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Case e strade. Gli appalti nel mirino. Venti indagati al vaglio del GIP PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Leandro Del Gaudio da il Mattino, 01-12-2008 07:48


C’è la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli al centro dell'inchiesta che scuote Napoli e la sua classe politica. C'è un'indagine sulla catena di appalti per la manutenzione dell'edilizia popolare, ma anche per il recupero di strade e arredo urbano, che attende una risposta del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.
Eccola l'altra inchiesta che agita i Palazzi napoletani prima ancora di approdare a uno sviluppo definitivo. E il probabile retroscena del suicidio di Giorgio Nugnes, al di là dell' effettiva (e per il momento tutt'altro che scontata) responsabilità dell' ex assessore del Comune di Napoli e al di là delle conclusioni che verranno firmate dai magistrati partenopei.
Un'inchiesta dai grandi numeri fino a venti nomi sotto i riflettori e richieste di arresto al vaglio del gip che tiene in apnea diversi livelli della vita cittadina. Che, a vario titolo e in momenti differenti, ha riguardato amministratori di Palazzo San Giacomo, uomini politici, cariche pubbliche.
Inchiesta napoletana, ma non solo. Che punta dritto alla gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, al giro di commesse pubbliche messo in moto dal Comune. Le case popolari, ma anche il recente progetto di restaurare strade, arredo urbano, illuminazione. Tutto in una parola - global service -, faraonico restyling su cui indaga la Procura di Giovandomenico Lepore, il centro dell'attenzione di decine di uomini pubblici e soggetti politici. Un fascicolo affidato a due pm della Dda di Franco Roberti, su cui vale la pena fare una premessa: qui la camorra c'entra poco. O meglio: c'entra.solo nella fase iniziale, quando un paio di intercettazioni telefoniche raccolte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere vengono stralciate dal fascicolo principale - che porterà agli arresti il consigliere regionale Brancaccio - e affidate ai pm napoletani. È in questa vicenda che viene intercettato per la prima volta l'ex assessore comunale Nugnes. Ed,è da questo fascicolo trasmesso da Santa Maria Capua Vetere a Napoli che, in modo incidentale, prende spunto !'inchiesta sulla devastazione consumata a Pianura. Vicenda su cui interviene il penalista Nello Palumbo, difensore dell'ex politico scomparso, che riflette sull' opportunità di arrestare Nugnes per la sommossa contro l'apertura della discarica. Spiega Palumbo: «Gli arresti arrivano dieci mesi dopo i fatti di gennaio, quando la questione della discarica di Pianura si era ormai esaurita. La mia domanda è semplice: era proprio necessario arrestarlo? Qual era il rischio di reiterazione del reato?». Intanto, l'attenzione resta sul global service.
Un progetto con due facce e due velocità differenti, passato al setaccio in questi mesi dagli inquirenti napoletani. Il primo, quello del Patrimonio che riguarda la gestione dell' edilizia popolare, nasce nei primi anni del decennio in corso. Il secondo, più recente, è di un anno fa e riguarda la manutenzione di strade pubbliche, di punti luminosi, di arredo urbano. Il primo ha sbloccato in questi anni moneta sonante, con investimenti pubblici nei lotti di case popolari. Il secondo global service invece è rimasto per il momento incompiuto: centinaia di milioni di euro, la possibilità di rifare il look all'intero capoluogo regionale: manto stradale, marciapiedi, piazze, binari. Tutto messo nero su bianco, anche se di concreto c'è poco. Approvato a luglio del 2007, il nuovo global service è un atto incompiuto: mancano i fondi, non è stata mai bandita la gara d’appalto. Uno scenario finito sotto i riflettori della Procura, che ha lavorato per mesi su un'informativa di polizia giudiziaria e che si è via via arricchita di sequestri, acquisizioni documentali, intercettazioni. Una delle conversazioni captate risale al 18 dicembre del 2007, l'utenza intercettata è quella di Nugnes, mancano sedici giorni agli scontri con la polizia a Pianura. Inizia qui l'inchiesta sull'intreccio di politica, camorra e hooligan contro la discarica di «Contrada Pisani», mentre quella sugli appalti comunali resta al vaglio di un gip.




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Eh, non ci voleva la zingara per

Scritto da: Beau 01-12-2008 15:37

Citazione

Un fascicolo affidato a due pm della Dda di Franco Roberti, su cui vale la pena fare una premessa: qui la camorra c'entra poco. O meglio: c'entra.solo nella fase iniziale, quando un paio di intercettazioni telefoniche raccolte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere vengono stralciate dal fascicolo principale - che porterà agli arresti il consigliere regionale Brancaccio - e affidate ai pm napoletani.
 
capire che i casalesi non c'entravano nulla.E pazienza se qualcuno continua ancora a "ragliare".Adesso voglio vedere cosa scriverà , tra un spottino e l'altro, su questa storia.

 

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Dare le dimissioni.

Scritto da: formisano_giuseppe@libero.it 01-12-2008 20:29

Ora come mai il Partito Democratico a cominciare dalla segreteria nazionale, dovrebbe mettere ordine nelle deleghe rilasciate, questo polverone “giustamente indagato” non fa altro che un enorme danno al partito stesso, unica soluzione per salvare quel poco che rimane del partito sono le dimissioni di tutta la giunta e del sindaco di Napoli, è lasciare le reti di politica nelle mani del Governo in carica. Giuseppe Formisano

 

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