Finiani pronti a votare la sfiducia a Cosentino

18 novembre 2009

(di Rosanna Lampugnani da il Corriere del Mezzogiorno)

Oggi alle 9,30 Nicola Cosen­tino sarà ascoltato dalla giunta per le au­torizzazioni a procedere della Camera. Il sottosegretario all’Economia avrà la fa­coltà di chiarire il proprio punto di vi­sta in merito alla richiesta del suo arre­sto da parte dei magistrati napoletani, i quali in base agli articoli 110 e 416/bis del codice penale lo accusano di concor­so esterno in associazione mafiosa, rea­to che presume sempre la sussistenza di pericolo: di inquinamento di prove, di reitero del reato, ecc. Difficilmente si arriverà già oggi al voto, è probabile che la maggioranza ne chieda il rinvio alla prossima settimana e comunque «il caso Cosentino» passerà nell’aula di Montecitorio che si esprimerà a voto se­greto, come sempre quando si tratta di vicende personali. Cosa accadrà nella giunta? «Il nostro ruolo – spiega la capo­gruppo Pd Marilena Samperi – non è po­litico, ma giurisdizionale e dunque ci esprimeremo sulla base degli atti che abbiamo letto con estremo scrupolo».

Ciò nonostante la vicenda Cosentino è squisitamente politica, anche perché l’Idv ha presentato una mozione di sfi­ducia che segue quelle dell’Udc e del Pd. Non c’è dubbio che i due partiti la voteranno e del resto ne parlavano pale­semente in Transatlantico Pierferdinan­do Casini e Pierluigi Bersani con Pierlui­gi Castagnetti, che presiede la giunta. E il provvedimento dell’Idv riceverà certa­mente anche molti voti di deputati pdl vicini a Fini. Non a caso Italo Bocchino ha dichiarato «valuteremo la mozione di sfiducia, serve comunque un passo indietro di Cosentino». E a Mario Lan­dolfi, che chiedeva ragione a Fabio Gra­nata «l’hai deciso con qualcuno di chie­dere le dimissioni di Cosentino?», il de­putato siciliano rispondeva: «L’ho chie­sto alla mia coscienza e deciso in sede politica». Se Granata è certo che non de­fletterà altri «finiani doc» non lo segui­ranno: un voto favorevole della Camera sulla mozione dell’Idv (si «impegna il governo ad invitare l’onorevole avvoca­to Nicola Cosentino a rassegnare le di­missioni da sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze») significhereb­be la caduta del governo. Anche in que­sta chiave, quindi, va letta l’affermazio­ne fatta dal presidente del Senato Rena­to Schifani: «Se la maggioranza non è compatta è meglio andare al voto». Re­plica Granata: «C’è un clima irrespirabi­le, ma non per colpa nostra. Da parte no­stra non c’è una volontà di arrivare alla rottura o alle elezioni, ma nessuno può pensare di evitarle riportando tutto a un pensiero unico. La compattezza non è essere fedeli alla linea come se fossi­mo in una caserma, ma rispettare i patti sulla giustizia e anche avere compattez­za su questioni come quella di Cosenti­no ».

Intanto, prima del voto sulla mozione di sfiducia c’è quello sulla richiesta di ar­resto. Sicuramente l’Udc vote­rà contro, il Pd fino a tarda se­ra ragionava sulla linea da te­nere in giunta. Qualcuno dei membri della giunta per le au­torizzazioni a procedere pre­vede che il partito dirà sì al­l’arresto.

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