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Nerli non vuole lasciare il porto: «Posso amministrare da lontano» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno, 22-11-2008 07:37


Sono Federico Libertino della Cgil e Ciro Ascione della Cisl i due sindacalisti i quali hanno ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge il presidente dell'Autorità portuale Francesco Nerli, la sua segretaria Vita Convertino, il segretario generale Capogreco e la segretaria di quest'ultimo, Carmela De Luca. 
Il pubblico ministero Francesco Curcio ipotizza, a carico dei due sindacalisti, i reati di truffa e di abuso di ufficio, in relazione all'assunzione di personale.
Il segretario Filt
Libertino è il segretario generale della Filt-Trasporti ed è tra i nomi più accreditati alla successione di Michele Gravano nel ruolo di segretario campano della Cgil. Ha svolto recentemente un ruolo importante nella trattativa relativa alla Compagnia aerea italiana ed al destino di Atitech, società di manutenzione dei velivoli dell'Alitalia che fu. «Sono sereno, ho fiducia e rispetto nei confronti della magistratura — commenta Libertino — alla quale chiedo ovviamente di fare chiarezza quanto prima sui fatti che mi vengono contestati ». Al suo fianco si schiera la Cgil tutta ed in particolare Emanuele Fernicola, responsabile dei marittimi e dei portuali della Filt. «Lavoro da anni al suo fianco — ricorda — e ho apprezzato il suo grande impegno a tutela dei lavoratori e della sicurezza. Rammento il suo coraggio quando, unico dirigente sindacale, si è costituito parte civile nel processo per la morte del portuale Luigi Davide ». Chiede rapidità alla magistratura anche Ugo Milone, il segretario dei portuali della Cisl, «a tutela del nostro iscritto, verso il quale esprimiamo massima fiducia».
I contributi
La vicenda dei sindacalisti è uno dei capitoli dell'inchiesta. Quello principale verte sulla convinzione della Procura che, dietro i contributi in denaro versati da una decina di imprenditori del porto per finanziare le campagne elettorali dei Ds dal 2005 al 2007 e le primarie del partito, ci siano state pressioni da parte di Nerli e dei vertici dell'autorità portuale. Un filone di indagine che trae spunto dal sequestro, nel corso di una precedente perquisizione degli uffici di Nerli, di un prospetto riepilogativo in cui figurano le ditte che elargivano i contributi e, al fianco di ciascun nome, gli estremi degli assegni e i loro importi, oscillanti tra 5.000 e 25.000 euro. Di qui l'ipotesi della concussione avanzata dalla pubblica accusa. Contestata, però, da Nerli il quale, attraverso l'avvocato Alfonso Maria Stile, sostiene invece di non avere esercitato pressione alcuna verso gli imprenditori. All'inizio della prossima settimana, presumibilmente martedì, l'ex senatore e presidente del porto sarà ascoltato dal giudice delle indagini preliminari, Daniela Fallarino, alla presenza del pm Curcio.
Le dieci aziende
Sono una decina i gruppi imprenditoriali i quali, come emerge dalle indagini che sono state effettuate dal Nucleo regionale di polizia tributaria, guidato dal colonnello Alessandro Barbera, hanno versato contributi ai diessini, peraltro regolarmente iscritti a bilancio. Tra questi: Palumbo spa di Antonio Palumbo, presidente della sezione riparatori navali dell'Unione industriali di Napoli; Sispi srl; Servizi integrati srl; Magazzini generali spa, che fanno parte del gruppo Klingberg; Cantieri del Mediterraneo spa; Conateco spa. Proprietà, quest'ultimo, per metà del ministero dei Trasporti cinese, per metà della Mediterranean Shipping Cruises, riconducibile al gruppo Aponte.
La successione
La vicenda giudiziaria, intanto, apre un vuoto di potere. A Nerli, infatti, è stato imposto anche il divieto di dimora a Napoli. Non pochi imprenditori sono fortemente preoccupati ed auspicano che il governo vada avanti lungo la strada del commissariamento del Porto, in attesa che la magistratura chiarisca eventuali responsabilità penali dei vertici attualmente in carica. Il presidente Nerli è di opinione diversa: «Si può amministrare da lontano e poi è una situazione provvisoria. Per l'entrante settimana sarà tutto chiarito». Spiega anche di aver sentito ieri il ministro Matteoli: «Al ministero non è giunta ancora nessuna notifica dell'ordinanza del divieto di dimora in Campania». Sarà un caso, tuttavia, ma ieri finalmente il comune di Napoli, quello di Castellammarre di Stabia e la Provincia di Napoli hanno indicato il nome di loro competenza per la successione a Nerli, che è in carica da 8 anni ed è in scadenza di mandato. La scelta è caduta sull' Ammiraglio Dassatti, che dal 1995 al 1998 ha avuto la responsabilità della direzione marittima di Napoli. In precedenza si era espressa la Camera di Commercio di Napoli, che aveva indicato Luigi Iavarone.




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