E De Luca fa infuriare i compagni
(di Anna Trieste da il Roma)
Dopo i confetti, i difetti. A poche ore dal matrimonio elettorale, tra il candidato governatore del Pd Enzo De Luca e quelli di Sinistra e Libertà è già scontro. E si capisce. Solo venerdì scorso, dopo una serie infinita di polemiche, avevano detto sì allo “sceriffo”. Non passano nemmeno ventiquattr’ore e lui che fa? Sul Corriere della Sera dice peste e corna dei comunisti. Più precisamente dichiara che ne disprezza «la doppiezza permanente e l’ipocrisia». Poi, come se non bastasse, si dichiara rappresentante della destra europea ed elogia pubblicamente i meriti del premier Silvio Berlusconi. E apriti cielo. «Non condividiamo le sue dichiarazioni – tuonano all’indomani i coordinatori di Sel -. Come fa a definirsi esponente della destra europea e a lodare Berlusconi quando sottoscrive con noi un programma che boccia il nucleare e la privatizzazione dell’acqua e promuove politiche di difesa dei migranti? Chiarisca immediatamente agli alleati su quali basi intende costruire il nuovo centrosinistra Campania». Dopo poche ore De Luca non chiarisce, ma si limita a dare la colpa ai giornalisti, dicendo che «questi sono teatrini che fa la stampa» e che la sua era solo «una provocazione nei confronti degli avversari». E il portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, ribadisce che «De Luca ha liquidato in modo volgare la storia del Pci, evidenziando in maniera chiara la sua cultura politica, fatta di populismo e di razzismo e intrecciata con una idea del governo che passa attraverso un sistema di potere locale personalistico che lo ha portato a ritrovarsi con ben due processi a carico e per reati gravi. È una vergogna che il Pd, Sel e Idv sostengano un candidato simile. Noi ne presenteremo uno alternativo». Presagendo temporali all’orizzonte, da via Orsini i vertici della segreteria regionale del Pd non commentano, mentre provano a calmare gli animi i Verdi, con il commissario campano Francesco Emilio Borrelli che implora gli alleati di «sostenere De Luca e non di polemizzare con lui ogni giorno» e di «giudicare la sua azione dalle azioni concrete». Ma sentire lo “sceriffo” di Salerno che dall’oggi al domani si improvvisa leader maximo della destra è intollerabile non solo per i suoi alleati, ma anche per chi la destra la rappresenta da sempre. «De Luca è stato stipendiato da una vita dal Pci come funzionario di partito – tuona la deputata e candidata del Pdl Alessandra Mussolini -. Non racconti balle, i napoletani non ci cascano». Indignato anche il leader dell’opposizione in consiglio regionale Francesco D’Ercole: «La destra europea non ha alcun bisogno di farsi rappresentare da un ex comunista come De Luca. I campani sono perfettamente a conoscenza della sua storia politica, sanno da dove proviene e dove sta e sanno che ad appoggiarlo alle prossime elezioni sono proprio i partiti di quel centrosinistra che ha sostenuto fino all’ultimo Bassolino e la sua Giunta». Dal canto proprio, il coordinatore della Grande Napoli del Pdl, Marcello Taglialatela, definisce De Luca «trasformista. Oggi è la giornata dei complimenti a Berlusconi. Mentre però elogia il premier, De Luca corre a candidare i principali responsabili dello sfascio politico, morale ed istituzionale della nostra regione, a cominciare da Corrado Gabriele. Le proteste di Sinistra e Libertà sono semplicemente inutili perché De Luca non ha nessun rispetto degli alleati». E Maurizio Iapicca, vicecoordinatore vicario del Pdl napoletano, ironizza sulla campagna di comunicazione di De Luca: «Ci vuole una bella faccia tosta nel sostenere che perbenismo e laicismo in Campania hanno la faccia di De Luca. Ai cittadini non potrà certo sfuggire che è stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere, concussione e truffa, nel processo per i suoli dell’ex Ideal Standard, e per abuso, falso e truffa, nel giudizio sul misfatto Mcm. Più che un errore, quello dei guru della comunicazione di De Luca appare un vero e proprio scambio di persona».

