De Luca: perché continua a fare il sottosegretario? Di Pietro: non possiamo aspettare sempre i giudici
(di ger. aus. da il Mattino)
«Il centrodestra? Una bella Piedigrotta». Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in corsa per la candidatura a governatore con il Partito democratico, non risparmia accuse al Pdl. Parlando in tv, il primo cittadino si sofferma anche sul caso Cosentino: «Ho rispetto per il sottosegretario all’Economia come ho rispetto per tutti – dice prima che si diffonda la notizia della richiesta di arresto nei confronti del coordinatore campano del Pdl – quello che è sconcertante è che stiamo parlando di un membro del governo nazionale… Ebbene se ci sono obiezioni, poi è complicato non porre le stesse obiezioni per uno che fa il sottosegretario all’Economia». Un ragionamento, questo, fatto già nei giorni scorsi dal segretario regionale del Pd Enzo Amendola che aveva invitato il partito di Berlusconi ad assumere un atteggiamento di coerenza.
Sulla vicenda interviene anche il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, secondo cui «felice sarà quel giorno nel quale non dovrà sempre intervenire la magistratura per riparare ai guasti che la politica ogni volta produce perché non risolve prima i problemi di trasparenza e impresentabilità della persona. Una cosa è l’innocenza individuale che vale fino a sentenza definitiva, altra cosa è l’opportunità politica che i partiti fanno finta di non vedere. È necessario evitare la candidatura di chi ha problemi di giustizia». E ancora: «Noi dell’Idv -prosegue l’ex pm ai microfoni di Articolo21/Econews – risponderemo con rigore all’appello che rivolgete di pulizia massima per le liste nelle elezioni regionali in Campania. Quando c’è una situazione drammatica non possiamo chiudere gli occhi, situazioni che possono attraversare tutti i partiti. Neanche il nostro partito è immune, bisogna eliminare le mele marce e darsi delle regole del gioco per mantenere alta l’onorabilità delle istituzioni».
Il centrosinistra torna dunque alla carica sulla questione morale e lo fa partendo proprio dal caso Cosentino. Proprio sul sottosegretario all’Economia, peraltro, pende in Senato una mozione per chiederne le dimissioni dall’incarico.
A rilanciarla, cavalcando le polemiche interne al Pdl, sono stati nelle scorse settimane il capogruppo dei democratici a Palazzo Madama Anna Finocchiaro e il vice Luigi Zanda che hanno inviato una lettera al presidente del Senato Renato Schifani. «Un armo fa 24 senatori del Pd hanno depositato una mozione su Cosentino. Restiamo fermamente convinti – hanno affermato – che ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre l’esecutivo a evitare che un parlamentare sottoposto a indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare a esercitare in un ruolo così delicato, concernente tra l’altro la funzionalità del Cipe».

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