Democratici alle corde A Sinistra e Idv piace il moderato
L’ipotesi è l’Udc Raimondo Pasquino
(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)
Cercansi alleati disperatamente. Oppure cercasi candidato unitario disperatamente, con buona pace del Pd che deve almeno mostrare un interesse vero verso le primarie. Vincenzo De Luca ieri e Salvatore Piccolo nel suo intervento all’assemblea regionale hanno posto il problema: come si fanno le primarie di coalizione senza la coalizione? E a tutt’oggi tra un veto e l’altro non è in piedi neanche un Ulivo rinsecchito.
Con l’Udc è aperto un tavolo nazionale, dunque andiamo oltre. Occupiamoci di Italia dei valori e Sinistra e libertà. Entrambi pongono alcune condizioni: no alle primarie e no a De Luca e Cascetta candidati. Il segretario regionale del partito maggiore, Enzo Amendola, ha dunque due possibilità: o si cambiano i cavalli o si fanno le primarie con chi ci sta, cioé da soli. L’importante è comunque tenere il Pd in campo. Lunedì durante la prima direzione i democratici dovrebbero lanciare il dispositivo per le primarie, da fare entro il 20 dicembre.
«Così non ci stiamo — tuona Peppe De Cristofaro di Sinistra e Libertà —. Le primarie devono essere serie, non si può bissare la farsa dell’anno scorso per le provinciali. Organizzate in una settimana, quindi solo con una parte degli iscritti e simpatizzanti dei partiti avvertiti. Ci vuole un periodo congruo, tipo gennaio. Altro punto: un candidato per ogni partito, come in Puglia, non con due o tre del Pd che diventa una conta. Se si fanno poi con De Luca e Cascetta non partecipiamo. A quel punto sarà il Pd che non farà parte della coalizione ». L’alternativa? «Un passo avanti su programma e candidato, espressione di tutti i partiti del centrosinistra ». Traduzione: se ci fosse un confronto con l’Udc sul programma, nessun veto sul candidabile Raimondo Pasquino, rettore dell’ateneo salernitano. In alternativa un politico, ma che sia davvero espressione di un nuovo corso. Per esempio proprio il giovane segretario Amendola. Comunque una terza via al disastro.
Ragionamento e identikit simili a quelli che traccia Nello Formisano per l’Idv: «Abbiamo ribadito al Pd di non essere disponibili alle primarie, che sarebbero un’ulteriore conta all’interno del Pd. Non legittimeremo con la nostra partecipazione primarie che sono uno scontro tra pacchetti di tessere. Il Pd scelga il suo candidato da proporre alla coalizione, lo faccia con le modalità che crede. Avendo noi rinunciato a nostre candidature in tutte e tredici le regioni, valuteremo se la proposta del Pd sia digeribile o meno. Se non è digeribile correremo da soli». Ma qual è la soluzione digeribile? «Auspichiamo — prosegue Formisano — che la proposta del Pd cada su un italiano o un’italiana di valore. Che significa? Su un maschio o una femmina che per statura etica, capacità professionale e per quel che ha rappresentato nella vita sia una discontinuità con quel che è avvenuto in Regione. Meglio che questa proposta vada ricercata al di fuori del personale politico. Per esempio la candidatura di un rettore dell’Università che non ha avuto incarichi politici di rilievo potrebbe aiutare la politica di centrosinistra ad uscir fuori dallo stallo in cui versa». Cioé Raimondo Pasquino e siamo a due.
Ritorniamo all’Udc. Per il partito di Casini esiste un’incognita Puglia. Se resta in campo la candidatura del governatore uscente Nichi Vendola, l’Udc, lo ha detto chiaramente Casini, opterà per il centrodestra e dunque per la Campania si riaprirebbe uno spiraglio con il centrosinistra. Non è un caso che i dirigenti politici siano in queste ore tutti a Bari, compreso il socialista Marco Di Lello. Intanto Ciriaco De Mita a Salerno, ribadendo l’intenzione di correre da soli fino a prova contrario, ha detto: «Se dovessi scegliere io per il Pdl, opterei per Viespoli».


La candidatura di Amendola, con tutto il rispetto per la persona, sarebbe da “Oggi le comiche”. Chi lo conosce, “apparati” a parte?