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«Campania, leggi troppo costose e spesso senza copertura finanziaria» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno, 13-01-2009 07:38


Tutti d'accordo, maggioranza e opposizione: ogni legge approvata dal Consiglio regionale campano costa troppo alle tasche dei contribuenti. Da An a Forza Italia, fino a Rifondazione - che pure è in giunta - ‘‘è il segale di uno squilibrio''. 
«I dati ci inchiodano — afferma Vito Nocera di Prc — anche se quello effettuato da Mezzogiorno Economia è un calcolo economicistico che ci sta tutto, ma al quale io affiancherei la ricaduta sociale di una legge».
Il settimanale del Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato ieri un'inchiesta nella quale evidenzia che ogni singolo testo normativo approvato nel 2008 è costato 4 milioni 369mila 450 euro. Una sorta di indice di «produttività » del Consiglio regionale ricavato mettendo in relazione le risorse destinate al «funzionamento del Consiglio» lo scorso anno, pari a 87 milioni 389mila euro, e le leggi approvate nel medesimo periodo: 20. Tale indice di produttività è stato confrontato con quello ricavato da altre regione ( vedi box in pagina), tutte le meridionali e alcune del Centronord. «Il costo delle normative denuncia un deficit in Campania per il quale è necessario intervenire. Tuttavia credo che trasformarsi in un legificio sia inutile se poi la normativa non può essere applicata per mancanza di copertura. Mentre è utile, controllare le finalità di una legge. Quella sul reddito di cittadinanza è un intervento che dà aiuto ad 80mila persone circa. Non credo che nelle altre regioni ci sia nulla di simile».
L'opposizione fa il suo mestiere e per bocca di Franco D'Ercole dice: «E' verissimo. L'assemblea regionale è all'ultimo posto fra le regioni meridionali in quanto a numeri di leggi approvate nel 2008. Non potrebbe essere diversamente, ma personalmente aggiungerei anche che si tratta di norme non particolarmente significative. «Purtroppo — prosegue — è la conseguenza delle spaccature verticali che insistono all'interno della coalizione di centrosinistra e trasformandosi in veti incrociati che volano da una parte all'altra dello schieramento di maggioranza, finiscono per bloccare il Consiglio». Parla dei beffa che si aggiunge al danno Enzo Rivellini, capogruppo di An. «Che le leggi approvate dal Consiglio siano le più costose è già un'evidenza che dà fastidio. Ma io aggiungerei la classica beffa: quasi tutte le leggi varate l'anno scorso, non solo sono poche rispetto ad altre realtà ma non possono essere applicate perché non hanno copertura finanziaria. La cosa scandalosa che si aggiunge all'inchiesta di
Mezzogiorno Economia è questa ». Per paradosso sembrerebbe più utile non legiferare. «Per paradosso potrebbe essere così. E sa perché? Perché in Bilancio non ci sono soldi. Il Bilancio gestionale approvato a fine anno lascia liberi circa 11 miliardi di euro. Nove di questi sono assorbiti dalla sanità. Ne restano fuori circa due e mezzo? Cosa si pensa di poter fare?». Rivellini fa un altro esempio degli inceppamenti della macchina amministrativa che in molti casi allunga e appesantisce l'iter approvativo di una legge. «Da oltre un anno — afferma — la prima commissione Atti istituzionali non può riunirsi poiché il suo presidente Nicola Ferrara ha il divieto di dimora in Campania. Più volte abbiamo chiesto di sostituirlo, cosa che non è mai avvenuta».
Paolo Romano, capogruppo di Forza Italia, punta il dito sugli sprechi. «Troppe le consulenze cui la Regione ci ha abituato e che paga lautamente, a fronte, tra l'altro di leggi che non possono essere applicate per mancaza di finanziamenti. Il tutto fa lievitare i costi della politica, che, invece, dovrebbero essere ridotti drasticamente. Più volte lo abbiamo denunciato ma il centrosinistra non se n'è dato mai per inteso. E' la sua maniera di fare politica clientelare. Comunque, i dati sono sotto gli occhi di tutti».
Feroce anche il commento di Salvatore Ronghi, capogruppo di Mpa: «Il costo mi sembra altissimo a fronte di un problema spesso sottaciuto. La maggior parte delle leggi approvate non ha risorse per poter funzionare e finisce in ‘‘osservazione'' per una carenza di istruttoria. Ecco che allora occorrerebbe abbassare le spese e innalzare la qualità. E' necessario ridurre le indennità dei singoli consiglieri ma anche il personale che lavora in Consiglio. Perché al di là dei dipendenti delle Commissioni e di quelli dedicati ai lavori d'aula, il resto non dà alcun supporto». Se si invoca l'eccezione che il Consiglio è costituito dalla maggioranza e dall'opposizione e che magari quest'ultima ci ha messo del suo fra assenze e ostruzionismo, Ronghi risponde: «Non credo che si possa accusare il centrodestra di ostruzionismo. Ma se sedute sono saltate e i lavori si sono allungati è imputabile a una maggioranza che non trovava accordi, che lasciava vuota l'aula, invalidava le sedute».




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