Carfagna: «Noi i casalesi li sfidiamo Farò la consigliera da Palazzo Chigi»
(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)
«Sarò il consigliere regionale della Campania da Palazzo Chigi. Anzi: sarò il sessantaduesimo consigliere che con la forza del consenso farà valere al governo le ragioni della Campania». Dunque, una volta eletta — e come si ripete con le formule di circostanza: «Se il partito mi chiederà di dimettermi per continuare a fare il ministro, sarò l’anello di congiunzione tra il governo nazionale e quello regionale».
E allora, perché la ministra per le Pari opportunità, Mara Carfagna, si è candidata come capolista a Napoli, dando vita, ieri mattina, con il candidato presidente della Regione del Pdl, Stefano Caldoro, alla sua campagna elettorale? «Me lo ha chiesto il presidente Berlusconi. E poi, per misurarmi nella mia regione e per testimoniare l’impegno del governo». E la rivalità diretta con Alessandra Mussolini, anche lei in corsa per un seggio di consigliere regionale? «Nessun dualismo, sarebbe stupido mettermi in competizione con lei, per cinque volte eletta a Napoli. Sarei contenta se riuscissi a prendere la metà dei suoi voti».
La ministra, come il candidato presidente del centrodestra, sono partiti all’attacco del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Lo hanno fatto anche nel pomeriggio, in una sala gremitissima dell’Hotel Vesuvio, presenziando, tra le proteste dei disoccupati, al lancio della campagna elettorale del consigliere regionale uscente Pietro Diodato.
Da salernitana, Carfagna conosce bene il suo primo cittadino: «La smetta di fare allusioni», ha tuonato rivolta a De Luca, «noi i casalesi li abbiamo sfidati a viso aperto. E continueremo a farlo con la serietà di Stefano Caldoro». Lo ha ripetuto, durante l’incontro con i giornalisti, più volte. Senza imbarazzo per la presenza, in prima fila, di Nicola Cosentino, il coordinatore regionale e sottosegretario all’economia su cui pende una richiesta di arresto da parte del tribunale di Napoli per concorso esterno in associazione camorristica. «A noi i camorristi fanno orrore», ha ribadito la Carfagna, «e devono stare in carcere. De Luca non faccia più di queste allusioni. Cosentino? Non ha ancora ricevuto alcun pronuncia da parte della magistratura: sì, è oggetto di un’indagine che farà il suo corso, dopodiché prenderemo atto di quanto sarà accertato. Su questo siamo sereni e lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Ma non è la stessa condizione di De Luca, il quale è stato rinviato a giudizio per due volte». Ha, poi, smentito di mirare alla poltrona di sindaco di Napoli («È una ipotesi lunare. Ma sarò accanto al candidato sindaco del Pdl come ora sono accanto a Caldoro»), sebbene anche in una intervista a La discussione abbia fornito la netta sensazione di volersi lasciare una porticina aperta («Non mi sono sottratta all’invito di Berlusconi a candidarmi per il consiglio regionale della Campania perché desidero fare la mia parte nella sfida per la rinascita della mia regione. Al resto, per il momento, non ci penso: sono un soldato del Popolo della libertà e come tale sono pronta ad affontare tutte le sfide che il partito vorrà affidarmi»).
La responsabile per le Pari opportunità ha inneggiato, durante la conferenza stampa, ai giovani campani, a non perdere di vista i loro sogni e le loro ambizioni: «Finora hanno dovuto fare file interminabili nelle anticamere delle segreterie politiche o illudersi nel frequentare inutili e costosi corsi di formazione che hanno finito per arricchire solo qualcuno. Ecco, noi siamo pronti a fare in Campania ciò che il governo ha fatto per l’Italia: una vera rivoluzione del merito. È il momento di far prevalere i bravi sui furbi».
Caldoro, nel corso della presentazione della candidatura del ministro per le Pari Opportunità, ha lanciato la sua offensiva nei confronti del sindaco di Salerno: «Un giornalista mi ha detto che abbiamo già vinto, perché io sto con Mara, mentre qualcun altro abbraccia Di Pietro. Ecco, sono felice che De Luca e Di Pietro si vogliano così bene. Nel centrosinistra avrebbero dovuto affrontare le primarie, ma per ora si sono fermati all’iscrizione alle primarie. È la prima volta che un candidato viene ufficializzato non dal suo partito, nel caso di De Luca il Pd, ma durante il congresso di un partito alleato. Insomma, partono con il piede sbagliato. E poi, diciamocela tutta: su Salerno», ha sostenuto Caldoro, «occorre promuovere un’operazione verità. La vera svolta di progresso fu impressa dal compianto sindaco Vincenzo Giordano, il vero sindaco-galantuomo, della cui giunta fece parte De Luca. È allora che Salerno è cambiata. È stato Giordano il regista del cambiamento. Oggi, Salerno è tra le ultime città per vivibilità e occorre recuperare al più presto l’indice di qualità ottenuto nel periodo dell’amministrazione Giordano. Per il resto, De Luca è corresponsabile con Bassolino di questi ultimi quindici anni di cattivo governo della sinistra. Era anche lui in quella squadra che ha portato la Campania allo sfascio e il fatto che negli spogliatoi abbia, di tanto in tanto, mormorato qualche dissenso non significa assolutamente nulla». Infine, Caldoro ha rilanciato l’urgenza di un patto tra le forze sociali e il mondo produttivo per dare certezze ai giovani: «Non ci rivolgeremo alle liste di disoccupati o a chi vuole organizzare il lavoro alla vecchia maniera, ma alle persone. È interessante, ha concluso, «quanto suggerito dalla segretaria regionale della Cisl della Campania, Lina Lucci, che ha proposto la restituzione dei finanziamenti a quelle imprese che dopo aver preso i fondi non hanno creato posti di lavoro o chiuso subito le imprese».


Sulla candidatura: «Me lo ha chiesto il presidente Berlusconi. E poi, per misurarmi nella mia regione e per testimoniare l’impegno del governo».
Poi: «Se il partito mi chiederà di dimettermi per continuare a fare il ministro, sarò l’anello di congiunzione tra il governo nazionale e quello regionale».
Insomma, si candida per volere del Capo, si dimetterà per volere del Capo, mi domando cosa altro farebbe (o ha fatto) per volere del Capo.
Pier
Poverella imbacuccata in “palandrane” berlusconiane, non si rende conto di essere ridicola..
@Pier: ….quel volo che non atterrava….perche’ berlsuconi stava male…dopo….. con la soubrette Carfagna….. ( M. Boniver al quotidiano argentino “il clarin” )
….il mio striscione se fossi stato all’hotel vesuvio ieri…
MARA…STRINGI I DENTI
E con Sandra Mastella saranno in due a fare le consigliere regionali a distanza
Certo, se i commenti a quello che dice la Carfagna sono il solito minestrone moralista e volgare allora c’è poco da meravigliarsi che il centrodestra sia destinato a vincere sul serio.