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Ecoballe e copertoni nei cementifici

mercoledì, luglio 22, 2009

(di Mariano Rotondo da il Roma)

Passi in avanti in Campania sulla gestione delle ecoballe e nello smaltimento dei temuti pneumatici inutilizzabili. La Regione, infatti, diventa all’avanguardia nella collaborazione con i cementifici del territorio attraverso un protocollo d’intesa siglato ieri mattina dall’assessore all’Ambiente, Walter Ganapini, e dal direttore generale dell’Aitec, Francesco Curcio. Palazzo Santa Lucia, dunque, ha aperto questo canale privilegiato con gli imprenditori del settore per fornire i rifiuti trattati negli Stir come combustibile per i forni in cui si produce il cemento. A finire nella fruibilità delle aziende, quindi, saranno gli stock attualmente composti nei vecchi cdr riadattati dal sottosegretariato all’Emergenza, immondizia di qualità, insomma, e che non vede coinvolte le “balle” stipate a milioni tra Taverna del Re e negli altri siti del territorio. «Per questa tipologia di spazzatura – ha riferito Ganapini – stiamo facendo pressione sui maggiori colossi energetici come Enel ed Eni che potrebbero sfruttare gli stock nei loro procedimenti industriali». Intanto, secondo l’assessore, non mancano trattative persino con aziende dell’estero: «Ci è arrivata un offerta di acquisto dal Regno Unito – spiega – ma si tratta in tutti i casi di una manifestazione di volontà legata alle ecoballe “pulite” di nuova generazione». A restare sullo stomaco, dunque, c’è tuttora la spazzatura impacchettata della vergogna, mentre tuttavia la Regione fa uno scatto in avanti per evitare l’accumulo del tritovagliato in attesa che parta definitivamente il termovalorizzatore di Acerra e che vengano costruiti gli altri impianti previsti dal decreto convertito in legge. «Oggi la Campania si avvicina all’Europa – ha detto in tal senso Ganapini – Nell’Ue, quella di utilizzare i rifiuti come combustibile, è già una realtà soprattutto in Germania ed in Olanda dove i normali mezzi sono stati sostituiti dagli stock rispettivamente per il 50% ed il 70%, quando in Italia siamo fermi a cinque punti». L’obiettivo, infatti, per il delegato di Palazzo Santa Lucia è di arrivare a fornire 100mila tonnellate di ecoballe ogni anno: «Non ci interessa del costo – ammette inoltre l’ex presidente di “Greenpeace” – perchè per noi sarebbe un successo anche cedere i rifiuti a zero, una procedura che comporterebbe un forte risparmio da parte dell’ente. L’assessore, inoltre, rassicura anche a riguardo delle emissioni, parlando del-la pratica «come di quella consigliata dall’Unione Europea». Lo stesso discorso è stato pure affrontato dal direttore generale dell’Aitec, Francesco Curcio, che ha aperto alla possibilità «di una collaborazione proficua con le Istituzioni». «Saranno gli stessi cementifici – ha spiegato – a valutare di volta in volta la qualità dei rifiuti che giungono nelle loro sedi. Secondo questo controllo decideranno poi se sborsare addirittura un compenso monetario per il combustibile da bruciare. Sotto questo aspetto – insiste il numero uno dell’associazione – noi preferiamo utilizzare soprattutto i vecchi pneumatici che nella produzione del materiale per l’edilizia rappresentano l’opti-mum. In tal senso incalza Curcio – noi siamo anche la soluzione al-la tracciabilità degli scarti poiché non possiamo adoperare alcuni materiali all’interno delle nostre canne fumarie e dunque siamo costretti ad un’attenta selezione». A ricevere gli stock “Made in Campania”, dunque, saranno dapprima le aziende “Italcementi” di Pontecagnano, nel Salernitano, “Cementir” e “Moccia” di Maddaloni, in provincia di Caserta. Per il futuro, invece, si prevede di ampliare il raggio d’azione fino a toccare i vicini stabilimenti di Colleferro, di Potenza, Matera, Castrovillari, Barletta e Sesto Campano. «Si tratta di un’operazione – ha concluso Curcio – in cui vince l’ambiente, la collettività e la gestione dei rifiuti che diventerà meno “salata” per i contribuenti.

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Tags: diossina, ecoballe, Ganapini

Questo post e' stato inserito mercoledì, 22 luglio, 2009 ed e' archiviato nella/e categoria/e In evidenza, Rassegna Stampa. Puoi seguire la discussione sottoscrivendo il feed RSS 2.0 .

4 commenti a “Ecoballe e copertoni nei cementifici”

  1. fiacot
    22 luglio 2009 alle 17:40

    Il carbone costa troppo? non c’è problema! Guarda caso abbiamo milioni di tonnellate di ottime ecoballe da poter bruciare, per il prezzo non vi preoccupate, le svendiamo, anzi forse ve le diamo gratis! Il tessoro dell’impregilo divenuto un problema tanto da essere sotto sequestro sta per essere bruciato ovunque sia possibile, quello che si dice far sparire le prove….

    #69
  2. Napoli – Ecoballe e copertoni nei cementifici, la folle scelta dell’assessore W.Ganapini
    22 luglio 2009 alle 19:09

    [...] tratto da questo sito pare riportare la notizia fedelmente anche se io lo interpreto in modo ironico perchè si dicono [...]

    #73
  3. cosimo
    7 agosto 2009 alle 19:54

    ma in Germania che nei cementifici usa il 50% di CDR sono tutti matti e vogliosi di suicidarsi? E in Olanda che ne bruciano il 70%? E la media europea che arriva al 20%? In Italia siamo al 5%!! Gli intelligenti siamo solo noi in Europa che abbiamo mandato a carissimo prezzo i rifiuti a bruciare in Germania? E d’altra parte se nei cementifici non usi CDR cosa si usa ? Petrolio, Carbone ecc. !! La vogliamo smettere di fare gli spocchiosi a tempo perso che facciamo ridere i polli? Quando i rifiuti li smaltisce la CAMORRA TUTTI ZITTI. Ora invece tutti raffinati e saputi mentre l’EUROPA che sta molto meglio di noi su questo fronte usa da una vita questo sistema per eliminare rifiuti e non usare altri combustibili fossili.

    #359
  4. serbiss
    7 agosto 2009 alle 22:23

    mi sa che devi informarti un po’ meglio… in europa non brucerebbero mai quello che abbiamo accumulato qui in questi anni, tanto è vero che si guardano bene dal produrlo e spesso anche i tedeschi ce lo rimandano indietro.

    #362
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