Bagnoli, dove osano i palazzinari

3 novembre 2009

(a cura di Valerio Ceva Grimaldi e Alessio Postiglione da Terra)

bagnoli A guardarla dall’alto, in una giornata di splendido sole, Bagnoli appare come un enorme territorio in lento divenire, stretto tra il mare e le colline e cinto d’assedio dalla selvaggia invasione urbanistica dell’area ovest di Napoli. Una pianura segnata dal passato venefico dell’Italsider, che ora “urla” un’enorme potenzialità di sviluppo. La distesa di verde, il waterfront (sebbene l’acqua sia ancora contaminata da idrocarburi policiclici aromatici), i monumentali scheletri d’archeologia industriale, la bonifica in corso. Luogo ideale a cui affidare
le speranze di rinascita di una città piegata. Un’idea, una prospettiva, e, perché no, un sogno. Che, però, rischia di essere compromesso dal lavorio ai fianchi delle lobby dell’edilizia. E dell’affare facile. Su questa superficie di oltre un milione di metri quadrati il Piano di riqualificazione prevede una vasta area verde, il Parco dello sport, i Napoli Studios, nuove infrastrutture e il Polo tecnologico dell’ambiente. E, ancora, attracchi per centinaia di barche, alberghi, strutture di terziario. E, naturalmente, case. Che, dopo una decisione della giunta comunale, ora saranno ancora di più. Infatti, secondo la recente modifica del piano urbanistico attuativo, il Pua, adesso «il volume di nuova edilizia residenziale è passato da 300mila a 515mila metri cubi». Più case, quindi, ma non – almeno ufficialmente, e almeno per ora – a scapito del verde, ma solo dei servizi e del commercio. La quota di superficie destinata alle residenze è stata aumentata al 36,7% (625.904 mq dai precedenti 440.205, pari al 24,1%), mentre quella destinata ai servizi e al commercio è calata da 1.142.215 (66,9) a 926.516 (54,3).
Ma in una città dove l’espansione urbanistica non ha pari nel mondo, dove gli abitanti calano di seimila all’anno e la mancanza di prospettive e di lavoro (a Napoli e provincia il tasso di disoccupazione nel 2007 è salito al 41,1%, fonte Istat) ha rimesso in moto un fortissimo fenomeno migratorio che non ha pari in nessun’altra metropoli italiana, c’è davvero «fame di case?». A sentire l’urbanista Aldo Loris Rossi la risposta è assolutamente no. «Dal 1971 la popolazione è diminuita progressivamente da 1.226.594 abitanti ai circa 960mila odierni mentre i vani sono aumentati da 1.033.418 a circa 1 milione e mezzo. Oggi Napoli, per la prima volta nella sua storia, ha più vani che abitanti. E, secondo l’Istat, la popolazione della Campania nei prossimi 42 anni comunque diminuirà. A Bagnoli, ora, c’è una situazione esplosiva. Davvero non si sa dove si può andare a finire». Una prospettiva che allarma molto anche il geologo Riccardo Caniparoli. «Napoli – spiega – è l’unica città al mondo che “implóde” da un punto di vista urbanistico. Circa un milione di abitanti che insistono su un territorio di 117 km/q e una cinta di paesi confinanti con una densità abitativa ancora più alta rispetto al centro della città». È, ad esempio, il caso di Portici: 13.246 abitanti per chilometro quadrato. Un valore inferiore solo a megalopoli come Manila, Parigi e Shangai. «Troppi abitanti su una superficie fisica», con tutte le conseguenze in termini di erogazione di servizi, di consumo del suolo. E anche di rapporti sociali, di vivibilità urbana, di fruizione dello spazio pubblico, di aree a verde necessarie per svincolarsi dall’assedio selvaggio del cemento. Che non di rado, da queste parti, impedisce anche la semplice vista del cielo. «Il Comune dí Napoli ha 118 mq per abitante. Considerando che 37 mq/ ab sono destinati a scuole, attrezzature pubbliche, verde pubblico, parcheggi, la superficie utile netta per ogni cittadino napoletano è ridotta a 81 mq/ab. Ogni cittadino romano ha a disposizione 468 mq/ab, un berlinese 500. Peraltro, lo standard europeo considera che ogni abitante deve avere 24 mq di verde pubblico. Verde che, peraltro, a Napoli è scarsissimo. E allora come si può pensare di mettere più case nel territorio comunale? E follia pura», sbotta il geologo. Ma, allora, cosa fare? «Non è possibile costruire altre volumetrie abitative. C’è bisogno di verde, verde e ancora verde. Si dovrebbe attuare un piano di riduzione della pressione urbanistico-residenziale per avvicinarsi il più possibile agli standard urbanistici di una città europea e non scivolare verso agglomerati urbani da terzo mondo. Ma c’è troppa arretratezza mentale. Si vogliono fare i soldi sempre nella stessa maniera: rapinando il territorio. Bagnoli rischia di diventare solo un affare per i soliti noti. I soliti palazzinari che vogliono fare speculazione». A fare capolino è lo spettro degli affari per pochi. Magari sublimato dalla spinta di un moderno concetto di “sfruttamento pubblico”. «La modifica di destinazione è un’operazione che, di fatto, serve a fare cassa. I suoli, una volta venduti, rendono di più se ci si possono edificare sopra delle case. E purtroppo abbiamo necessità di più fondi per portare a termine la riqualificazione di Bagnoli. Non tutte le risorse, infatti, arrivano dalla Regione o dall’Europa», dice Casimiro Monti, per molti anni presidente cittadino dei Verdi, poi assessore all’Ambiente e ora vicepresidente di Bagnolífutura spa, la società di trasformazione urbana, i cui azionisti sono Comune (90%), Provincia (2,5) e Regione (7,5), che realizza gli interventi previsti dal Piano urbanistico esecutivo. Più che un sogno, il rischio di un compromesso al ribasso. «Quello di investire nelle case è un ragionamento a perdere», incalza Gennaro Migliore, a lungo capogruppo del Prc al Comune, ora in Sinistra e libertà. Il suo tono è preoccupato. «Si sta imboccando la strada di un utilizzo intensivo del suolo. Il crinale è quello che vede prevalere la rendita fondiaria. E questa decisione del Comune potrebbe essere solo un primo passo. La priorità assoluta deve essere il parco, il vero volano per Bagnoli. Ma temo possa diventare preda di interventi edilizi. E sarebbe gravissimo». Un pericolo in nuce, che però fa già sobbalzare dalla sedia il presidente onorario del Wwf, Fulco Pratesi. Troppi blitz contro il territorio ha visto nella sua lunga carriera di ambientalista. E infatti su Bagnoli si dice «preoccupatissimo. Bisogna mobilitarsi in ogni maniera. Così come a Napoli, anche a Roma c’è la stessa malattia: stanno continuando a cementificare l’agro romano, nonostante in città ci siano migliaia di case vuote». Il rischio, anche stavolta, è che la crepa diventi un crepaccio. Profondo. Buio. Intanto le elezioni, nel 2010 alla Regione e l’anno successivo al Comune, sono sempre più vicine. E chissà che qualcuno non abbia già fiutato l’affare.

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15 Responses to Bagnoli, dove osano i palazzinari

  1. vincenzo on 3 novembre 2009 at 20:32

    Ma basta con questa visione URBANISTICA EGOCENTRISTA!!!DECENTRARE…..Uscire dalla prigione del centro storico,e insediare nuove strutture a LICOLA , PINETAMARE,VILLALITERNO…..(è chiaro direttrice NORD).Altro che perdere abitanti i prossimi 40 anni!!!!LA NAPOLI del futuro,TURISMO,TERZIARIO,COMMERCIO E FORTE ATTRATTORE DELLA GIOVENTù EUROPEA(e non).Ovviamente Napoli,uguale aLONDRA/PARIGI METROPOLI SEMPRE SVEGLIE…..disoccupazione endemica, cosi possiamo abbatterla!!!E meno male cheche 1(uno)solo amministratore ha avuto l’ idea di realizzare la nuova stazione (fs) ad AFRAGOLA…. !!!X BAGNOLI ? POCO,MOLTO POCO,REALIZZARE SOLO IL 50% DEL PROGETTO.!!!FINE DEI LAVORI CREAZIONE NUOVA IMMAGINE X NAPOLI ???FORUM 2013!!!!!!!E SI CAPISCO IL TEMPO E POCO,MA NON CI SONO ALTRE STRADE!!!!!!!POI FINIRANNO GLI AIUTI FINANZIARI DELLA UE.MA VORREI RICORDA CHE A MILANO LA PRIMA CITTA ,SATELLITE,LA COSTRUIRONO 50 anni fa…..PIOLTELLO NUOVA.

  2. Beau on 3 novembre 2009 at 20:53

    La stazione di Afragola è un monumento alla stupidità di chi l’ha voluta.Tutto bene per il resto.Ma chi paga?E non ti pare che quella direttrice sia già un pò intasata?Cmq , l’idea di fare svolgere lì il Forum delle Culture non mi sembra sbagliata.O non hai detto questo?

  3. Ignazio detto il torchio on 3 novembre 2009 at 21:55

    ma perchè, tu hai capito concretamente che cosa è questo Forum?

  4. Beau on 3 novembre 2009 at 22:32

    In verità, ho capito quello che mi hanno detto di capire.Il link è questo :
    http://www.forumnapoli2013.it/ita/default.php
    Se poi, sai com’è, ci sono altre cose, non saprei dire.. ;-)

  5. norbertogallo on 3 novembre 2009 at 23:58

    @vincenzo: non scrivere in maiuscolo perchè equivale ad urlare ed è contro la netiquette

  6. vincenzo on 5 novembre 2009 at 00:50

    Beau:è si zona gia intasata,ma almeno,riconosciamo che è il primo ad aver dato nuova direttrice di sviluppo a napoli,e poi prendiamo in esame gli ultimi 20 anni:molti soldoni spesi x il centro storico , ma niente è cambiato…miglioramenti?0000000.Anzipeggioramento si !!Visitato link,spero ci siano altre cose, affinchè,gli scambi culturali,migliorino un pò di persone dalle nostre parti…Spero x anno 2013 non realizziamo altri monumenti alla stupidità e alla inconcludenza…Sai non famosi x il fare,fare |||

  7. vincenzo on 5 novembre 2009 at 00:52

    Giusto norbertogallo:letto..fatto

  8. Beau on 5 novembre 2009 at 10:15

    Vincenzo costruire centri commerciali e una stazione ferroviaria non è , a mio parere , una direttrice di sviluppo.La stazione ferroviaria è nata con l’idea di essere la porta dell ‘alta veloctià di Napoli e si è rivelata inutile.La TAV nasce a Salerno ( e non si sa quando arriverà a Reggio Calabria), raggiunge Napoli attraverso la nuova linea che passa dietro il Vesuvio e giunge a Napoli.La Stazione di Afragola, mi sai dire che senso ha?Forse sarebbe utile per la Napoli-Bari ad alta velocità posto che si realizzi, ma sarebbe utile?Voglio dire le direttrici economiche nel nostro paese vanno da Nord a Sud e e non da ovest-est .L’investimento sarebbe congruo?
    I centri commerciali sono i templi dell’economia di consumo.Chiedo ci è mai stato sviluppo economico solo con il consumo?No.Lo sviluppo esiste lì dove c’è produzione.Gianni Punzo ha creato diverse realtà significative per il commercio, lui nasce commerciante e la sua visione è quella, ma un politico non credi che dovrebbe avere una visione, diciamo, un pò più ampia?
    Sul centro storico di Napoli sfondi una porta aperta.Il Forum in sè non è una cattiva cosa.Ma ci vuole una città che lo ospiti.Barcellona dopo le olimpiadi del 92 cercava un evento che le consentisse di restare ancora alla ribalta ( e , forse,di rientrare dei costi sostenuti per i giochi olimpici).A Napoli si muore per le buche sulla strada.

  9. gianvaljean on 5 novembre 2009 at 12:05

    avevo lasciato un commento sulla questione Bagnoli ad un articolo del signor Giulio Pane che si didichiarava fortemente contrario a nuova edilizia residenziale a Bagnoli . E gli argomenti usati dal signor Pane erano gli stessi che vedo nell’intervista all’architetto Rossi, a Napoli non occorrono nuovi vani perchè il numero degli abitanti è diminuito e, quindi, i vani esistenti sono più che sufficienti.
    Ho imparato che in urbanistica i numeri o si hanno o si danno: e, in questo caso, vedo che si tende a dare i numeri.
    due considerazioni: calcolare il fabbisogno di case dividendo abitanti e vani è una procedure da terzo mondo ( ricordo la storia di quello che mangia due polli e dell’altro che rimane a digiuno: in base alla media statistica così amata da pane e da Rossi ognuno dei due ha mangiato un pollo).
    E poi, come si fa a progettare un intervento che riguarda oltre cento ettari senza prevedere una presenza costante di residenti:
    Pensate al nuovo Centro Direzionale che dalle sette di sera è vuoto come un quadro di de Chirico!
    Basta con questi manicheismi accattoni per i quali costrure case è un delitto! lasciamoli ai bacchettoni che abitano nelle zone alte e agli architetti che progettano ville e condomini ma fuori le mura urbane!

  10. Beau on 5 novembre 2009 at 12:56

    Alla fine degli anni 80 inizio anni 90 , ci fu chi fece carte false
    per andare ad abitare nelle torri delle INADEL al centro direzionale.E mi ricordo pure i buoni propositi che accompagnarono il nuovo insediamento urbano.A distanza di 20 anni cosa ci ritroviamo?Che attrattive ci sono in posto edificato tra una ferrovia, un carcere e un cimitero?
    Ad Bagnoli le attrattive paesaggistiche non mancano.Facciamone verde,alberghi a gogò e altri insediamenti produttivi capaci di creare lavoro.Lavoro vero.Non si capisce perchè dovrebbero trarne benefici gli “amici degli amici” e gli amministratori di condominio.

  11. gianvaljean on 5 novembre 2009 at 15:56

    beau: il rischio che le nuove settecento nuove case siano a beneficio soltanto degli “amici degli amici” esiste e come.
    infatti, è mia convinzione che, anzichè settecento, se possano prevedere settemila.
    non è una battuta nè una provocazione: credo che progettare territori così vasti e non prevederne un consistente peso abitativo significa condannarli all’abbandono e al degrado.
    Il nuovo centro direzionale è morto sia perchè condannato da alcuni politici e tecnici piuttosto imbecilli ad una assoluta inaccessibilità sia perchè lla sua rigida monofunzionalità lo fa vivere (si fa per dire) solo per dieci ore al giorno.
    insisto: fare case non è un delitto: è un delitto progettare male, senza un confronto reale con la collettività, e fare i moralisti a part time.
    inoltre, se la paura è quella della speculazione, è evidente che oggi i soldi si fanno anche e sopratutto realizzando opere costose e inutili: ad esmpio, restauri a pioggia, arredi urbani, stazioni di metropolitane e, perchè no?, giganteschi e alienanti parchi urbani.

  12. Beau on 5 novembre 2009 at 17:24

    Il problema di Bagnoli non è di quanti abitanti per Kmq ma di quanti posti di lavoro per Kmq.Il degrado avviene sempre laddove non vi è produzione di ricchezza, dove non c’è economia.Non si è mai visto un attivo distretto tecnologico o una fiorente zona turistica in preda al degrado.
    Le speculazioni di cui parli sono state quelle messe in essere dalla politica locale con i fondi pubblici.Speculazioni che l’hanno indebolita e ridotta con il “piattino” in mano.Piattino sul quale, forse, qualcuno ha fatto cadere qualche casa.

  13. AlePos on 6 novembre 2009 at 11:11

    @gianvaljean: Quali sarebbero i numeri che lei ha e che contraddirebbero quelli del geologo Caniparoli? Li socializzi, così ne parliamo.
    Però mi permetta di aggiungere una postilla alla sua disquisizione sui numeri. I numeri non solo si hanno o si danno; vanno interpretati. Piccinato, ad esempio, all’epoca del Prg del 1939, sosteneva che a Napoli c’erano 0,22 mq di giardino per abitante. Dal sito del Comune di Napoli, si legge, invece, che la Variante generale stabilisce addirittura 53,4 mq/ab di verde. Ma il dato di fatto qual è?
    Napoli, nel secolo scorso, è stata saccheggiata dal punto di vista edilizio. Quindi si è costruito male e troppo. Ai fini della costruzione del consenso elettorale si sono anche tollerati abusi edilizi, raramente accaduti “per necessità”, come qualche politico si ostina ancora a sostenere. E’ lo scempio urbanistico ed edile il dato di fatto da quale partire. E’ la presenza di una consolidata lobby del mattone il dato politico da analizzare.
    Questo non vuol dire non voler più costruire a Napoli nè stigmatizzare i costruttori.
    Ma i riferimenti ai “bacchettoni”, a questo punto, mi consenta, solo solo folklore. Magari i bacchettoni esistono. Ma il loro peso politico, a Napoli, non s’è mai visto.

  14. gianvaljean on 6 novembre 2009 at 19:23

    x alepos: per quanto riguarda la “disquisizione” sui numeri, spero che il mio secondo intervento circa la stupidità delle medie statistiche le possa essere di aiuto.
    Non conosco i dati del geologo Caniparoli: faccio ammenda
    Non capisco però questo accanirsi sulla “lobby del mattone (!)”.
    Insisto : fare case non è un delitto anche perchè c’è bisogno di case e, poi, è impensabile continuare con la vecchia solfa della” eccessiva congestione, delle densità da terzo mondo, del no alla cementificazione” e, infine, del verde quale panacea di tutte le patologie urnane:
    Con queste cavolate molti cialtroni hanno campato di rendita per poi poter dire, davanti alle devastazioni dell’abusivismo: “Ha vinto la corruzione, il malcostume, il partito del cemento! Noi, persone perbene abbiamo ragione e sono loro che sono cattivi!”
    Per favore, basta con queste litanie da finte vestali.
    E non è vero che i bacchettoni non hanno peso politico: se a Napoli abbiamo una classe politica così stupida è tutto merito di questi bacchettoni (oltre che dei soliti capibastone)

  15. vincenzo on 16 novembre 2009 at 22:38

    BEAU sono daccordissimo con te.In riferimento AFRAGOLA,(TAV ecc. ecc.)ò omesso di scrivere che BASSOLINO con la sua scelta (sbagliata)a comunque avuto la visione di andare oltre la collina VOMERO.GIANNI PUNZO , primo in assoluto a NAPOLI sensibile alla parolina( NO x LUI) DECENTRARE.Lo sò a NAPOLI si muore x una buca,o mentre si fa un giro con motorino in via CARACCIOLO xrk ti casca in testa un palo d’illuminazione strada,vivere con una miseria economica e culturale da almeno (facciamo 2 secoli)e non se ne vien fuori.PUNZO,LETTIERI,AMATO MELLUSO ECCO UN MANAGEMENT (VINCENTE E NAPOLETANI)che può incidere sulla classe dirigente comunale o regionale presente e futuro.E anche mio pensiero,(e PUNZO insegna,realizza CIS a SHANGHAI)poichè il potere economico e finanziario, dal NORD del mondo si è spostato più a SUD,NAPOLI può avere adesso un nuovo ruolo !!Ivertire il corso della storia è possibile basta volerlo !Essendo ROMA e NAPOLI lA MEGALOPOLI del centro/sud (RONA),visto ormai spostarsi frà i due siti è come andare in metrò,mi chiedo: se nulla cambia a NAPOLI, frà 10-15 anniNAPOLI sarà un qurtiere degradato di ROMA ?X BAGNOLI le case in più andassero a farle direzione NORD, e lasciare tanto verde con strade larghe e piazze alberate,racconto una esperienza dieci anni fà:città nord italia ero ospite da persone, dal balcone vedevo una strada(larga come via FORIA,)ben illuminata , lunga 200mt con segnaletica orizzontale ben visibile,intorno una grande distesa verde.MI venne spontaneo chiedere xrk il perchè da giorni non vedevo macchine o persone passare.RISPOSTA :IL solito napoletano ! A dx e sx sorgeranno dei parchi, e in questa città , un costruttore che vuole realizzare, il sindaco prima prende visinone del disegno poi dà OK;ma prima il comune provvede a fare strade,sottoservizi e illuminazione dopo possono aprire i cantieri i costruttori !!!!La morale è chira,aggiungo vedere in tutta la provincia di NAPOLI cosa noi abbiamo fatto..

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