De Luca: con me si vince ma è caccia al terzo nome

17 novembre 2009

Pd, la discesa in pista del sindaco non scioglie il rebus-alleanze

(di Adolfo Pappalardo da il Mattino)

LA DISPONIBILITÀ a candidarsi per palazzo Santa Lucia l’ha data. Chiaramente. E dietro, per chi conosce le liturgie dei partiti, c’è comunque up ok di Pierluigi Bersani se il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca parla subito dopo il segretario nazionale alla prima riunione della direzione nazionale del Pd. Una decina di minuti appena per ribadire l’infondatezza delle accuse formulate dai giudici per un abuso d’ufficio («Così ho salvato centinaia di posti di lavoro», dice rispondendo agli attacchi di de Magistris) e passare, subito dopo, di fatto, a una sua disponibilità a scendere in campo «per valorizzare le esperienze positive di questa regione». Non lo dice mai apertamente, come non cita mai esplicitamente la parola primarie ma s’intuisce subito dove vuole arrivare De Luca.
«Vista la drammaticità della situazione in questa regione dobbiamo – incalza – arruolare qualunque proposta credibile e seria. Non dobbiamo guardare solo alle sofferenze e ai disastri di questi ultimi anni in Campania ma anche a una serie di eccellenze che pure ci sono». De Luca si riferisce alla città che amministra anche se non la nomina mai direttamente: «Ci sono realtà dove si è lavorato bene, dove l’emergenza rifiuti non c’è mai stata e dove la raccolta differenziata è passata, in un anno, dal 13 al 74,19 per cento. Giochiamoci queste cose per creare davvero una speranza per la Regione». È un auto-assist percepito chiaramente dai dirigenti democrat che sanno bene come De Luca da tempo scalda i motori. Ieri,
però, lo dice finalmente con chiarezza. Ben sapendo che dietro l’individuazione del nome per la Regione c’è altro. Non certo le primarie a cui non vorrebbe sottoporsi «perché verrei – ha spiegato sabato sera a Salerno una cena di parlamentari da lui organizzata – etichettato come uomo di partito e perderei il gradimento di una parte dell’elettorato di centrodestra che mi sosterrebbe».
Perché, ecco il punto, per individuare il candidato, da settimane, sono al lavoro le diplomazie. Incontri, colloqui per cercare un nome, non legato ai partiti e in grado di superare anche l’autocandidatura di Ennio
Cascetta, che vada bene per un’alleanza dal Pd all’Udc, passando ?er l’Idv. Ci lavorano il governatore Bassolino e il segretario regionale del Pd Enzo Amendola che continuano a sperare in un accordo con Ciriaco De Mita. E lo sa bene anche De Luca se in un paio di passaggi del suo discorso se la prende «con le veccnie uturgie poinicne» e suonatore cu
violino» e chiede di «mandare via i sepolcri imbiancati» e «non ascoltare certi giovani già vecchi cresciuti all’interno delle correnti». Allusioni, punzecchiature contro le persone con cui De Luca deve fare i conti se vuole scendere in campo. Alle sue condizioni, poi: no a primarie e liste di programma in supporto a quelle dei partiti. E per questo sabato sera a Salerno ha riunito alcuni parlamentari democrat per annunciare la sua strategia e chiedere loro di fare pressing su Bersani. «Quando sarà il momento ognuno esprimerà le sue opinioni, negli organismi del partito o nelle primarie, sia in relazione al candidato, sia riguardo alle alleanze ed ai programmi», spiega il deputato Costantino Boffa che ci tiene a far sapere come sabato era sì a Salerno ma «senza intrattenersi a cena». Freddi su una disponibilità di De Luca
sono i bassoliniani: «Non è poi una novità», dicono. «Le priorità, se vogliamo aprire un nuovo ciclo politico, sono la coalizione e il programma», taglia corto il segretario regionale Amendola mentre la Iervolino uscendo spiega: «Facciamo le primarie e lasciamo la paróla ai cittadini». Dubbiosa, infine, è anche Anna Rea. «De Luca è sicuramente una risorsa – dice la sindacalista membro della direzione nazionale – ma prima serve un programma serio e una coalizione allargata. Perché non basta dire “ho amministrato bene”».

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6 Responses to De Luca: con me si vince ma è caccia al terzo nome

  1. Sciosciammocca on 17 novembre 2009 at 09:31

    Con API? no, con De Luca si vola!

  2. Beau on 17 novembre 2009 at 09:43

    Il terzo nome?Enzuccio Amendola.

  3. Sciosciammocca on 17 novembre 2009 at 15:50

    Enzuccio? ma sì, è capace, beh..capaciuccio.

  4. Beau on 17 novembre 2009 at 16:19

    Don Felice, capaciuccio o cap’e ciuccio?Consentitemi : capaciuccio che l’erba cresce; sotto la panca la capaciuccio campa e sopra la panca la cap’e ciuccio , ciuccia..

  5. Giuseppe Formisano on 17 novembre 2009 at 19:54

    Che vince il PD in Campania è cosa voluta dalla maggioranza dei cittadini che si inchinano davanti a chi per anni li hanno gettati nei rifiuti, oggi a Roma il partito del PdL perde i colpi e il partito del UdC se non trova un alleanza non farà altro che chiacchiere e nulla di buono per il partito stesso, se poi pensiamo al partito dell’IdV il quale si aggrappa al PD per paura di rimanere solo, insomma la Regione dovrà riavere un altro Bassolino anche se il nuovo Bassolino e De Luca, chiunque si crede che con la vittoria di De Luca cambia qualche cosa non fa altro che illudersi, come hanno fatto illudere le elezioni vinte dalla destra alla Provincia. Giuseppe Formisano

  6. Sciosciammocca on 18 novembre 2009 at 07:44

    Caro Dott. Beau, apprezzo molto le sue dotte varianti. Indubbiamente, il problema c’è.

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