Home arrow Rassegna Stampa arrow Economia, se il rallentamento globale aiuta il Sud

Ultimi commenti

Morando: «A Napoli...
se ne accorto anche Morando, altrimenti detto Passacantando.
leggi tutto...
di maurizio

Salvini: Napoli, città...
IO CREDO CHE salvini FINGE DI NON ESSERE RAZZISTA.salvini SI CREDE...
leggi tutto...
di ametista

Sigilli all´impero di...
Casalnuovo, ruspe nel rione abusivo proteste contro gli...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
me me ero dimenticato allora, forza Darwin!!!
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Salerno, rissa al congresso del Pd 50 persone bloccano...
leggi tutto...
di Giuseppe Formisano

Congresso giovani Pd urla e...
Ottimo Maurizio, quello della lotta è il metodo più naturale di...
leggi tutto...
di Beau

Congresso giovani Pd urla e...
Mi pare un ottimo criterio di selezione del personale politico!...
leggi tutto...
di maurizio

Pd sempre più diviso...
Sin dai primi minuti dello svolgimento del tesseramento, in via...
leggi tutto...
di mario conforto

 
Economia, se il rallentamento globale aiuta il Sud PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Valentina Sanfelice di Bagnoli da il Corriere del Mezzogiorno, 09-01-2009 07:26


La pubblicazione recente dei dati Istat sull'andamento economico delle nostre imprese, dell'indu-stria, dei servizi in termini di fatturato e dell'occupazione, non lascia segni di speranza sulla capacità del sistema di rigenerarsi da solo. E non potrebbe essere diversamente perché lo sviluppo, in un momento di grande crisi, non può riattivarsi «dal basso», ma deve essere affrontato dall'alto attraverso una rivoluzione delle regole del gioco.
Di fronte a situazioni eccezionali ci vogliono interventi eccezionali, e quelli messi in campo finora, per quanto necessari, non possono bastare.
Gli incentivi per la realizzazione di attività imprenditoriale possono rappresentare una partita su cui intervenire con forza. Spostando i fondi dalle singole iniziative alla competitività del territorio, per una serie di ragioni.
L'incentivo all'impresa è di per sé un elemento distorsivo del mercato e basterebbe leggere con attenzione un magnifico studio pubblicato dalla Banca d'Italia nel lontano 2006 «The effectiveness of investment subsidies: evidence from survey data», per comprenderne gli effetti reali. Le aziende agevolate, troppo spesso, mantengono la propria competitività attraverso gli incentivi, in assenza dei quali vedono ridursi drasticamente le proprie performance. Ciò determina, tra l'altro, delle evidenti distorsioni nel sistema, generate dal fatto che spesso l'investimento risulta profittevole non in quanto tale ma se finanziato, o addirittura l'incentivo può avere un effetto compensativo, annullando i benefici, quando ad esempio costringe l'azienda ad adeguarsi ad una serie di fattori economicamente non vantaggiosi per il proprio business, pur di accaparrarsi l'incentivo. Ciclicamente, malgrado iniezioni di denaro pubblico, la grande impresa è in crisi; cavalca una crescita in presenza di questi incentivi per poi tornare ad una contrazione della produzione e quindi alla cassa integrazione. Nella piccola e media impresa il discorso assume talvolta un percorso similare.
Gli incentivi sono diventati uno strumento che «truffa» il mercato e che penalizza lo sviluppo evitando che le aziende non competitive siano estromesse dal mercato medesimo secondo la logica regolatrice degli scambi. Sottraggono, inoltre, gli Stati (e le Regioni) all'impegno di programmare lo sviluppo, attraverso il diffuso utilizzo di una sorta di diffuso «contentino», ovvero l'enorme drenaggio di risorse pubbliche verso le aree più in crisi.
Questi stanziamenti potrebbero essere riconvertiti e investiti nella creazione di infrastrutture e servizi connessi allo sviluppo con un pianificazione trasparente ed una programmazione legata ad una tempistica serrata, magari monitorata da corpi intermedi quali associazioni imprenditoriali e sindacati, per esempio. È necessario, quindi, ridisegnare subito lo sviluppo attraverso scelte coraggiose e cambiamenti di rotta drastici dando priorità alla responsabilità e all'etica con cui queste vengono assunte.
Si tratta di scelte che chiedono sacrifici alle aziende e che tuttavia il tessuto imprenditoriale sano è pronto a fare, anche in nome di un senso di responsabilità più ampio verso il territorio.
Se ci si richiama ai valori dell'etica e della moralità non ci saranno più incentivi inutili ma scelte assunte nel rispetto della pluralità degli interessi rappresentati, scelte che dovranno investire trasversalmente la nostra società partendo dalla responsabilità con cui va amministrata la cosa pubblica fino allo sviluppo dei territori. A questo punto ecco che il rallentamento del mondo potrebbe rappresentare addirittura una grande opportunità di recupero e rilancio della competitività, in particolare per il Sud e per quei territori oggi devastati dal degrado.
Se è vero infatti che il Mezzogiorno è notoriamente più lento rispetto al resto d'Italia allora la probabilità di risalire in sella allo sviluppo, in un momento in cui tutto si ferma, è un occasione concreta da non perdere. A patto che si abbia il coraggio di scelte anche impopolari, capaci però di determinare grandi cambiamenti.
* Presidente nazionale Giovani Imprenditori di Confapi




Segnala su OK Notizie!Facebook!Technorati!

   

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

 


Aggiungi il tuo commento
Nome
E-mail
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 1200
   Avvisami per email se questo commento è seguito
  Mathguard security question:
 X          AXF      
Y4     6    U     KT7
 A    748   KUC      
 T     1    Q L   T3O
MF1         MNM      
   
   

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.6 © 2007-2009 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
Gdf ed esercito, pattuglie anti abusivi in via Toledo

Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno

Policlinico, il Monaldi dice no

Stefano Piedimonte da il Corriere del Mezzogiorno

A Pianura la strategia del disordine

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Una telecamera incastra i due tassisti violenti

Gianluca Abate da il Corriere del Mezzogiorno

«Bloccò arbitrariamente l’ascensore», avviso di chiusura indagini per Paravia

Titti Beneduce da il Corriere del Mezzogiorno

Tassisti violenti, spunta il video

Antonio Tricomi da la Repubblica Napoli

Un incidente e 2 cantieri traffico in tilt nel centro

Cri. Z. da la Repubblica Napoli

Rinnovo permessi Napolipark duecento in fila, scoppia la rissa

Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli

E la Provincia affidava ad una società del clan appalti su scuole e fiumi

Antonio Corbo da la Repubblica Napoli

Sigilli all´impero di Setola: 50 milioni

la Repubblica Napoli

La Procura sommersa dai fascicoli «Settecento nuove indagini sui rifiuti»

D. D. P. da la Repubblica Napoli

Fusti di percolato nel depuratore di Cuma

Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno

Bacoli, ticket sospeso nel fine settimana

Tiziana Cozzi da la Repubblica Napoli

Aiutò i casalesi, arrestato docente

co. sa. da la Repubblica Napoli

"Caso Mastella, accertamenti rapidi" spunta il giallo della notifica mancata

Dario Del Porto da la Repubblica Napoli

Bacoli, tregua per il ticket ma nei lidi c´è poca gente

Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli