Carloni: essere belle a sinistra adesso non è più un tabù
(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)
«In tempi così bui ci vuole ironia, leggerezza». E allora da chi meno te lo aspetti, per esempio da Annamaria Carloni, arriva una condivisione piena della provocazione lanciata dalla Ferilli, al secolo «più gnocca nel Pd». E un ancora più vivo «sono d’accordo con la Falciatore: i manifesti del mio partito sono orribili». Meglio togliersi subito il molare. Annamaria Carloni, senatrice del Pd, è la moglie di Antonio Bassolino. Fra meno di un mese, il marito lascerà lo scranno più alto della Regione Campania e lei proseguirà il suo lavoro in Parlamento.
Quando ha letto l’intervista a Maria Grazia Falciatore cosa ha pensato? È troppo frivola?
«Mi sono detta finalmente. La condivido». Condivide cosa? «Condivido l’ironia con cui si trattano temi importanti come il corpo e la corporeità, il linguaggio nuovo. E l’idea che bisogna coltivare la propria bellezza».
Questa è una novità per la sinistra.
«E perché? La bellezza è un bene democratico e disponibile, farne un valore è importante, fa parte di un progetto di armonia, non di superficialità. Altra questione è il corpo violato, manipolato dalla comunicazione. Questo è uno dei primi temi che dovremmo tenere in agenda». Per esempio in che modo? «Criticando quei manifesti orribili». Quali? « Quelli del Pd, del mio partito. Sono il segno di una predominanza maschile nella comunicazione, anche dalla nostra parte».
Non è che mentre la sinistra si arrovella sulle veline e sul corpo delle donne, il centrodestra ha creato un modello femminile vincente?
«Che il centrodestra abbia un modello vorrei discuterlo. C’è una bella differenza tra i modelli femminili che propone il presidente del consiglio e le figure di grande impegno che ci sono». Per esempio? «Penso a Diana De Feo, combattiva e presente. A Nunzia De Girolamo che ha condotto una grande battaglia all’interno del suo partito, alla stessa Carfagna che pare si stia cimentando in modo serio e rigoroso con la politica. Penso anche a figure più classiche come la Mussolini. Insomma c’è una ricerca di identità femminile diffusa». E a sinistra? «A sinistra è più complicato perché abbiamo un’eredità collettiva pesante, siamo la nostra storia, la storia del femminismo. E le aspettative di tante donne che hanno dato tanto al Pd sono state deluse». Uno sfascio? «No, non c’è un disarmo, c’è una ricerca che ha prodotto delle cose anche importanti. Mi ha fatto piacere il riconoscimento a Emily, ma è stato un bene aver avuto l’intelligenza di chiudere quell’esperienza quando non aveva più la capacità innovativa». Può essere più precisa? «Si era completato il ciclo dell’Ulivo, avevamo presentato la lista Emily. A quel punto o fondavamo un partito o ci scioglievamo. Abbiamo scelto il Pd. È un valore femminile vedere la fine. Staccarsi, saper elaborare i lutti. Ciò detto credo che Emily abbia lasciato talmente tanto che la Regione Campania è stata l’unica ad aver elaborato una nuova legge elettorale».
Ma a lei piace il sistema della doppia preferenza, cioé della coppia?
«Non la amo, ma ha il merito di rispondere alla Costituzione creando competizione alla pari».
Fino ad un certo punto, perché non c’è competizione alla pari tra una donna, competente ma senza consenso reale, e un uomo con pacchetti di voti alle spalle.
«È vero, ma non c’è nessuna legge elettorale che risponde a questa necessità. C’è un dato di debolezza che attiene alla capacità di fare una buona politica, di imporre le proprie candidature. È indubbio che il voto maschile sulla preferenza sia molto organizzato, mentre quello femminile è di opinione. Questo dato deve farci agire in modo diverso».
In che modo?
«Prima cosa noi donne dobbiamo farla conoscere l’opportunità della doppia preferenza. I partiti non hanno interesse che si sappia perché più donne elette sono meno uomini eletti. Inoltre in un momento come questo dovremmo valorizzare tutte le donne, ma anche scegliere tra le candidate quelle che hanno più possibilità di essere elette. Questo attiene alla politica. Ameno che non pensiamo a liste bloccate e listini».
Lei è entrata in Parlamento tramite una lista bloccata.
«Ahimè sì. Perché abbiamo un Parlamento di nominati, ma non sono d’accordo. Ho sempre detto che servono piccoli collegi, quella è la competizione vera».
Qual è il suo stato d’animo attuale?
«Arrabbiata, delusa ma combattiva avrei voglia di esserci di più e fare di più. Soprattutto per le nostre figlie. Nel nostro Paese ormai i giovani non hanno più potere». E cosa vorrebbe fare? «Una grande vertenza delle donne del Sud sugli asili, sul tempo pieno nelle scuole, sui servizi, sul lavoro».
Ieri la moglie del candidato del Pdl, Stefano Caldoro, Annamaria Colao è stata contestata da un gruppo di giovani femministe. Che ne pensa?
«Quando ognuna di noi si espone, mette in conto anche le critiche. Non sono contro i fischi, quando mi espongo so di poter essere applaudita o fischiata. Sarebbe prezioso per il clima di civiltà generale che si credesse nel valore del dialogo. Che è un progetto femminile che va al di là degli steccati, destra e sinistra. La storia delle donne in politica è una storia di trasversalità. Non ci siamo fatte dividere dalle barriere maschili. Bisognerebbe riprendere questo seme positivo». Conferma? Più gnocca nel Pd? «Certo. Mi piace che ci siano donne belle».


Che pena….dopo la Iotti, signora e donna con la lettere maiuscole, adesso ci tocca niente di meno che la Carloni Annamaria.
E pensare che questa deputata viene eletta nel collegio di Napoli da anni, infilata arrogantemente nelle liste dal marito Bassolino Antonio e quando passa per strada nessuno la conosce….
Prendiamo nota: il Cormez fa un’inchiesta a puntate sul tema “Più gnocca nel Pd”.
La Carloni ? Chi e’ costei? E’ una donna qualunque eletta di prepotenza senatrice della repubblica che usufruisce di tanti privileggi solo e soltando perche’ e’ la moglie di Bassolinio,dovrebbe tacere ed invece anche lei sproloquia,e poi di Emily vogliamo parlarne? Per gentilezza si goda denaro e privileggi suoi e della famiglia intera e non ci ammorbi con analisi stantie e vecchie come e’ politicamente vecchia lei e suo marito.
Bell’accoppiata :Carloni Falciatore,due donne che in qualche modo parlano di femminismo mentre sono al ervizio di un uomo (Bassolino) e che solo e soltanto per questo ricoprono posti di responsabilita’ e non per il loro valore intrinseco di donne …che ipocrite anzi che schifo!
altra intervista di rivoltante piaggeria