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Vinceremo noi e libereremo Napoli dal bassolinismo PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Paolo Russo da il Corriere del Mezzogiorno, 14-10-2008 07:50


Paolo Macry sostiene, senza essere sfiorato dal dubbio, che la sinistra in Campania vince le elezioni amministrative perché non vi è alternativa a destra. E, inoltre, che nessun opinionista ha riconosciuto a Forza Italia, o al centrodestra, alcun merito per la battaglia sui rifiuti; che manca la proposta politica... e via dicendo.
Non scomoderei una mente così arguta come quella di Macry per concordare sul fatto che a destra non c'è una riconosciuta personalità capace di catalizzare consensi e speranze.
Ma ci ricordi Macry chi era Bassolino prima della stagione di Tangentopoli e della disfida con la Mussolini vinta di misura: un oscuro funzionario del Pci, più noto per le battaglie vetero-operaiste (i lettori lo ricorderanno casco in testa a lottare contro la chiusura dell'Italsider e quindi contro l'ambiente e la modernità) che per le capacità strategiche o taumaturgiche che il nostro gli riconosce.
In Campania, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha vinto, sinora, una infernale macchina di consensi alimentata dalle spese «a prescindere », totalmente slegate dai servizi resi (gestione rifiuti,sanità…) e dalla capacità di determinare sviluppo (fondi Por). Un'allegra e parassitaria spesa fuor di controllo e per la quale in questi anni si è assistito ad una competizione a suon di preferenze, che i giornali riportavano come una specie di «battaglia navale», tra colossi come De Mita, Mastella e lo stesso Bassolino. Un saccheggio sistematico della cosa pubblica che spostava le risorse dai «problemi» ai
clientes rendendoli fedeli galoppini per ogni esigenza elettorale.
Persino i partiti della sinistra-sinistra, come i Verdi e Rifondazione comunista, sono stati trascinati a cimentarsi su di un terreno non proprio congeniale per competere nell'occupazione e nella lottizzazione di ogni buco, ovviamente così scomparendo com'è accaduto a Pecoraro Scanio.
«Mi consenta» non abbiamo nel centrodestra questi «mammasantissima », ma pure avevamo attratto dalla società civile uomini del valore di Calabrò, oggi senatore del Pdl, che governò con equilibrio la Sanità campana attraverso un modus operandi
distante anni luce dal piglio gestionale e clientelare dei Montemarano di turno, recordman di preferenze e di debiti. Altra questione sollevata è quella del Consiglio dei ministri ripetutamente celebrato a Napoli senza che nessun uomo di centrodestra saprebbe catturare i raggi di luce che promanano dalla straordinaria azione del presidente Berlusconi.
Caro Macry, l'intermediazione parassitaria e gestionale di carattere territoriale non ci attrae, non ci lusinga. Preferiamo lasciare agli epigoni della Prima Repubblica il ricordo di un personale politico illuminato in maniera riflessa dalle benedizioni dei potenti nazionali ed interessato alla gestione in chiave locale delle scelte nazionali. Tremonti, Gelmini, Scajola e Matteoli son giunti in città a «fare cose», a dare risposte concrete a bisogni, senza che noi, classe dirigente del centrodestra, avessimo sentito la pulsione di interpretare ruoli di stantia intermediazione gestionale con il crudele e bieco esercizio di un potere violento.
E veniamo ai rifiuti. Potrebbe Macry rileggere, pardon leggere, gli atti parlamentari votati all'unanimità della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti che ho, immeritatamente, presieduto. Non sarebbe mai troppo tardi. Erano scritti del 2002, del 2003, del 2006. Tempi bui per chi non era a corte nel coro dei laudatores. Indicammo criticità e soluzioni. Ma allora la grande stampa, così come qualche procuratore della Repubblica, si occupava di rifiuti solo se i cassonetti delle zone panoramiche della città erano troppo colmi.
Ci volle tempo, ma poi giunse Report
che, nel novembre del 2006, scoperchiò con irriverenza la pentola facendo venir fuori tutto il putrido marciume fatto di consulenze, prebende, incapacità e malversazioni al costo di 2 miliardi di euro.
Finalmente editorialisti e grande stampa, accanto ad una interessante pubblicistica, giunsero a «scoprire» l'affaire riconoscendo il lavoro fatto dalla commissione che aveva indicato al mondo intero i Cdr taroccati, le ecoballe finte, il call center dei miracoli, la Pan, il progetto «Sirenetta» e le stranezze della «gara».
Oggi ci tocca ancor di più lavorare per liberare questa regione dalla cappa di una anestesia democratica che si incrocia anche con la questione criminale. Si candidi pure Bassolino. Al Comune di Napoli o a quello di Afragola. Lo aspettiamo con la forza delle nostre idee e della nostra coerenza. Al varco. Come faranno le centinaia di migliaia di cittadini buggerati da questa sinistra parolaia ed autoreferenziale.
* Commissario Forza Italia verso il Pdl Napoli

RISPONDE MARCO DEMARCO

Ogni qual volta si pone la questione del centrodestra campano, i leader di questo schieramento insorgono e agitano con orgoglio le loro ragioni. Che, sia chiaro, non sono affatto infondate. Dirò di più. Va dato atto che alcune osservazioni critiche del centrodestra, a proposito del sistema di potere bassoliniano, avrebbero dovuto essere prese in considerazione dalla stampa e dall'opinione pubblica con più tempismo e con maggiore convincimento. Quelle osservazioni sull'eccessivo ricorso ai consulenti e alla spesa pubblica utilizzata a fini elettorali, ad esempio, erano fondate e pertinenti. Non solo. Chi può negare che oggi, con la presenza ormai abituale di Berlusconi a Napoli e con la conquista di quasi tutti i comuni della provincia, il centrodestra abbia un radicamento molto più ampio e profondo degli anni passati? E tuttavia, sorprende la tenacia con cui lo stesso centrodestra eviti di rispondere alla domanda decisiva che viene posta. Che è la seguente. Se la macchina di partito gira a pieno regime, se il consenso è crescente, se la concretezza programmatica è fuori discussione, perché mai i candidati alle prossime elezioni locali e regionali ancora non si vedono? L'esperienza passata ci dice che questo ritardo non è foriero di buone soluzioni.
Costruire l'alternanza è compito più difficile rispetto a chi deve conservare il potere. Ecco perché si sollecita tanto il centrodestra. Inoltre, nessuno si illuda. Berlusconi può essere dipinto anche come superman, ma una città come Napoli e una regione come la Campania non potranno mai essere governate da un solo uomo. Anche se quest'uomo dorme solo tre ore e per altre tre si dedica con successo a invidiabili attività.





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