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Città ostaggio di 30 affiliati al clan Vollaro PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Gigi di Fiore da il Mattino, 08-01-2009 15:32


Portici. Sono al massimo una trentina. Ma con il marchio di un clan che ha fatto la storia della camorra ai tempi della guerra contro i cutoliani: Vollaro. Trenta affiliati noti, in grado di tenere sotto scacco decine di attività commerciali.
Il sindaco Vincenzo Cuomo non ci sta a consegnare ai mass media l’immagine di una città rassegnata al racket. Si ribellò tredici mesi fa, quando le telecamere delle Iene filmarono racconti di vittime delle estorsioni camorristiche. Non c’è stato nei mesi successivi, quando ha creato uno sportello antiracket, che ora offre quindicimila euro ai fratelli Massimo e Raffaele Rossi, per contribuire alla ricostruzione del loro ristorante «Ciro a mare». Quattro attentati in cinque anni sono davvero troppi per due ristoratori, che denunciarono i loro estorsori Pasquale Scafo e Ferdinando Tassone. Dici quei nomi e, per gli inquirenti, dici clan Vollaro. I due hanno scontato la loro condanna e ora sono di nuovo liberi. Come sono liberi i figli di quel Luigi Vollaro, detto il «califfo», fondatore e storico referente del clan che aveva la sua base logistica nella villa-bunker di San Sebastiano al Vesuvio e oggi sconta due ergastoli. Libero Raffaele Vollaro «il grande», 51 anni, una vita spezzata da una condanna scontata per un omicidio. Ragioniere, collaboratore di riviste carcerarie, «Lello il grande» è sotto sorveglianza speciale. Il fratello più piccolo, che porta il suo stesso nome, invece non ha conti aperti con la giustizia. Dici Portici e pensi a 2500 attività commerciali e imprenditoriali, concentrate in prevalenza in via Libertà. Tutti negano di pagare il pizzo, ma una ventina di giorni fa furono arrestati quattro estorsori, che chiedevano rate da 500 a mille euro a tre commercianti per «regali di Natale». Il sindaco Cuomo ha vietato gli arredi natalizi, per impedire che il clan facesse affari con le luminarie. E, negli stessi giorni, Sergio Vigilante, consulente anti-racket del Comune, ha trovato un significativo bigliettino di minacce: «Non fare l’eroe». Cose che succedono, in un territorio dove, dopo le passate frizioni con il clan Birra di Ercolano, il gruppo Vollaro spadroneggia di nuovo nelle estorsioni. Le indagini del commissariato di polizia, guidato da Bruno Mandato, ricostruiscono geografie e nomi di un clan che beneficia di tranquillità e silenzi. A luglio, l’ultimo omicidio: quello di Giovanni Buonocore, netturbino 41enne che si barcamenava tra amicizie discutibili. Secondo le indagini, avrebbe favorito l’omicidio di un affiliato dei Vollaro, Gianluca Buffo, nella guerra tra i Birra di Ercolano e il clan di Portici. E sarebbe stato punito per il suo «doppio gioco». Tra i Birra e i Vollaro, una passata guerra da quattro omicidi, di breve durata, per uno sconfinamento nella vendita di droga. Poi la pace, la resa dei conti interna. Dice Tano Grasso, presidente dell’associazione nazionale antiracket: «Portici dimostra che la camorra fa affari soprattutto quando non uccide». E Portici, dove il terrore è imposto da pochi con minacce e azioni dimostrative, lo conferma. Riflettori altrove, ma è qui che due coraggiosi ristoratori devono dichiararsi sconfitti.




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ma per favore.....

Scritto da: un cittadino di Portici 17-03-2009 19:46

sanno tutti dove stanno, è tutto cosi ridicolo, sanno le loro case i loro affari, ridicoli i militari per le strade, ma perche non li prendono tutti senza che qualcuno rischi facendo l'eroe, senza denunce sopratutto, perche la gente ha paura giustamente.....personalmente io li vedo sempre, e ne sono stufo oltre che disgustato, CHE VENISSERO DA FUORI e dall'ALTO AD ARRESTARLI TUTTI...sapete cosa sono e che fanno, li prendessero tutti sti maiali, da qualsiasi partito venisse una azione del genere li appoggerei...ma non lo fanno e non lo faranno mai, o credete che siano responsabili le mancate denunce dei cittadini? persone umili che aprono negozi con sacrifici vedersi queste facce da animali che ti minacciano, secondo voi o il governo, è colpa loro che non li denunciano? è colpa della paura? ma per favore, il metodo è volutamente sbagliato, la politica (e non parlo del povero Cuomo) non vuole intervenire....so persino io dove abitano i camorristi, lo sa anche il prete della chiesa DI S.CIRO CHE CI TIENE TANTO CHE LA STATUA DI SAN CIRO FACCIA IL PERCORSO DAVANTI ALLE CASE DEI MALAVITOSI, chissà per rispetto o perche la chiesa ha rinunciato a Cristo da parecchio, ipocrita e falsa...

 

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