Finiani pronti a votare la sfiducia a Cosentino
(di Rosanna Lampugnani da il Corriere del Mezzogiorno)
Oggi alle 9,30 Nicola Cosentino sarà ascoltato dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Il sottosegretario all’Economia avrà la facoltà di chiarire il proprio punto di vista in merito alla richiesta del suo arresto da parte dei magistrati napoletani, i quali in base agli articoli 110 e 416/bis del codice penale lo accusano di concorso esterno in associazione mafiosa, reato che presume sempre la sussistenza di pericolo: di inquinamento di prove, di reitero del reato, ecc. Difficilmente si arriverà già oggi al voto, è probabile che la maggioranza ne chieda il rinvio alla prossima settimana e comunque «il caso Cosentino» passerà nell’aula di Montecitorio che si esprimerà a voto segreto, come sempre quando si tratta di vicende personali. Cosa accadrà nella giunta? «Il nostro ruolo – spiega la capogruppo Pd Marilena Samperi – non è politico, ma giurisdizionale e dunque ci esprimeremo sulla base degli atti che abbiamo letto con estremo scrupolo».
Ciò nonostante la vicenda Cosentino è squisitamente politica, anche perché l’Idv ha presentato una mozione di sfiducia che segue quelle dell’Udc e del Pd. Non c’è dubbio che i due partiti la voteranno e del resto ne parlavano palesemente in Transatlantico Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani con Pierluigi Castagnetti, che presiede la giunta. E il provvedimento dell’Idv riceverà certamente anche molti voti di deputati pdl vicini a Fini. Non a caso Italo Bocchino ha dichiarato «valuteremo la mozione di sfiducia, serve comunque un passo indietro di Cosentino». E a Mario Landolfi, che chiedeva ragione a Fabio Granata «l’hai deciso con qualcuno di chiedere le dimissioni di Cosentino?», il deputato siciliano rispondeva: «L’ho chiesto alla mia coscienza e deciso in sede politica». Se Granata è certo che non defletterà altri «finiani doc» non lo seguiranno: un voto favorevole della Camera sulla mozione dell’Idv (si «impegna il governo ad invitare l’onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze») significherebbe la caduta del governo. Anche in questa chiave, quindi, va letta l’affermazione fatta dal presidente del Senato Renato Schifani: «Se la maggioranza non è compatta è meglio andare al voto». Replica Granata: «C’è un clima irrespirabile, ma non per colpa nostra. Da parte nostra non c’è una volontà di arrivare alla rottura o alle elezioni, ma nessuno può pensare di evitarle riportando tutto a un pensiero unico. La compattezza non è essere fedeli alla linea come se fossimo in una caserma, ma rispettare i patti sulla giustizia e anche avere compattezza su questioni come quella di Cosentino ».
Intanto, prima del voto sulla mozione di sfiducia c’è quello sulla richiesta di arresto. Sicuramente l’Udc voterà contro, il Pd fino a tarda sera ragionava sulla linea da tenere in giunta. Qualcuno dei membri della giunta per le autorizzazioni a procedere prevede che il partito dirà sì all’arresto.

