Cosentino, pronta richiesta d’arresto

6 novembre 2009

(di Roberto Paolo e Fabio Postiglione da il Roma)

La notte tra mercoledì e giovedì non è trascorsa serena per i giornalisti che si occupano di vicende giudiziarie. Dalla sera prima si rincorrevano voci di un imminente blitz di vaste proporzioni e con nomi “eccellenti”. Si parlava confusamente di clan dei Casalesi, del coinvolgimento del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, ma anche di vicende del tutto diverse riguardanti non la camorra ma la pubblica amministrazione, appalti pubblici del Comune di Napoli e di importanti politici partenopei. Da Roma, da Milano e da Torino gli inviati delle maggiori testate stavano scendendo nel capoluogo partenopeo. Le indiscrezioni arrivavano dalla Capitale e rimbalzavano amplificate da Napoli, in un feedback che rischiava di autoalimentarsi senza controllo. All’alba nessuna operazione di polizia è scattata, e così, nel corso della mattinata, la Procura, le sedi delle forze dell’ordine, gli uffici del tribunale sono stati discretamente assediati dai cronisti. Le voci intanto rimbalzavano nei palazzi del potere con effetti a vol-
te grotteschi: verso mezzogiorno, Palazzo San Giacomo circolava come molto accreditata la notizia che era imminente l’arresto di cinque assessori comunali e di tre della Provincia per l’inchiesta sugli appalt: della videosorveglianza. Niente di vero. Ma insomma l’atmosfera era questa: da delirio. Scene già vissute alle vigilia dello scandalo “Magnanapoli”, l’inchiesta sul cosiddetto “sistema Romeo”. Allora la retata di colletti bianchi e di politici fu puntualmente anticipata dalla stampa. E stavolta è sembrato di rivivere la stesse scena. Anche perché di inchieste scottanti sui palazzi del potere ne esistono più d’una, le voci si rincorrono da tempo e molte cose, a spizzichi e bocconi, sono anche già apparse su vari organi di informazione.
La prima delle indagini scottanti è lo stralcio di “Magnanapoli” conosciuto come “sistema Mautone” e vede come principale indagato l’ex prov veditore alle opere pubbliche delle Campania Mario Mautone. Tra i diversi filoni di indagine dei pm D’Onofrio, Filippelli e Falcone anche gli appalti comunali e provinciali per la videosorveglianza e quelli gover nativi per alcune caserme. Quest’in chiesta ha avuto punti di contatti con le indagini pugliesi su Tarantin e soci, emergendo tra l’altro l’ ipotesi di un moderno sistema correttivo noi più basato sulla dazione di denaro ma di favori ed altre prestazioni ne confronti dei politici inquisiti. Tutta via, questa inchiesta non è ancor< arrivata al punto conclusivo ed ( escluso che ci siano già dei provvedimenti cautelari in procinto di essere eseguiti. È invece questione d’ore per mettere la parola fine ai tanti boatos sul coinvolgimento di Nicola Cosentino, dato per candidati certo del Pdl al posto di governatore della Campania, accusato dalla Pro cura di Napoli di rapporti con il clan dei Casalesi. I pm Giuseppe Narducci ed Alessandro Milita hanno avanzato nella primavera scorsa una richiesta di arresto per Cosentino e per un’altra decina di persone coinvolte a vario titolo nella delicata inchiesta sui rapporti tra politica, amministrazioni comunali dell’Agro aversano, imprenditori del settore rifiuti e camorra. Il fascicolo è sulla scrivania del gip Raffaele Piccirillo. Secondo i bene informati la firma sul provvedimento sarebbe imminente. Ma naturalmente nessuno può prevedere cosa deciderà il gip. A quanto trapela, già una precedente analoga richiesta di arresto per Nicola Cosentino, nell’ottobre del 2008, non fu accolta dal gip. Ad accusare il sottosegretario all’Economia (e coordinatore del Pdl in Campania) ci sono diversi pentiti di camorra, cinque quelli già rivelati un anno fa dal settimanale “L’espresso”: ma la maggior parte dei verbali risale ad oltre dieci anni fa. A questi si sarebbe ora aggiunto un sesto collaboratore di giustizia. E nel frattempogli investigatori della Procura avrebbero trovato altri riscontri. Tutto materiale che da quasi sei mesi è all’esame del gip. Bisogna comunque precisare che il giudice non può disporre l’arresto di un parlamentare: nel caso concordasse con l’ipotesi della Procura, dovrà trasmettere gli atti alla Camera dei Deputati per chiedere l’autorizzazione all’arresto. Cosentino, dal canto suo, già alle prime indiscrezioni su quest’inchiesta ha pubblicamente dichiarato di essere del tutto estraneo ad ogni affare illecito, tanto più a coinvolgimenti con la camorra, e di attendere sereno gli sviluppi della situazione convinto di uscirne a testa alta.

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6 Responses to Cosentino, pronta richiesta d’arresto

  1. ANTONIO on 6 novembre 2009 at 18:46

    Sono tutte falsita’,forza Nicola siamo tutti con tè.

  2. nello on 6 novembre 2009 at 20:13

    Siamo alle solite.Fino a ieri Nicola era una persona onesta e rispettata,oggi da probabile candidato alla presidenza della regione camorrista e delinquente,per accuse e fatti di 10 anni fa .Fiducia nell’opera dei magistrati ma ancora di più nei confronti di Nicola.Forza e non mollare.

  3. Giuseppe Formisano on 6 novembre 2009 at 23:24

    Il presidente Berluscono per dimostrare la sua estraneità ai fatti lo deve candidare presidente della Regione Campania, ma se ciò non avviene allora maggior ragione dimostra di essere colluso ai fatti. Giuseppe Formisano

  4. funiculì on 7 novembre 2009 at 00:35

    de Il Roma di chi è? Le peggiori bordate sono arrivate e arrivano proprio dal PDL.

  5. gianluca on 7 novembre 2009 at 11:14

    come diceva quel comico?
    “non siamo noi ad essere razzisti!
    Sono loro che sono di Casal di Principe!”

  6. Francesco on 7 novembre 2009 at 12:28

    La verità è che questa sinistra teme Nicola Cosentino. Non perchè sia o meno un presunto camorrista (questo lo decideranno i giudici se e quando lo riterranno), ma perchè Nicola ha già dimostrato in Campania di essere in grado di portare il PDL alla vittoria. La parola va data agli elettori e non al terrorismo mediatico contro chi oggi riveste un’alta carica istituzionale. La sinistra usi altri metodi per riaffrancarsi con i campani! Comincino con il mandare Bassolino in Africa a fare compagnia a Prodi.

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