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Bassolino: «non sono un capobastone e non ho diviso io il Pd» PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Paolo Mainiero da il Mattino, 13-01-2009 14:18


Un altro inizio d’anno col botto. Nel 2008 i rifiuti; nel 2009 la bufera sul Pd e gli attacchi alla Regione. Ma Antonio Bassolino va avanti, prepara la verifica di marzo in consiglio regionale.
Glissa perchè ritenute «infondate» sulle voci su un suo partito personale. E offre il pieno sostegno a Enrico Morando, il commissario inviato da Veltroni che ieri ha incontrato a palazzo Santa Lucia. Morando è alle prese con un arduo compito: mettere pace in un partito lacerato. Roba da brividi... «Morando sta trovando un partito con problemi e divisioni com’è del resto in altre parti del Paese. Ma sta anche conoscendo un partito che ha dentro di se tante risorse. Lui stesso ha detto che nel Pd napoletano ci sono tante potenzialità». La decisione di incontrare innanzitutto la base è un primo segnale di discontinuità? «Credo che sia importante e giusto che il commissario abbia scelto di dedicarsi innanzitutto al radicamento del partito. I circoli sono una struttura fondamentale del Pd ma sinora, come ho letto, in provincia di Napoli sono stati eletti solo trentacinque coordinatori su centoventi. Che Morando abbia deciso di partire dal basso è un segno di riconoscimento per chi ogni giorno lavora e si confronta sui territori». Morando oltre a riorganizzare il partito, dovrà lavorare alle prossime elezioni provinciali in un quadro incerto non solo per il Pd ma anche per le alleanze. «Una volta completato il radicamento del partito bisognerà aprire una riflessione programmatica in rapporto alle alleanze. Si vota per la Provincia e in tanti Comuni ed è indubbio il ritardo che c’è su questo punto. Del resto, lo stesso Morando ha colto la centralità di questa questione. Prendere contatti con tutte le forze politiche, anche con l’Udc, è assolutamente essenziale». L’elezione di Nicolais alla segreteria avvenne nel solco di un duro scontro. Nei tempi brevi indicati da Morando il Pd dovrà eleggere un nuovo segretario. La resa dei conti è destinata a durare? «Sarebbe un segnale molto forte se il commissario riuscisse nei tempi giusti, nei tempi brevi di cui egli stesso ha parlato, a convocare l’assemblea e a eleggere un segretario unitario dopo le divisioni che ci sono state. Un segretario nel quale si possa riconoscere la stragrande maggioranza delle forze del Pd. Ognuno di noi ha il dovere di dare un contributo a quello che sarebbe un passo importante per la battaglia elettorale che ci attende e per poter poi andare al congresso nazionale. Le discussioni e il confronto che ci sono e ci saranno, un conto è che avvengano in un quadro più unito e un altro conto è che avvengano in un quadro di divisioni». Morando ha detto che si occupa del partito e non delle istituzioni. È un modo per prendere le distanze dalle giunte? «È un modo per impostare e affrontare i problemi in termini giusti e corretti, ognuno nel suo ambito, con reciproco rispetto delle competenze e delle funzioni, avendo ben presente l’importanza della costruzione del Pd e l’importanza delle funzioni democratiche dei partiti come legame con la società. Al tempo stesso è importante che vi siano canali di comunicazione e sedi di riflessione tra chi è impegnato nelle istituzioni e tra chi è impegnato nei partiti, ed è importante sia a Napoli che a Roma». Lunedì sarà a Napoli Veltroni. Quali sono i rapporti con il segretario? «Sono rapporti di lungo periodo, passando dal Pci al Pd e con la comune determinazione che abbiamo avuto per la nascita di un nuovo soggetto politico unitario». Però ammetterà che da parte di Veltroni c’è freddezza. «Assieme a tante condivisioni abbiamo avuto anche momenti di discussione. E probabilmente condivisioni e discussioni continueranno ad esserci con reciproco rispetto e giusto stile». Veltroni non vuole un partito di capibastone. Lei si sente tale? «Io mi sento un uomo delle istituzioni che per quattro volte si è sottoposto al giudizio e all’elezione diretta da parte dei cittadini. Dovere degli uomini e delle donne delle istituzioni e dovere di chi è eletto da parte dei cittadini è cercare di unire, è cercare di fare gli interessi generali. Mentre, esattamente al contrario, interesse dei capibastone è dividere». Nicolais sostiene che con la nuova giunta ha vinto il gruppo di potere Bassolino-Iervolino. «Nella giunta di Napoli ci sono dieci nuovi assessori. È un significativo cambiamento. Ma ora comincia la fase più difficile, più dura, più impegnativa anche della stessa fase di formazione della giunta, perchè è la fase del rilancio programmatico sul piano dei contenuti, della selezione delle priorità, delle questioni di vita quotidiana più sentite dai cittadini. Mi auguro che chi è impegnato nelle istituzioni o nei partiti possa dare il massimo per riuscire a coinvolgere molto di più e più di ieri forze importanti della città e della società civile». La classifica del Sole 24Ore relega lei e la Iervolino in fondo alla classifica... «È stato un anno molto duro e io penso che bisogna avere l’umiltà di vedere i problemi senza lasciarsi travolgere. Così come non bisogna montarsi la testa quando si è, come è accaduto per diversi anni, in cima alla classifica. Ma nonostante le crisi sono state fatte tante cose importanti su diversi piani, dai trasporti alla ricerca, dalle infrastrutture all’innovazione». La ripresa e lo sviluppo possono passare per il turismo ma la politica regionale è messa sotto accusa dagli stessi operatori del settore. «I dati non sono esaltanti nè in Italia nè a maggior ragione qui per la grave crisi che abbiamo vissuto. Ma ci sono i primi segnali di una inversione di tendenza e vi è una forte determinazione a rafforzare questa inversione come ha sottolineato al Mattino il presidente nazionale di Federalberghi».




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tutto chiaro

Scritto da: T. G. 13-01-2009 21:30

Bassolino si è già messo d'accordo con Morando, quello che si legge sui giornali è solo scena fatta per non far fare una figura proprio pessima a Nicolais che se ne è andato via prima che lo cacciassero

 

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E' un intervista

Scritto da: Beau 14-01-2009 00:13

molto "soft" rispetto alle dichiarazioni di alcuni giorni fa .Non credo che si sia "rinsavito", penso che ritenga di potere giocare ancora ruolo schierandosi dalla "parte" che prima avversava.Credo che "Giggino" , poveretto, non c'entri nulla.Si è sentito "mollato" dal "loft" romano e newyorchese.Loft, che è riuscito , nonostante tutto, non dimentichiamolo, ha piazzare un suo uomo, in tutto questo casino, all'assessorato alla monnezza del Comune di Napoli......

 

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