Cosentino: «Sto con Saviano e dalla parte di don Diana Io sono un nemico dei clan»
Il sottosegretario: ecco le mie risposte alle accuse
(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)
«Sono vittima — e di ciò chiederò conto nelle sedi opportune — di una macelleria mediatica senza precedenti, di un imbarbarimento della lotta politica che mai aveva toccato tali livelli». Il sottosegretario all’economia con delega al tesoro, Nicola Cosentino, ha consegnato a poche righe di agenzia la sua reazione di sdegno nei confronti di quella che poi definisce «l’offensiva di una stampa militante che ha come unico obiettivo l’attività di killeraggio». Sussurra, riflette, poi smussa con serenità. Sfoglia l’agenda fitta di impegni: oggi sarà a Poggiomarino, poi ancora nel Napoletano. «Tutto questo», dichiara, «solo perché ho avanzato la proposta di candidarmi alla Regione. Ma si può tollerare questa barbarie? Non lo dico per me, ma per tutti. Per il nostro paese, per l’esempio che si dà ai giovani, per quanti sperano in un vero cambiamento. No, io non mollo».
Cosentino lei, però, sarebbe chiamato in causa da alcuni pentiti di camorra.
«Ma quante volte dovrò spiegarlo? Ho appreso di questa vicenda un anno fa, da un articolo de l’ Espresso . Ho chiesto ai magistrati di essere ascoltato. Ho presentato una memoria. Vorrei che mi fosse contestato un fatto, un’accusa circostanziata. Mi provino una sola cosa e sarò pronto non soltanto a dimettermi da parlamentare, come farò se sarò candidato alla presidenza della Regione Campania, ma lascerò definitivamente la politica. Mentre da un anno mi ritrovo appeso al cappio della condanna preventiva e ad essere bersaglio di continue intimidazioni mediatiche».
Ha mai conosciuto Gaetano Vassallo, il pentito di camorra che ha parlato di lei?
«Sapevo dell’esistenza di Vassallo perché ne avevo sentito parlare, ma come imprenditore. Tuttavia, non l’ho mai visto, né conosciuto».
Vassallo riferisce che lei controllasse il consorzio per la raccolta rifiuti Eco4.
«L’Eco4, uno dei 24 consorzi per i rifiuti esistenti in Campania, fu gestito prima da una maggioranza di centrosinistra e poi da una di centrodestra. Ma si vada nei Comuni a chiedere agli amministratori se ho mai interferito con qualche scelta o condizionato una decisione. Mai! Lo ripeto a beneficio di tutti: alle politiche non sono mai stato candidato nel collegio aversano. Non ho mai rincorso interessi elettorali in quell’area».
Perché i pentiti fanno riferimento a lei?
«Non lo so. Non so neanche se sia vero quello che si legge sui giornali. Si tratterebbe, da quanto capisco, di considerazioni frutto del sentito dire. Dichiarazioni de relato.
Che risalirebbero a una decina di anni fa. Mi piacerebbe conoscere, per esempio, se i magistrati che per anni si sono occupati delle inchieste sul clan dei casalesi ritengano affidabili le dichiarazioni di questi collaboratori di giustizia. Sempreché, ripeto, parliamo di cose reali e non di suggestioni pre-elettorali».
Ce l’ha con il fuoco amico?
«Purtroppo, finora di fuoco nemico se ne vede molto poco. I miei avversari? Pochi, ma perdenti e nel centrodestra. Noto come Repubblica abbia finalmente sdoganato, dopo averli triturati per anni, Alfredo Vito e Paolo Cirino Pomicino, due ‘‘autorità morali’’ che da settimane mi consigliano di farmi da parte o di non rovinare il sicuro successo elettorale del Pdl in Campania. Al quale, evidentemente, tengono particolarmente. Persino il quotidiano Roma ieri preannunciava il tintinnìo di manette: per un attimo mi è parso di leggere un giornale della sinistra antagonista».
Il presidente della Camera, Fini, ieri da Pescara ha detto: «La politica sia al di sopra di ogni sospetto». Lei si sente al di sopra di ogni sospetto?
«Non lascerei il mio comodo scranno alla Camera e la mia poltrona di sottosegretario all’economia se non mi sentissi al di sopra di ogni sospetto. Sa cosa si troverà a governare il prossimo presidente della Campania? Macerie e degrado. Lo sfascio dell’era Bassolino, con in più tensioni sociali insidiosissime. Perché lo faccio? Perché ho scelto di mettermi in discussione? Vorrei provare a fornire un contributo diretto, sul territorio, alla sete di riscossa della Campania. Penso ai miei due figli, ai giovani, alla speranza che oggi svanisce sull’orizzonte dei nostri ragazzi, costretti a emigrare per trovare lavoro altrove. Quando lo si trova. La Campania, la nostra terra, in questo modo perde il meglio di sé, il suo vero capitale per lo sviluppo: la forza dei giovani ».
Cosa pensa di Gomorra e di Roberto Saviano?
« Gomorra , non lo dico io, è stato un best seller mondiale. Saviano? Beh, io ritengo di essere dalla sua stessa parte contro i clan, e le cronache dei giornali da anni possono testimoniarlo; mentre lui ha scelto politicamente di stare dalla parte di Repubblica . È strano che si ricordi e scriva male di me solo ora: perché in Gomorra non mi ha mai citato?».
È d’accordo sulla conferma della scorta a Saviano?
«Certo che sono d’accordo. Credo che chiunque sia identificabile come obiettivo della ritorsione dei clan debba essere protetto. Così i magistrati, i giornalisti e tutti gli operatori del fronte anti-clan»
In che modo la sua attività politica si è distinta nella lotta al clan dei casalesi?
«Non mi sono mai tirato indietro al cospetto di iniziative di contrasto alla camorra. Ma non ho mai amato il professionistmo dell’antimafia: credo che le cose serie si facciano senza ostentazione. Faccio politica da trent’anni. Ho sostenuto l’Università della Legalità, l’associazione Agrorinasce, mi sono impegnato per favorire risorse a vantaggio del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Ma non ho voglia di farle l’elenco delle cose buone e ammirevoli. Credo che il mio impegno anti-camorra possa essere ampiamente testimoniato da autorevoli esponenti di sinistra che operano da anni nell’agro aversano».
Conosceva personalmente don Diana, il parroco ucciso nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe il 19 marzo 1994?
«Certo che lo conoscevo, don Peppino. La sua morte l’ho vissuta con dolore. Con la famiglia di don Peppino ci sono anche legami di parentela, ma soprattutto c’è sempre stato un ottimo rapporto e una costante frequentazione. Sono da anni vicino alla Chiesa più viva, persente e combattiva del territorio aversano: quella rappresentata da don Carlo dell’Aversana, don Franco Picone, don Armando Broccoletti e tanti altri sacerdoti».
Lei ha partecipazioni nell’Aversana petroli, l’azienda di famiglia?
«Assolutamente no. Hanno pure scritto che la Guardia di Finanza avrebbe eseguito dopo anni alcuni accertamenti nell’azienda dei miei fratelli. Le verifiche, per quanto ne sappia, avvengono almeno una volta all’anno: del resto, si tratta di un’azienda leader nella distribuzione di prodotti petroliferi sottoposti ad accise e quindi gli accertamenti sono piuttosto frequenti».
Un’altra vicenda controversa che viene tirata in ballo riguarda i terreni acquistati dalla sua famiglia a Sparanise per 2,2 milioni di euro e poi rivenduti, con un ampio margine di ricavo, alla svizzera Egr, che ha realizzato nella stessa area una centrale elettrica.
«Premessa: i miei fratelli fanno gli imprenditori e credo abbiano tutto il diritto di esercitare il loro mestiere in piena regola, come credo che facciano, giacché operano in prima persona e senza prestanomi. Ora, invece, si scopre che il vero problema sarei io: perché hanno un fratello che ha scelto di fare politica. In più con il centrodestra. Ebbene, quei terreni a Sparanise furono acquisiti dai miei fratelli circa cinque anni prima che fosse ipotizzata la realizzazione della centrale elettrica, allo scopo di delocalizzare l’attività aziendale di famiglia, dato che l’area si trova a ridosso del casello autostradale e della ferrovia. Chi fa l’imprenditore non è un mago: e non credo che i miei fratelli avessero la sfera magica per prevedere quale ghiotta occasione si potesse presentare da lì a qualche anno più tardi».
C’è un altro suo fratello imparentato con un affiliato ai clan?
«Siamo sette fratelli, tutti professionisti. Mio fratello Mario conobbe la sua attuale moglie quando il cognato, colui il quale oggi è considerato un affiliato ad una cosca, era pressoché un bambino. Forse aveva dieci anni. Quando Mario si è sposato, il cognato ne aveva quattordici. Avrebbe mai potuto immaginare che diventasse un delinquente? E poi, che colpa ne ha mio fratello? E io?».
Circola una indiscrezione: che sia pronto per lei un provvedimento giudiziario.
«Ho piena fiducia nei magistrati. Spero nella Giustizia. Non nell’ingiustizia che si serve delle scadenze elettorali per sopprimere dirigenti politici. È questa una pratica che non mi appartiene: per cultura, credo e formazione».
Un’ultima domanda: al di là di ciò che accadrà, come sarà la campagna elettorale per le regionali, dato il clima di veleni di questa vigilia? Non crede che l’elettorato, in particolare quello di centrodestra, possa risentirne e disertare le urne?
«In giro c’è un’attesa di cambiamento straordinaria. Un entusiasmo che non credo possa scemare, anche in presenza dell’offensiva propagandistica, che sicuramente metterà in campo la sinistra. Invece, ritengo sia necessario per la Politica recuperare la fiducia dei campani. È la vera priorità. Per tutti. E una bataglia elettorale vinta non vale nulla se non contiene in sé la voglia vera di cambiare marcia».


nemico dei clan? e quali clan? nquelli degli altri?
ma ci faccia il piacere!
Cosentino è solo vittima di giochi di potere, i fatti sono ben altri
il termovalorizzatore di S.Maria la Fossa venne delocalizzato da Battipaglia e la nuova location fu scelta dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti dell’epoca che era Bassolino.
Ci furono proteste e ricordo bene che Cosentino e Coronella insieme ai parroci occuparono la discarica di parco saurino del consorzio ce4 determinando la sua chiusura. forse è per questo che il pentito Vassallo ce l’ha con Cosentino e lancia calunnie.
questi erano e rimangono dei deliquenti
Luigi ha un ottima memoria sugli inceneritori.Infatti:
Da ” La Repubblica” del 28/11/2000 ( si legge e si scrive duemila).
” il prefetto per la gestione delle discariche (il compito era quello di governarne la chiusura programmata entro dicembre prossimo), e il presidente della giunta regionale per il piano di smaltimento dei rifiuti. Il nuovo presidente e commissario Bassolino ha trovato in eredità nei cassetti di Santa Lucia due bandi di gara per realizzare a Napoli 3 impianti Cdr e un termovalorizzatore (Acerra), e per le atre 4 province della regione, altri 4 Cdr e un altro termovalorizzatore (Battipaglia). In entrambi i casi, tra i diversi problemi, c’è ancora quello del «no» opposto dalle popolazioni ce non vogliono i nuovi impianti. Le due gare di appalto sono state aggiudicate alla Fisia Italimpianti, gruppo Fiat, ma solo per il termovalorizzatore della zona nord (Napoli) le procedure sono state completate. Resta ancora in sospeso l’altro impianto, della zona sud. restano in sospeso i Cdr e soprattutto non è ancora partita in molti comuni la raccolta differenziata, cioè manca in pratica la premessa fondamentale all’intera operazione.”
Il link è questo.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/28/la-battaglia-dei-rifiuti-sindaci-in-marcia.html
Altri links interessanti è questo :
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/22/diossina-inceneritore-il-pasticcio-di-acerra.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/06/27/discariche-termovalorizzatori-la-campania-in-mezzo-al.html
sono questi…