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Gomorra, prima bocciatura: niente Golden Globe PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Danilo Cirillo da il Corriere del Mezzogiorno, 13-01-2009 07:36


È meglio che «Gomorra» vinca o perda? Il sogno di una statuetta d'oro per il film tratto dal romanzo di Saviano esalterebbe Napoli e l'Italia o farebbe solo sprofondare l'immagine della città, sotto la sua camorra e la sua immondizia? 
Fatto che una brusca frenata alle ambizioni del film, è arrivata la scorsa notte a Los Angeles. «Gomorra» di Matteo Garrone è stato battuto dal film cartoon israeliano «Valzer con Bashir» di Ari Folman che si è aggiudicato il Golden Globe come migliore pellicola straniera. Ma la notte e lunga e il sogno più importante – quello dell'Oscar – è ancora in ballo e pronto per essere agguantato. Ancora a portata di mano, per Gomorra e per l'Italia. Tra pochi giorni si conoscerà una prima rosa di film, il 22 ci sarà la cinquina definitiva e infine la notte degli Oscar il 22 febbraio. Per ora c'è delusione ma contenuta. I Golden Globe sono al secondo posto nella scaletta gerarchica dei premi più importanti negli Stai Uniti. La sfida tra il film israeliano e quello italiano è arrivata al terzo round: «Gomorra» ha battuto «Valzer con Bashir» due volte, a Cannes e agli Efa, l'equivalente degli Oscar europei. Pare che stavolta a vincere sia stata l'attualità, quella più stringente. Il caso Napoli è passato in secondo piano rispetto al caso Gaza strettamente legato al «piombo fuso» che cola oggi sulla testa dei palestinesi e ai Qassam che cadono su quella degli israeliani. Un tema molto vicino a quello del film di Folman che rievoca la guerra nel Libano e la strage di Sabra e Chatila nel 1982. Strage di cui fu testimone lo stesso regista, allora nell'esercito. Dalla guerra in medioriente a quella per le strade di Napoli e della Campania. Un film che ha sfiorato il Golden Global e che gioca per l'Oscar ha acceso il dibattito sull'immagine della città nel mondo, anzi lo ha infiammato. La cruda realtà che attraversa le pagine del libro di Roberto Saviano come le immagini del film di Garrone si riversano nei giudizi che su «Gomorra» piovono da più parti. Un dibattito talmente agitato che in alcuni casi ha fatto registrare smentite e precisazioni in una frentica altalena. Qualche esempio? L'ultimo è quello del calciatore Fabio Cannavaro. In un'intervista al settimanale «Chi» nei giorni scorsi viene riportata questa dichiarazione: «Per il cinema italiano spero che “Gomorra” vinca l'Oscar. Ma non penso che gioverà all'immagine dell'Italia nel mondo, abbiamo già tante etichette negative. È facile che un problema locale venga generalizzato, ancora oggi un mio compagno di squadra (del Real Madrid) mi ha detto: “Italiano? Mafioso” ».
Passa un giorno e Cannavaro dal suo sito smentisce: «Non ho mai detto che il film possa ledere l'immagine dell'Italia all'estero, la mia voleva essere una difesa nei confronti di chi non ha niente a che fare con la camorra e con quelli che vogliono investire in modo onesto, insomma di tutta la gente per bene che vive in quei territori. La mia paura è che all'estero Napoli e la Campania vengano associate alla Mafia, alla spazzatura e non invece alle tante cose belle che ci sono».
Dal campione del mondo di calcio al sindaco Rosa Russo Iervolino. A giugno la sua stroncatura: «Scampia non è solo Gomorra che offre ai lettori e agli spettatori una visione unilaterale del quartiere, disperazione e negatività ». Secca la replica di Maurizio Braucci, lo sceneggiatore del film: «A vergognarsi debbono essere quelli che hanno contribuito a creare Scampia. Per prima il sindaco».
Dopo qualche tempo la Iervolino aggiusta il tiro: «È una denuncia che colpisce duro ma di straordinaria efficacia comunicativa. Auguro al film di raccogliere a Los Angeles ampi consensi».




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