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Boccia: io, il signor no che ha sbattuto la porta a Rosetta PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Emanuela Fontana da il Giornale, 06-01-2009 09:26


Onorevole Francesco Boccia, lei è l'assessore mancato della nuova giunta di Napoli, ha detto «no» al sindaco lervolino. Può spiegare il suo rifiuto? «Non aveva senso accettare con il partito spaccato sul territorio. Avevo chiesto anche ieri se ci fosse un sì incondizionato alla giunta ai diversi livelli, a livello locale non c'era. La dimostrazione sono le dimissioni del coordinatore provinciale Nicolais».
Perché poi la situazione è precipitata? «Perché c'era una visione diversa sulla terapia per Napoli. Nicolais ha ritenuto che questa giunta non fosse adeguata. Chiedeva un azzeramento totale, il sindaco lervolino lo ha fatto per tre quarti. Per un progetto così importante e ambizioso era necessario essere tutti d'accordo. Non c'erano le condizioni, ho rifiutato a malincuore».
Qualcuno le ha chiesto conto del suo rifiuto? «No, anzi, quando avevo deciso di accettare l'incarico tutte le persone che mi vogliono bene mi dicevano "ma che fai!"».
E Veltroni l'ha sentito? «Ho sentito Andrea Orlando, che ha compreso le mie motivazioni. Il partito nazionale non ha nessuna responsabilità in questa vicenda. Ho deciso di testa mia».
È rimasto deluso dall'inchiesta di Napoli che inguaia il suo partito? «La delusione, sì certo, c'è, quando si ha a cuore le sorti del proprio Paese e del Sud. AI di là del giudizio sulla vicenda Romeo, la cosa più imbarazzante che emerge è la dipendenza degli amministratori pubblici da un imprenditore. Molti politici hanno un rapporto di dipendenza con alcuni imprenditori» 
Ma la sua opinione qual è? «Non sono tra quelli che pongono la questione morale come alibi per rinnovare, o dicono che qualche magistrato si è sbagliato. C'è un problema di etica pubblica nella gestione dell'amministrazione in Italia molto più serio di quanto non sia apparso».
A Napoli si gioca la credibilità del Pd? «Il rilancio della città e del partito era quello che mi spingeva ad accettare l'incarico. Avrei fatto l'assessore a Napoli gratis. Ho fatto battaglie serie in Puglia e nel mio partito contro il cumulo delJ'indcnnità. Prima di Natale il sindaco Iervolino mi aveva portato a Roma un sacco di materiale. Ho passato le vacilnze a studiare il bilancio, da lei ho sempre avuto la massima disponibilità a fare interventi stmtturali. Credo che vada aiutata e soste Duta».
Ma poi ha detto no. Come c'è rimasta? «Negli ultimi giorni c'è stata una difficoltà oggettiva nei rapporti tra partito locale e sindaco ... Era molto dispiaciuta, ma ha anni di politica alle spalle per capire. Sono comunque a disposizione».
Cosa pensa di questa giunta di cui non fa parte? «E una giunta di galantuomini. AI Sud c'è una maggioranza silenziosa e arrabbiata che ha voglia di dimostrare che c'è un Mezzogiorno migliore. E questa,la sfida che il Pd deve interpretare correttamente».





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