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Quartieri, resta in carcere la figlia del boss PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Anna Maria Asprone da il Mattino, 08-01-2009 15:30


Si è proclamata innocente sin dal primo momento in cui si è costituita. Ma il gip non le ha creduto. Resterà quindi in carcere Manuela Terracciano, la figlia 22enne del boss Salvatore «'o Nirone», accusata di aver esploso il proiettile che ha ucciso Nicola Sarpa, la notte di Capodanno.
Il presidente dei gip di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Provitera, ieri pomeriggio, dopo 5 ore di camera di consiglio, ha deciso di convalidare il fermo della giovane che, pur appartenendo ad una famiglia di pregiudicati, non ha precedenti con la giustizia. È stata quindi emessa nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sempre secondo il gip il materiale probatorio raccolto è sufficiente per l’adozione della misura cautelare. Le indagini comunque continueranno, in attesa dei possibili sviluppi che potrebbero scaturire dai risultati degli esami balistici. Manuela Terracciano è accusata di omicidio volontario con dolo eventuale. Ma, come ha già fatto il 3 gennaio quando, accompagnata dai suoi legali, Gaetano Inserra e Andrea Imperato, si è costituita nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, anche ieri sia prima che dopo la convalida del suo fermo, Manuela detenuta nel carcere casertano, nel quale si trova ormai da 5 giorni, ha continuato a proclamare la sua innocenza. Ma la decisione del giudice è arrivata dopo una convulsa giornata, che per Manuela è iniziata già nelle prime ore del mattino con l’udienza di convalida del fermo, davanti al presidente dei gip di Santa Maria Capua Vetere Provitera. La Terracciano, sempre assistita dall’avvocato Gaetano Inserra, si è subito proclamata estranea ai fatti che le venivano contestati. Ma, vista la complessità delle risultanze processuali e la sua professione di innocenza, il giudice si è riservato la decisione ritirandosi in camera di consiglio. Decisione che poi è arrivata, con la convalida del fermo, intorno alle 17,30. «Abbiamo fatto fino in fondo il nostro lavoro - ha detto al termine dell’udienza l’avvocato Inserra - Non c’è certezza della colpevolezza di Manuela». Bisognerà chiarire anche le questione dei bossoli esplosi la notte di Capodanno da pistole diverse. «Il giudice si dichiarerà incompetente - ha spiegato Inserra - e trasferirà gli atti per competenza alla Procura di Napoli che avrà venti giorni di tempo per confermare la decisione del gip di Santa Maria oppure decidere diversamente». Intanto la notizia della convalida del fermo di Manuela Terracciano, è rimbalzata in pochi minuti da Santa Maria Capua Vetere al vico Lungo Trinità degli Spagnoli dove, al civico 4, abita la famiglia di Nicola Sarpa. «Non ho parole - dice con la voce rotta dal pianto Valentina la sorella 22enne della vittima - Questa notizia ci da un po’ di sollievo dopo lo strazio di questi giorni. Quando l’ho detto a mia madre lei è rimasta in silenzio per un attimo, poi si è stretta in petto la fotografia di Nicola, l’ha baciata e ha detto solo: «’o piccirillo mio». Per quanto riguarda quella donna ci penserà la giustizia. Noi abbiamo fiducia nella giustizia. Non vogliamo vendetta, è un sentimento che non ci appartiene ma continueremo fino in fondo finchè non sarà fatta piena luce sull’omicidio di mio fratello». Nelle prossime ore, comunque, la famiglia Sarpa ha fatto sapere che si costituirà parte civile. «Abbiamo già contattato un legale - conclude Valentina - con il quale abbiamo già fissato un incontro. Chi ha ucciso un ragazzo buono come Nicola deve pagare. È l’ultima cosa che possiamo fare per lui».




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