«Contro Cosentino la candidatura di Saviano»
(di Massimiliano Amato da l’Unità )
«Se il candidato del centrodestra sarà Nicola Cosentino, non sarà una vittoria per il centrodestra ma una sconfitta per l’intero Paese. Ma se un signore che ben 5 pentiti di camorra sostengono essere stato a disposizione dei clan casalesi fosse candidato per il Pdl, il centrosinistra abbia il coraggio di chiedere a Roberto. Saviano di scendere in campo. E Roberto Saviano, dal canto suo, non abbia timore di sporcarsi le mani con la politica per restituire dignità a una terra così martoriata». L’urlo di Claudio Fava, dirigente di Sinistra e Libertà , scuote le alte volte della cappella Palatina del Maschio Angioino a Napoli e scatena un autentico boato in sala. La «provocazione» dell’ex eurodeputato arriva nel corso di un convegno su questione morate e istituzioni, organizzato da Luigi De Magistris, eletto a Bruxelles alle ultime europee con l’IdV e che ha visto la partecipazione di Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Paolo Ferrero, Concita De Gregorio e Angela Napoli. Proprio da quest’ultima, coraggiosa deputata calabrese del Pdl, arriva l’applauso più convinto alle parole di Fava.
A rafforzare il concetto anche il segretario di Rifondazione Ferrero: «Dobbiamo come centrosinistra saper dire a chi è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata di fare un passo avanti». D’accordo con Fava e Ferrero anche Antonio Dì Pietro, che arrivando al Maschio Angioino sottolinea di essere a Napoli per testimoniare la sua vicinanza «a De Magistris e sconfessare le illazioni pubblicate dai quotidiani a proposito di presunti dissidi tra me e lui» (l’altro annuisce).
A quel punto, mancherebbe solo il Pd, impegnato nell’affannosa scelta della successione di Antonio Bassolino. Da indiscrezioni si è appreso che un pensierino a Saviano l’avrebbe già fatto anche Enzo Amendola, neo segretario regionale del Pd, che avrebbe in programma già a metà della prossima settimana un incontro proprio con l’autore di Gomorra. La «bomba» Saviano rischia di rendere ancora più incandescente il confronto politico in vista delle regionali.
Nel campo del centrodestra, però, nonostante i veti di Fini e dei suoi uomini, e le perplessità manifestate direttamente a Berlusconi da ex potenti della Prima Rebbluca del calibro di Paolo Cirino Pomicino, e Alfredo Vito – mister 105mila preferenze – Cosentino, il discusso sottosegretario all’Economia nel mirino dell’Antimafia, pare intenzionato a non fare passi indietro. Addirittura si dice abbia già stampato i manifesti con il suo volto.
Ieri mattina, un titolo de «Il Roma» di Napoli controllato da uno dei luogotenenti di Gianfranco Fini, Italo Bocchino, dava per certa una richiesta d’arresto per il sottosegretario. In realtà la richiesta sarebbe ancora sulla scrivania del gip del tribunale di Napoli Luigi Piccirillo, che l’ha ricevuta sei mesi fa dai pm della Procura Distrettuale Antimafia. Contro Cosentino le dichiarazione di sei pentiti -del clan dei Casalesi. L’ultimo, aggiuntosi di recente, è quel Gaetano Vassallo, «ministro dei rifiuti» della mafia di Casal Di Principe.


Candidare Saviano? Quasi, quasi, in mancanza di fatti e di nomi decenti, andrebbe bene anche un eroe letterario. Mal che vada e se ne avremo la forza leggeremo un libro, un libretto, un libercolo…