Caldoro: «De Luca disperato, contro di me ha sempre perso»

21 marzo 2010

(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)

Piazza contro piazza. Da Napoli a Roma. Il Pdl campano ieri ha sfilato accanto a Silvio Berlusconi. Il candidato alla presidenza della Regione, Stefano Caldoro, ha parlato di «ventimila presenze: certamente c’erano più campani in piazza San Giovanni che in piazza Plebiscito a Napoli». Il premier, sul palco, ha invitato intorno a sé tutti i candidati del centrodestra. I quali, nominati «missionari di libertà», hanno prestato giuramento e promesso di osservare il Patto per l’Italia. Il presidente del Consiglio ha, quindi, «incoronato» Caldoro, definendolo «magico, trasparente e bravissimo». Ma l’ex ministro e ora aspirante governatore ha tenuto a sottolineare come il clima fosse del tutto diverso nella capitale: «È stata una manifestazione belissima, la Campania è stata la seconda regione più rappresentata per numero di partecipanti. Insomma, quella di Roma è stata una piazza costruttiva, seria, gioiosa, positiva; l’altra, quella del Plebiscito con De Luca, invece, è stata una piazza astiosa, contro, dalla quale sono partiti attacchi personali. De Luca continua ad essere ossessionato dalla mia presenza — ha aggiunto Caldoro —, ha reazioni tipiche di chi è disperato. Lui vuole trasferire la battaglia politica sul campo dell’odio personale. Ma io non ci casco. Anche perché, quando la sfida tra me e lui è stata diretta e fondata sulle preferenze, De Luca ha sempre perso: nel ’92, io fui eletto deputato con 36 mila preferenze, e lui con circa 7 mila voti rimase a casa. Nell’85 accadde lo stesso: io fui eletto consigliere regionale con circa 50 mila preferenze e lui rimase ad esercitare il suo ruolo di funzionario comunista a Salerno».

La serie di attacchi scagliati dal candidato del Pd nel corso della manifestazione di piazza Plebiscito ha suscitato la reazione di molti esponenti del Popolo della Libertà. Il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, definito dal sindaco di Salerno «un oltraggio alla biologia, uno sterminatore di congiuntivi, uno che viene chiamato ‘‘Gigino la polpetta’’, ha annunciato che valuterà il caso di «ricorrere ad azioni giudiziarie a tutela della mia onorabilità». Per poi aggiungere: «Che mi piacciano le polpette, come alla stragrande maggioranza dei napoletani, è cosa nota. Che questo, però, susciti l’ilarità del candidato governatore del centrosinistra stupisce. Stando così le cose— ha concluso— sarà per me motivo di grande soddisfazione prepararne una che servirò a De Luca lunedì 29 marzo. Anche se indigesta». Con una nota il coordinmento regionale del Pdl contesta la stima di centomila persone in piazza del Plebiscito e definisce «di cattivo gusto la pioggia di insulti e improperi che, tanto per non smentirsi, hanno trasformato il comizio di De Luca in una saga del già visto e del già sentito». Salvatore Varriale, del Pdl, ha riferito: «Sono stato anche io in piazza Plebiscito dove c’erano effettivamente almeno 30 mila persone; peccato si trattasse soprattutto di suoi supporters provenienti da Salerno, mentre i napoletani non erano più di un quinto del totale». Il portavoce regionale del Pdl, Ernesto Caccavale, ha affermato che «le parole pronunciate da De Luca in piazza Plebiscito svelano, a chi aveva ancora dei dubbi, il vero volto del candidato del centrosinistra: arrogante, protervo, ipocrita e calunniatore». Per il segretario regionale dell’Udeur Giulio Di Donato «De Luca ce lo ritroviamo perché non c’era più posto al circo. È una piccola bollicina mediatica, un gradasso travestito da leghista del Sud». Il vicecapogruppo del Popolo della Libertà alla Camera, Marcello Taglialatela, ha detto che « De Luca è coperto dall’odio delle bandiere rosse». Giuseppe Scalera ha parlato di «deleteria manifestazione di propaganda in piazza Plebiscito». Il presidente della commissione agricoltura della Camera, Paolo Russo, ha commentato: «Altro che discontinuità, De Luca e Bassolino gettano la maschera. Il sindaco di Salerno è funzionale ad un progetto che intende difendere con i denti il sistema di potere e clientele che ha distrutto la Campania». Per il deputato Marcello Di Caterina, «Goffo, grossolano e provinciale. Ecco chi è De Luca, l’uomo della discontinuità, che per portare un po’ di gente in piazza ha dovuto chiedere aiuto a Bassolino».

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