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Armato: Cara Carloni, il Pd non delude noi donne PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Teresa Armato da il Corriere del Mezzogiorno, 21-11-2008 07:31


Caro direttore, ho letto con interesse la pagina che il Corriere del Mezzogiorno ha dedicato all'associazione Emily. Come è noto, sono stata come tante altre donne impegnate in politica ed esponenti della società, promotrice, fondatrice ed appassionata sostenitrice dell'associazione. 
L'ho sempre considerata un luogo positivo e stimolante di donne serie, preparate e rappresentative. Ma non solo. L'originalità di Emily era di fare una scelta di campo: il centrosinistra. C'era molto da unire nel '98. E come si sa le donne sanno unire. La nostra esperienza è quindi dentro il panorama e la storia politica di questi 10 anni. In qualche modo l'ha anticipata. Saper tenere insieme la cultura del cattolicesimo democratico con quella socialista e di sinistra con quella ambientalista ha rappresentato un laboratorio politico. Avvicinare alla politica tante donne che non erano attratte dai partiti è stato un merito dell'associazione, che si è spinta su questo piano fino a scelte originali, radicali e molto contestate come la lista. Siamo state in tante su questa frontiera, Anna Maria Carloni prima fra tutte e collante di tutte.
È ora il momento di dire addio a quell'esperienza? Ancora mi interrogo. Certo la spinta propulsiva di Emily si era esaurita ed il panorama è molto modificato. La politica, in questo ultimo anno specialmente, ha mostrato trasformazioni. La nascita del Pd ha finalmente unificato ciò che era diviso, ha aperto sin dall'inizio le sue porte, convintamene, a tanti esponenti della società, tanti cittadini che non si sarebbero sentiti «a casa» in altre forze politiche. Ha investito sulla risorsa femminile come non era mai stato fatto da nessuno: il 50% di donne negli organismi dirigenti, il raddoppio del numero delle parlamentari; basta il colpo d'occhio che si ha quando si entra nelle Camere e basta confrontare i banchi del Pd con quelli del Pdl. E questo è stato possibile grazie alle lotte decennali delle donna ma anche perché c'é stata una ferma volontà di Veltroni - capita che ogni tanto un uomo sia alleato delle donne - che ha voluto che il partito fosse caratterizzato dalla novità di una forte e folta presenza femminile. Si poteva fare di più? Certo si può fare di più e si deve. Si devono proporre leggi elettorali che favoriscono le quote — a cominciare da quella regionale —, si devono mettere al centro contenuti che riguardino più da vicino la vita delle donne.
Noi democratiche dobbiamo porci l'obbiettivo di tenere in vita anche nel Pd luoghi di donne che tengano alta l'attenzione su temi e su soggettività delle donne.
Dobbiamo contribuire a dare risposte convincenti alla richiesta di partecipazione che c'è nella società e che la politica non riesce ad accogliere mai del tutto. E soprattutto riuscire a fare crescere e a dare spazi ad altre e nuove donne che sentono, anche in questi tempi di politica-spettacolo, l'impegno civile e sociale con passione e sono portatrici di istanze e di proposte e di competenze.




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