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Fini: «No a candidati vicini ai mafiosi»

sabato, novembre 7, 2009

(da il Mattino)

È presto per stringere alleanze, figurarsi per la scelta del candidato. L’Udc si mantiene «distinta e distante» da Pdl e Pd e in Campania matura «la consapevolezza di correre da sola». Il vertice di ieri tra Berlusconi e Casini non ha sciolto il nodo delle alleanze in vista delle regionali. O, meglio, il leader dell’Udc ha confermato la volontà di non stringere patti «salvo qualche eccezione». Se la Campania farà parte di queste eccezioni si vedrà. «Ma – chiarisce il commissario provinciale del partito Ciro Alfano – è ancora prematuro un discorso del genere. In questa fase le nostre priorità sono altre». E comunque, semmai la Campania sarà una delle eccezioni, l’Udc intende partecipare alla scelta del candidato. «Nessuna pregiudiziale su alcun nome ma ogni decisione va condivisa», precisa Alfano. Insomma, l’Udc non vuol più accettare nomi calati dall’alto come è successo per Luigi Cesaro alla Provincia di Napoli. E, si fa sapere dall’Udc per ribadire le perplessità su Nicola Cosentino, «non saranno accettate candidature discusse». Un tema, questo dei candidati al di sopra di ogni sospetto, centrale non solo per l’Udc tanto che ieri a Pescara, intervenendo al Premio Borsellino, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha chiesto alla politica uno scatto. «No ai candidati vicini ai mafiosi. Bisogna avere la forza – ha detto – di dire: io quel signore non lo voglio candidato perchè magari è portatore di interessi che non hanno nulla a che vedere con gli interessi generali della collettività». La porticina del dialogo resta sempre aperta ma, come ha anche ripetuto Ciriaco De Mita in questi giorni, l’Udc non insegue alleanze a tutti i cosi e mantiene la barra dritta contro «il falso bipartitismo». «Andiamo avanti in coerenza con la scelta fatta alle politiche del 2008», dice ancora Alfano e per ora più che di alleanze e candidati l’Udc è concentrata sugli Stati generali del partito in programma venerdì e sabato prossimi a Napoli. Sarà Casini a chiudere la due giorni che per i centristi dovrà essere un momento di riflessione e confronto sui problemi della regione. Non a caso alla Mostra d’Oltremare saranno invitati esponenti dell’università, delle professioni e dell’associazionismo, imprenditori e sindacalisti. La linea, dunque, è di andare da soli. Una linea che però incontrerebbe qualche perplessità tra gli amministratori locali e la base del partito per i quali sarebbe sbagliato non andare al governo delle regioni «lasciando spazio a destra e sinistra» con il rischio che la perdita di potere sui territori «possa alla lunga indebolire» il partito a livello nazionale. E c’è poi chi sostiene che la scelta di andare da soli possa non essere capita dagli elettori che neppure sei mesi fa alle Province di Napoli, Salerno e Avellino hanno votato e premiato l’alleanza tra Udc e Pdl. Non solo. C’è anche chi ritiene che dopo quindici anni di opposizione al centrosinistra e a Bassolino coerenza voglia che l’Udc partecipi alle elezioni regionali per proporsi come alternativa di governo. Tesi supportata, nel Pdl, dal vicecapogruppo dei deputati Italo Bocchino. «La scelta dell’Udc di andare da sola al voto – dice – è in linea con la politica tenuta in questo primo scorcio di legislatura. C’è però da auspicare che le eccezioni locali portino ad un’intesa con il Pdl in regioni fino a oggi governate dalla sinistra e in cui è indispensabile l’alleanza».

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Tags: elezioni, Gianfranco Fini

Questo post e' stato inserito sabato, 7 novembre, 2009 ed e' archiviato nella/e categoria/e In evidenza, Rassegna Stampa. Puoi seguire la discussione sottoscrivendo il feed RSS 2.0 .

un commento a “Fini: «No a candidati vicini ai mafiosi»”

  1. ANTONIO
    9 novembre 2009 alle 17:32

    L’on. Cosentino è una persona per bene come lo è anche la sua famiglia,in questi mesi si è detto un pò di tutto sul suo conto,sono solo chiacchiere e falsità, da tempo vuole chiarire la sua posizione con i magistrati,il quale continuano a dire che non hanno elementi per ascoltarlo,il chè fa comodo ai cronisti giudiziari della sinistra per metterlo sulla graticola tutti i giorni, gli si vuole barrare la strada soprattutto da parte di quella componente del pdl (ex an) che non hanno digerito la sua discesa in campo. In poche parole “Gelosia di mestiere”. Nicola non mollare siamo tutti con te.

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