Dissesto idrogeologico e densità abitativa: no a nuovi impianti
(di Walter Ganapini da il Corriere del Mezzogiorno)
Il 23 settembre scorso , nell’inserto «Energy in the Americas» del Financial Times , Ed Crooks spiegava come «…l’ampiamente conclamato revival nucleare avesse fallito nel materializzarsi», commentando i proclami di Bush circa la realizzazione di almeno 20 nuove centrali nel corso del suo ottennato: dieci anni dopo negli Usa è in costruzione, ancora, solo un nuovo reattore, il Tvawatts Bar unit2.Crooks spiega come Tva sia una compagnia di proprietà pubÂblica, federale, sottolineando che invece «…per le compagnie private gli economics dell’enerÂgia nucleare son divenuti viepÂpiù unattractive e, senza garanÂzie finanziarie pubbliche, addiritÂtura prohibitive ». Crooks non fa che riprendere uno studio di GolÂdman Sachs di fine 2007 che, pur premettendo come la merÂchant bank fosse a favore del nuÂcleare ,comunque riteneva inaffiÂdabile qualunque investimento privato in tale settore.
La controprova di tale stato di cose si ha in Europa , dove l’uniÂco reattore in costruzione, franÂco- finlandese, ha visto più che raddoppiate le previsioni su temÂpi e costi della realizzazione, anÂcor oggi incompiuta, ciò che forÂse ha aiutato Angela Merkel a diÂchiarare, poche settimane fa, che la Germania «non intende impiantare alcuna nuova centraÂle nucleare , al più proponendoÂsi di rendere più efficienti le poÂche già in esercizio». Ciò che renÂde del tutto incredibile l’afflato nucleare del sanremese Scajola è perciò l’orientamento del mercaÂto, non l’ideologia antinucleare, soprattutto in un Paese con i conÂti pubblici attuali dell’Italia .
Alla base delle valutazioni ecoÂnomiche sfavorevoli, ancora una volta, stanno considerazioni cruciali circa la complessità delÂla tecnologia, il nodo del destino delle scorie, l’esiguità delle risorÂse uranifere a scala mondo .
Ciò che certo si deve fare è imÂpegnarsi nel settore della sicurezÂza nucleare , nel quale l’Italia ecÂcelleva , ed in quello della ricerÂca di innovazioni per nuove geÂnerazioni di reattori . Le vere priorità in tema di energia sono la efficienza degli usi finali eletÂtrici e termici ed il ricorso alle fonti rinnovabili, base della GreÂen Economy del Presidente ObaÂma e chiave di uno sviluppo soÂstenibile capace di creare lavoro. Che poi qualche Stranamore noÂstrano possa immaginare di colÂlocare, per quanto improbabilÂmente, centrali nucleari in CamÂpania è farsesco e tragico al conÂtempo, stanti gravità del disseÂsto idrogeologico e densità inseÂdiativa che caratterizzano il noÂstro territorio. Per stare alle cose serie, la Regione vorrebbe capire meglio cosa si intenda invece faÂre del decommissioning, e con quali costi , della centrale del GaÂrigliano » .


