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Per i saggi consultazione chiusa D'Amato: no, termini da riaprire PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Paolo Grassi da il Corriere del Mezzogiorno, 05-12-2008 07:48


La commissione di desigazione dell'Unione industriali di Napoli dichiara «chiusa la fase di consultazione» e annuncia che la partecipazione della base associativa alle operazioni di voto è stata pari al 72% delle preferenze assembleari esprimibili (ossia quelle calcolate sulla scorta del peso specifico dell'azienda che le esprime: dipendenti, fatturato, etc.). 
Inoltre, «sono stati ascoltati 66 (su 81) membri di giunta e 13 (su 15) presidenti di sezione ». Gli stessi saggi — Marco De Feo, Nicola Palumbo e Sergio Von Arx — scrivono alle imprese iscritte all'Unione di Palazzo Partanna «di aver raggiunto la ragionevole certezza che il o i candidati così individuati siano la reale espressione di una componente significativa della base associativa». Questa convinzione, si specifica, risulta maturata «dagli incontri avuti nei giorni 14, 21 e 28 novembre e dall'esame delle raccomandate (postali e recapitate a mano) con data ultima 28 novembre 2008». Gli «esiti» della consultazione, conclude la commissione, saranno riferiti alla giunta dell'associazione. Organismo che, va ricordato, è stato convocato dal presidente Gianni Lettieri per martedì prossimo, 9 dicembre.
Dunque tra quattro giorni si chiarirà chi ha prevalso nel primo round della sfida tra Paolo Scudieri e Antonio D'Amato per la successione di Lettieri? Non è detto.
La lettera-ultimatum
L'ex presidente nazionale (e napoletano) di Confindustria proprio nella giornata di ieri ha inviato una lettera-ultimatum ai componenti della commissione di designazione e all'attuale inquilino di Palazzo Partanna (la missiva, firmata con Enrico Mensitieri, è stata spedita per conoscenza anche ai probiviri dell'associazione, alle aziende tutte dell'Unione, ai membri di giunta e alla leader italiana degli imprenditori, Emma Marcegaglia). D'Amato, riferendosi alla lettera del primo dicembre, «con la quale il presidente dell'Unione ha convocato la giunta, in via straordinaria e d'urgenza, per il giorno 9 dicembre 2008, ore 15, per comunicazioni della Commissione di designazione relativamente alle preferenze espresse ed alla successiva nota della Commissione datata 3 dicembre 2008 (quella riportata in testa all'articolo, ndr), si osserva quanto segue: l'articolo 28 dello Statuto dell'Unione di Napoli individua in modo puntuale i compiti e le responsabilità della Commissione di designazione nel raccogliere l'orientamento di tutti gli associati da esprimersi mediante incontri personali da verbalizzare nei giorni da essa indicati, ovvero per iscritto secondo le modalità fissate dallo Statuto ed in parte richiamate nella lettera di richiesta di segnalazioni ed indicazioni per l'elezione in corso, inviata dalla Commissione a tutte le aziende aventi diritto in data 6 novembre 2008». Poichè «tale lettera non indica il termine ultimo entro il quale le aziende possono esprimere il proprio orientamento, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, il termine ultimo scade il 13 gennaio 2009 o, a tutto concedere, non prima del 5 gennaio 2009». Invece la commissione «ha dichiarato chiusa la fase di consultazione in data 28/11/08, dopo soli 14 giorni dal suo inizio», sulla base «del 72% delle aziende aventi dititto al voto». L'ex presidente nazionale, in pratica, invoca «il diritto di ciascun associato a disporre dell'intero lasso di tempo previsto dallo Statuto (60 giorni) per designare il candidato». Pertanto, chiosano D'Amato e Mensitieri, «si invita la commissione di designazione a revocare immediatamente il provvedimento di chiusura delle consultazioni e conseguentemente si invita il presidente dell'Unione ad annullare sul punto la convocazione della giunta del 9 dicembre, dandone conferma entro le ore 20.00 della data odierna agli scriventi. Con espressa vertenza che, in difetto, si provvederà ad attivare il procedimento arbitrale previsto dallo Statuto».
L'articolo 28 dello Statuto
Ma cosa dice l'articolo 28 dello statuto? «... trascorsi 60 giorni dalla data delle prime consultazioni la Commissione di designazione dovrà riferire alla Giunta circa gli esiti delle consultazioni».
L'«altra» lettura
Questa porzione di testo, però, viene letta dall'altra area in modo opposto. E cioè: i due mesi sono un termine ultimativo entro il quale i saggi dovranno necessariamente riferire alla giunta. Tanto è vero, proseguono, che l'articolo 39, relativo al rinnovo delle cariche associative, spiega: «Qualora la Commissione lo ritenesse utile, il lavoro non si esaurirà alla prima consultazione, ma potrà proseguire fino al raggiungimento della ragionevole certezza di aver individuato il candidato gradito alla maggioranza degli associati». E va ricordato che i saggi hanno già specificato di «aver raggiunto la ragionevole certezza»...
La «stoccata»
Del resto, concludono dai medesimi ambienti vicini all'attuale vicepresidente: «Noi siamo convinti dell'operato della commissione di desigazione, nella quale abbiamo nassima fiducia. Come abbiamo massima fiducia nei consensi che gli associaciati hanno voluto esprimere. Non si capisce, di contro, come mai dall'altra parte si è prima più volte professato grande ottimismo nei risultati della consultazione e ora non si abbia quantomeno la curiosità di andare a vedere i numeri ufficiali...».
I primi risultati «visti» dai due poli
Tutti e due gli schieramenti il 28 novembre sera hanno cantato vittoria. Gli scudieriani valutavano il proprio vantaggio dopo la consultazione dei saggi in circa 5000 volti assembleari contri i 3000 dei damatiani. Che invece parlavano di oltre 5500 voti a loro destinati. Quanto alla giunta, l'area vicina all'attuale vicepresidente dichiarava una vantaggio di 44 membri a 19, mentre gli avversari parlano di sostanziale parità.
Stamattina dai saggi
Il ricorso ai probiviri tornando ai damatiani, appare inevitabile. Entro le 20 di ieri, infatti, non è arrivata alcuna comunicazione per annullare la giunta o parte dell'ordine del giorno. La sensazione è che il presidente Lettieri andrà avanti. Come del resto l'ex presidente D'Amato. A prescindere dall'appuntamento del 9, appare comunque chiaro che i due contendenti siano sopra 15% dei voti assembleari. Vale a dire il tetto necessario per essere rinviati al secondo round: il confronto in giunta. In assemblea, invece, arriverà un solo candidato. Oggi, infine, tutti e due gli sfidanti andranno dai saggi (l'appuntamento era già convocato da giorni).




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