotidiano napoletano per antonomasia,
Il Mattino, fu diretto da Giovanni Ansaldo, grandissimo giornalista, ma certo non napoletano. L'antropologia non assolve, perciò, le classi dirigenti locali attuali, che hanno responsabilità enormi, come ella a giusta ragione rimarca. Ma aiuta a capire perché Napoli sia diventata una sorta di laboratorio di drammatica evidenziazione di quel disfacimento del tessuto civile, che, peraltro, cova sotto le ceneri anche nel Centro-Nord del Paese.
Perché proprio a Napoli è nato questo laboratorio? Schematicamente (e, forse, anche troppo semplicisticamente) direi che gli elementi causali sono fondamentalmente tre, correlati tra loro. Intanto la scomparsa del proletariato, che a Napoli e dintorni non è mai stato forte, ma che, tuttavia, in qualche misura «deplebeizzava» la città, rappresentando un fisiologico canale di immissione nella società civile della plebe. E incalzava la borghesia, diventando per la parte illuminata di essa uno stimolo e un riferimento di impegno civile. Poi la mutazione della piccola e media borghesia, lo smarrimento di certi valori che ne avevano contrassegnato il costume, la identità sociali: la parsimoniosità, il disconoscimento del danaro in sé e per sé come elemento indiscutibile di affermazione e di dignità sociali, il sostanziale rispetto della legalità e, soprattutto, la consapevolezza che la tutela del prestigio, almeno formale, di certe istituzioni, in cui essa operava (si pensi, per fare un esempio, alla università e alla scuola), era essenziale per la sua stessa sopravvivenza. Infine: la mutazione terribile della plebe, che è oggi completamente diversa da quella degli anni '50, '60 e '70. Cosa ha catalizzato queste due mutazioni? L'enorme afflusso di pubblici finanziamenti avveratosi dopo il terremoto; il dissennato, criminoso uso di queste risorse da parte di una classe politica che in questi trenta anni con esse ha perversamente e, ahimè, forse irreversibilmente, ingigantito il modello spregiudicamente clientelare di acquisizione del consenso elettorale. Da ciò la enorme dilatazione della economia malavitosa, la sua penetrazione, la sua mimetizzazione sempre maggiori nella economia legale, la implacabile, progressiva erosione dei confini tra legalità e illegalità finanziaria e, quindi, sociale. Da ciò la lacerazione profondissima della legalità, l'affermazione dell'anarchia, anche e soprattutto nella spicciola quotidianità esistenziale, la spettralità istituzionale, la schizoide frantumazione del corpo sociale in nicchie sempre più ristrette, sempre più impermeabili, sempre più votate a una autoalimentazione.
Caro direttore: si torna spesso a parlare di fuga dei cervelli. Non che non sia un fenomeno reale. Ma c'è anche un altro fenomeno, altrettanto penalizzante il futuro della città: la completa assenza di innesti in essa di energie esogene culturalmente vitali. Questa città è sempre più chiusa in se stessa. Dall'esterno entrano in essa soltanto energie socialmente e culturalmente debolissime. Che nella città e nei suoi dintorni assai spesso non hanno altra scelta di vita che quella di arricchire la componente «militare» della economia malavitosa.




Segnala su OK Notizie!Facebook!Technorati!

   

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

 

Visualizza 1 di 1 commenti

Sembra la moda del

Scritto da: Beau 11-10-2008 15:34

moda del momento questa sintesi tra "negazionisti" e "politici".In fondo è facile, si prendono le due teorie si frullano ed esce il frappè di Marotta.Che non sa di nulla.Non dice niente avendo la pretesa di dire tutto.

 

» Segnala questo commento all'amministratore

» Rispondi a questo commento

Visualizza 1 di 1 commenti



Aggiungi il tuo commento
Nome
E-mail
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 1200
   Avvisami per email se questo commento è seguito
  Mathguard security question:
G6Q         A3U      
1 Y    Y    M 9   N29
GIY   4BG   SP5      
  U    Q    I T   GD6
LDR         U9G      
   
   



mXcomment 1.0.6 © 2007-2009 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
Gdf ed esercito, pattuglie anti abusivi in via Toledo

Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno

Policlinico, il Monaldi dice no

Stefano Piedimonte da il Corriere del Mezzogiorno

A Pianura la strategia del disordine

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Una telecamera incastra i due tassisti violenti

Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno

«Bloccò arbitrariamente l’ascensore», avviso di chiusura indagini per Paravia

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Tassisti violenti, spunta il video

Antonio Tricomi da la Repubblica Napoli

Un incidente e 2 cantieri traffico in tilt nel centro

Cri. Z. da la Repubblica Napoli

Rinnovo permessi Napolipark duecento in fila, scoppia la rissa

Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli

E la Provincia affidava ad una società del clan appalti su scuole e fiumi

Antonio Corbo da la Repubblica Napoli

Sigilli all´impero di Setola: 50 milioni

la Repubblica Napoli

La Procura sommersa dai fascicoli «Settecento nuove indagini sui rifiuti»

D. D. P. da la Repubblica Napoli

Fusti di percolato nel depuratore di Cuma

Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno

Bacoli, ticket sospeso nel fine settimana

Tiziana Cozzi da la Repubblica Napoli

Aiutò i casalesi, arrestato docente

co. sa. da la Repubblica Napoli

"Caso Mastella, accertamenti rapidi" spunta il giallo della notifica mancata

Dario Del Porto da la Repubblica Napoli

Bacoli, tregua per il ticket ma nei lidi c´è poca gente

Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli