Di Pietro boccia le primarie Amendola: più rispetto
(di Adolfo Pappalardo da il Mattino)
Arriva a Napoli per due motivi. Ed è lo stesso Antonio Di Pietro a chiarirli subito. Il primo: «Dobbiamo lavorare perché non ci possiamo accontentare del candidato meno peggio». Il secondo: «Voglio dimostrare che io e Luigi de Magistris non percorriamo strade diverse e abbiamo una visione comune del partito». In mezzo la bomba disinnescata appena 24 ore prima dal segretario regionale Nello Formisano, con il ritiro degli emendamenti targati Idv che avrebbero stabilizzato tutti i comandati in consiglio regionale. Ma tutta l’attenzione dell’ex pm è, prima di tutto, sul nodo alleanze per le prossime regionali. E su questo punto sono stilettate anche per il partito di Bersani. «Il Pd non riesce a darsi una classe dirigente con cui dialogare e non vorrei che le primarie arrivassero dopo le elezioni e servissero solo a far riemergere i pacchettari di tessere», dice Di Pietro in mattinata, riferendosi alla Campania, a una tavola rotonda sullo sviluppo organizzato dal consigliere regionale Marrazzo. Concetti che ripete anche nel pomeriggio prima di presenziare a un convegno su «Questione morale e istituzioni» organizzato da Luigi de Magistris. Ne discutono, tra gli altri, anche i segretari di Sinistra e Libertà e Rifondazione, Claudio Fava e Paolo Ferrero e in platea si accomoda anche anche Enzo Amendola, fresco eletto al vertice della segreteria regionale democrat. «In pratica – spiega Amendola – Di Pietro dice no alle primarie di coalizione. Sono un po’ stupito anche perché il discorso a livello locale è già iniziato e lunedì rivedrò di nuovo de Magistris con cui discuto da settimane. Penso, quindi, che dai vertici romani debba venire maggiore rispetto. Anche perché – continua – un nuovo gruppo dirigente nel Pd è stato votato e ho già detto che proporrò la costituzione di una commissione che faccia chiarezza e passi al vaglio le iscrizioni». La strada per tessere l’alleanza non è però in discesa e l’Idv continua a insistere su nomi di altro profilo «che rappresentino una discontinuità rispetto al passato». Il riferimento dell’europarlamentare de Magistris è nei confronti di Ennio Cascetta ma anche sul sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (altro papabile a scendere in campo) il leader dell’Idv non è tenero. «Vogliamo prima capire – dice Antonio Di Pietro – chi sono i candidati e poi scioglieremo le riserve: per questo sinora non abbiamo accettato se dire sì a un’ipotesi di coalizione. Perché se devo partecipare a primarie per privilegiare un ”berluschino” di sinistra allora non va bene». Poi Di Pietro ritorna a insistere su «un’opera di pulizia morale, indipendente dalle inchieste giudiziarie, dal momento che vi sono sia a destra che a sinistra». Dichiarazioni a parte però è chiaro che si lavora per costruire una coalizione in Campania («sempre passando per le primarie», ribadisce Amendola) per arginare il centrodestra (in attesa che l’Udc faccia la sua scelta). Lunedì nuovi incontri tra Amendola con i rappresentanti regionali di Sinistra e Libertà e Idv mentre ieri, a margine del convegno al Maschio Angioino, de Magistris e Paolo Ferrero si sono intrattenuti a chiacchierare. Sempre lo stesso l’argomento: stringere sui tempi per chiudere un’alleanza di centrosinistra e trovare un candidato. Un nome, però, lo lancia Claudio Fava: «La migliore risposta, il miglior segnale che il centrosinistra potrebbe dare a Nicola Cosentino e al centrodestra, sarebbe candidare lo scrittore Roberto Saviano alla Regione». E sono applausi dalla platea.


De Luca? Beh…a Salerno si costruisce una nuova città. E a Napoli? A Napoli, solo annunci!!!