E la Provincia esce da sei società miste
(di Gerardo Ausiello da il Mattino)
La Provincia vara una manovra anti-sprechi ed esce da sei società miste. Lo ha stabilito ieri il Consiglio che, dopo il flop di lunedì, ha approvato un riequilibrio di bilancio all’insegna del rigore messo a punto dall’assessore Antonio Iorio e dal presidente della commissione competente Francesco de Giovanni di Santa Severina. Stop, dunque, alle partecipazioni nelle società Trianon Viviani Spa, Stoà, Napoli Orientale, Public Digital Factory, Banca Popolare Etica e Centro Agroalimentare di Napoli (tra un anno). Il risparmio sarà di circa quattro milioni di euro. Al tempo stesso l’assemblea di Santa Maria La Nova ha disposto il riassetto di tutte le aziende pubblico-private: «Si tratta di società che riportano perdite pesantissime tali da mettere in crisi, nel medio periodo, la tenuta dei conti della Provincia – spiega il presidente Luigi Cesaro – Da qui la necessità di intervenire subito con decisione per ridurre gli sprechi e mettere in campo una gestione efficiente delle varie imprese». Alla base della scelta il rispetto delle previsioni normative introdotte dalla Finanziaria 2008 e richiamate dal decreto anti-crisi (79/2009) che pongono un divieto assoluto di partecipazione in «società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità». Per le partecipate, inoltre, è previsto il rispetto dei parametri relativi al patto di stabilità interno. Proprio per questi motivi la giunta – sulla scorta di uno studio effettuato dal precedente esecutivo – ha proposto al Consiglio la cessione delle partecipazioni detenute in sei società. Vengono invece mantenute le quote nella Mostra d’Oltremare, su cui c’erano alcune perplessità, e nel Ceinge ma «solo a patto che escano dal Cda coloro che ricoprono incarichi politici». «Sono tutte imprese che, per varie ragioni, non svolgono finalità istituzionali proprie della Provincia – aggiunge Cesaro – Stiamo compiendo uno sforzo enorme per rimettere ordine nei conti dell’ente ed evitare di sforare il patto di stabilità». Sempre ieri l’Aula ha approvato la delibera che autorizza l’aumento del capitale sociale e la variazione degli strumenti di programmazione finanziaria della Compagnia trasporti pubblici Napoli Spa con un investimento per quasi 17 milioni di euro.

