Bersani lancia De Luca in direzione nazionale
(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)
Spicca più che in altri periodi il nome del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Con lui anche la segretaria della Uil, Anna Rea (area Letta) e Maria Rosaria Capozzoli (area Bindi), giovane ingegnere salernitana. Sono i tre campani tra le venti personalità scelte direttamente dal segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, nella direzione del partito. Spicca più che in altri periodi perché si avvicinano le regionali. Ed è vero che, rispetto all’era veltroniana del partito liquido e intellettuale, la scelta bersaniana è quella di privilegiare chi lavora sul territorio, gli amministratori appunto, come De Luca, ma anche il padovano Zanonato. Ma è anche vero che la scelta del sindaco salernitano ha tutti i crismi di un’ipoteca messa su Palazzo Santa Lucia. Per di più sotto l’egida del Pd, non con liste personali o progetti trasversali più o meno affascinanti. Insomma il De Luca che tira calci e dice (per poi smentire) le «primarie sono per analfabeti», torna ad essere uomo forte di partito. E anche questo è un dato.
Eccoli i nuovi equilibri, la nuova geometria democratica campana. Il mutamento delle forze, figlio del voto alle primarie, è evidente nella scelta dei rappresentanti nostrani nella direzione nazionale del Pd. Sedici in tutto divisi in tre categorie: gli eletti (aventi diritto di voto), le personalità (di cui abbiamo già parlato), i membri di diritto.
Sono nove gli eletti campani. Per l’area Franceschini viene confermata Teresa Armato, dpo la buona performance delle primarie, entrano l’ex segretario regionale Tino Iannuzzi, il candidato alla segreteria regionale Leonardo Impegno e Pasquale Sommese, la terza S, della lista Serracchiani-Sassoli. Per l’area Marino in direzione la new entry Franco Vittoria, altro candidato alla segreteria campana del partito democratico. Quanto alla compagine di maggioranza, la multicolor area Bersani, elegge quali suoi rappresentanti campani Luisa Bossa, una conferma insieme con Salvatore Piccolo, reduci dalla vittoria della propria lista per Bersani, la prima in Campania, poi Rosetta D’Amelio e Andrea Cozzolino. Escono Maria Fortuna Incostante (ex bassoliniana ora nelle fila di Franceschini), l’ex popolare Alfonso Andria e la bindiana Annamaria Carloni.
Infine gli aventi diritto: il segretario regionale Enzo Amendola, il governatore Antonio Bassolino, la sindaca Rosa Russo Iervolino e l’ex ministro Luigi Nicolais. «Da oggi comincia una fase nuova per il Partito democratico – commenta a caldo Bassolino —. Nuovi segretari e una diversa e nuova linea politica rispetto al passato. La gestione unitaria del Pd e il rispetto del pluralismo interno sono un fatto positivo e devono andare avanti, ma non bisogna far finta che non sia successo nulla. In questi mesi di stagione congressuale, non abbiamo scherzato. C’è stato un confronto vero, con toni spesso anche aspri, soprattutto da parte della mozione Franceschini. Da questo confronto è venuta fuori una diversa linea politica e su questa ora dobbiamo muoverci».

Da sceriffo a cavaliere
L’effetto De Luca c’è ma la sinistra non più
Allo “sceriffo” restano solo i sogni
Il Mezzogiorno dopo Berlusconi
Se nel Meridione irrompe il «fallimento politico»
L’ho già scritto e lo ripeto, De Luca è uno dei pochissimi candidati-forse l’unico- che potrebbe risollevare il centrosinistra in regione campania. Certo però che il centrodestra mostra crepe terribili. Cosentino è impresentabile. Il discrimine è rinunciare al metodo dei “voti-favori” che domina la Campania dai tempi di Lauro-Gava, cioè 45 anni. Sarà possibile? Ne dubito, ma questa è la vera unica riforma della politica qui da noi.
Bassolino esce sconfitto: due su nove in Direzione.
È Antonio Bassolino il grande sconfitto della Direzione del Pd. Dei nove campani eletti ieri (su cento componenti con diritto di voto) gli unici bassoliniani doc.
Infine, tra i membri che entrano in direzione di
diritto ci sono Antonio Bassolino in qualità di governatore (ma se a marzo non sarà più presidente della Regione resterà fuori dall’organismo), Rosa Russo Iervolino in qualità di sindaco di Napoli, Enzo Amendola come segretario regionale e, infine, Luigi Nicolais come ex ministro.>>>>>
E cosi Bassolino sarebbe l’unico che pagherebbe le pene per tutti, questo lo vogliono far credere ai cittadini e agli Italiani, mi chiedo come si può rilasciare certe dichiarazioni “”Bassolino non sarà più presidente della Regione sarà fuori dagli schieramenti del PD””, ma a chi vogliono prendere in giro i dirigenti del PD nel dire cosa inaudite, come si fa a mettere fuori pista uno come Bassolino infatti credo che a Roma hanno già assegnato un posto di lavoro per il dopo Regionali, mi auguro soltanto che i dirigenti del PD oltre a prendere in giro gli elettori siano più severi e mettere fuori lista coloro che abusano del potere politico oltre ad essere incriminati per tali scopi. Giuseppe Formisano