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Forza Italia-An, la contesa per il nuovo Pdl campano PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno, 23-11-2008 09:45


Il ritornello del volemose bene è quello più gettonato. «Occorre fare squadra, ma confermo che non è stata ancora presa alcuna decisione sulla Campania», spiega il coordinatore regionale di An, l'alemanniano Mario Landolfi. 
«Non credo vi saranno problemi — amoreggia il leader di Forza Italia, Nicola Cosentino — anche se la Campania, prima regione del Sud e seconda in Italia, non dovrebbe essere oggetto di contesa con An». C'è addirittura chi in Forza Italia rievoca il rapporto di 7 a 3 per gli azzurri come criterio base (già adottato per la formazione delle liste alle ultime Politiche) da cui partire nell'assegnazione dei coordinamenti regionali, suscitando la reazione piccata del sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, finiano doc, che enumera: «Primo: più che di attribuzioni occorrerà un leader campano con gli attributi. Secondo: chi parla di rapporto 7 a 3 tra Forza Italia e Alleanza nazionale mi induce a considerare che oltre agli attribuiti sarà necessario un leader intelligente, poiché se ad An spetteranno solo 6 regioni, allora, procedendo di uno in uno, dopo la Lombardia, che tocca a Forza Italia, viene la Campania, che quindi andrebbe a noi. Terzo: io desidero un partito nuovo che non ragioni con una mentalità vecchia e ragionare in termini di quote significa soltanto dimostrare tutta la debolezza della classe dirigente».
Silvio Berlusconi ha posto in soffitta il partito nato nel '94 con la sua discesa in campo e in dieci minuti ha presentato il nuovo abito che indosserà la nuova formazione. Ieri, Sergio De Gregorio ha annunciato che il suo movimento ‘‘Italiani nel mondo'' confluirà nel Pdl. Così la Dc, il nuovo Psi e il gruppo di Dini, ha anticipato il ministro Gianfranco Rotondi. Il congresso fondativo è fissato per fine marzo. Poi (secondo l'ipotesi di lavoro più accreditata) dovrebbe toccare ai congressi provinciali dai quali eleggere democraticamente i coordinatori; mentre i leader regionali manterrebbero le tradizionali prerogative ‘‘proconsolari'' in quanto nominati dal leader nazionale Berlusconi e dall'ufficio politico del Pdl. Certo, in questo caso rimarrebbe il nodo da sciogliere del rapporto tra i leader provinciali eletti dalle assemblee (e, dunque, con piena legittimazione democratica) e quelli regionali, di grado superiore, ma pur sempre cooptati: anche a questo si sta tentando di fornire una soluzione per evitare rischiose caducità di funzioni nella rappresentanza apicale.
Comunque sia, da quanto emerso già dalle prime battute di lavoro, agli azzurri dovrebbero spettare i coordinamenti regionali di Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Sicilia e Puglia. Ad Alleanza nazionale, invece, quelli di Lazio, Calabria, Marche ed Emilia Romagna. In ballo tutte le altre regioni, a partire dal Friuli e per finire alla Campania. «Non credo sia così — frena il coordinatore provinciale azzurro di Napoli, Luigi Cesaro —: abbiamo ricevuto più di una garanzia che la Campania, in virtù del rapporto di forze che intercorre tra noi ed An, andrà ad un coordinatore di Forza Italia». E per le leadership provinciali? «Ragionando con buon senso, non si potrà pretendere la segreteria regionale del Pdl e poi quella provinciale di Napoli». Dunque, Napoli e Benevento ad An; Salerno, Avellino e Caserta a Forza Italia. Sarebbe questo uno degli schemi pilota sui quali ci si confronterà. Una prima prova per cementare l'intesa sarà quella che i partiti dovranno superare la prossima settimana: quando il centrodestra campano si ritroverà riunito per stabilire le candidature alla presidenza delle Province di Napoli, Salerno e Avellino, oltre che quelle a sindaco di Portici e Battipaglia (per rimanere ad alcuni dei Comuni più importanti che andranno prossimamente al voto). «Non siamo in ritardo — spiega il coordinatore di An, Landolfi —: abbiamo già una rosa di nomi. Ma siamo concentrati soprattutto sul lavoro delle possibili alleanze ». Paolo Russo, presidente azzurro della Commissione Agricoltura della Camera, premette: «La Campania è in una fase di crescita straordinaria per quanto riguarda il consenso elettorale del centrodestra. Però — aggiunge — occorre dare un quadro organizzativo stabile. Ogni tanto, dovremmo ricordarci che non siamo in Lombardia o in Sicilia, dove esiste una lunga tradizione di vittorie elettorali. Ma in Campania, dove abbiamo governato per pochi mesi in due tornate amministrative e dove sussistono esigenze organizzative particolari. Insomma, anche per il futuro del Pdl campano credo che ci saranno soluzioni diverse, che non terranno in alcunconto del rapporto di 7 a 3 nei confronti di An».




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