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Nugnes e il mega-appalto, c’era un tariffario PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Leandro Del Gaudio da il Mattino, 03-12-2008 16:28


Anche il Provveditorato alle opere pubbliche della Campania finisce sotto i riflettori della Procura di Napoli.
L’inchiesta sul progetto di affidare ad un solo imprenditore il restyling dell’area metropolitana ha riguardato anche gli interventi prodotti negli ultimi anni dall’ente che rappresenta sul territorio regionale il Ministero dei lavori pubblici. È uno dei tasselli dell’inchiesta targata Dia, condotta dai pm della Dda di Napoli Enzo D’Onofrio e Raffaello Falcone. Un’indagine condotta per un anno e mezzo sotto stretto riserbo, colpita da una recente fuga di notizie che sta probabilmente alla base della decisione di Giorgio Nugnes di togliersi la vita. Una vicenda giudiziaria su cui è lecito attendersi sviluppi in un futuro prossimo, anche alla luce della forte preoccupazione dell’ex assessore della giunta regionale di finire in una nuova inchiesta a distanza di due mesi dagli arresti per gli scontri di Pianura. Ma cosa c’entra il Provveditorato generale alle opere pubbliche della Campania? Qual è il rapporto tra l’indagine che potrebbe abbattersi sul Comune (ma anche su altri Palazzi istituzionali) e il ruolo svolto dal Ministero lavori pubblici in Campania? Il filo conduttore è riconducibile agli accertamenti svolti dalla Dia su alcuni pareri firmati nella primavera del 2007, vale a dire a distanza di due mesi dalla discussione in consiglio comunale che avrebbe portato all’approvazione della delibera global service. Il nome che compare nell’informativa della Dia è quello dell’ingegnere Mauro Mautone, dal 2003 al 2007 in sella al Provveditorato generale alle opere pubbliche in Campania, oggi a Roma come direttore dell’edilizia statale. Al Mattino, l’ingegner Mautone ricostruisce la storia del «parere» offerto al Comune di Napoli, l’accordo con una squadra di tecnici all’epoca capitanata dall’assessore Giorgio Nugnes. Un incontro ricostruito da Mautone a partire da una premessa: «Non sono e non mi sento sotto inchiesta. Ho letto dell’inchiesta sugli appalti del Comune di Napoli e sono disponibile a qualsiasi chiarimento con i magistrati». L’inchiesta verte sul «tariffario» dell’appalto su rifacimento di circa 250 chilometri di strade napoletane. Anzi, sul confronto avuto con Nugnes a proposito del «tariffario» da definire per il prezzo della manodopera e delle risorse impegate: «Lui, Nugnes, chiedeva un prezzo al rialzo, io insistevo con un prezzo in linea con i nostri parametri ministeriali. Alla fine la spuntò lui - chiarisce Mautone - e io finii col fornire parere favorevole con qualche osservazione». Mautone ricorda: «Loro, quelli del Comune, mi convinsero che si poteva tenere i prezzi alti, a patto di non toccarli per i nove anni in cui sarebbero durati i lavori. Alla fine mi adeguai, punto». Un parere non vincolante, ma probabilmente buono a presentare il grande appalto di strade e arredo urbano in Consiglio comunale, strappando approvazione unanime. Ma nell’inchiesta sulle commesse milionarie c’è spazio anche per i posti di lavoro come materia di scambio. Nulla di concreto, in una vicenda ancora in attesa del vaglio di un giudice. Eppure proprio sui posti di lavoro, c’è un aneddoto raccontato dallo stesso Mautone: «Ho incontrato qualche anno fa l’avvocato Romeo. Erano in corso i lavori per la realizzazione della Torre A del Tribunale di Napoli, che venivano spesso bloccati dagli operai incerti per il loro futuro. Io intervenni e ottenni l’assunzione di due o tre operai alla fine dell’opera. Un impegno morale, di cui non mi pento certo».




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Ci stanno soltanto TRUFFANDO.

Scritto da: formisano_giuseppe@libero.it 03-12-2008 23:36

Spunta una nuova inchiesta che minaccia seriamente i componenti della giunta Iervolino. La procura regionale della Corte dei Conti indaga da un anno sulla gestione del patrimonio immobiliare del Comune: trentamila locali, buona parte alloggi ma anche negozi ed uffici, molti in zone centralissime come il Lungomare e l’area di piazza Municipio. Emergerebbe un notevole danno erariale perché molti non pagano nemmeno un euro al Comune. E nessuno ha mai avviato le procedure di riscossione. 
 
Mi domando è la magistratura, la corte dei conti, quanto cominciano a addebitare i lori conti correnti e a informare il Governo centrale che gli amministratori Campani non fanno altro che sprechi e clientela, ma come si potrà ripresentarsi questo PD alle FUTURE elezioni Europee e Provinciali, ormai il PdL hanno la strada spianata per le prossime elezioni, e tutto questo la causa di questo fallimento politico che hanno concluso i politici della sinistra. Giuseppe Formisano

 

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