Foto modificate e timbri fasulli
(di i.d.a. da la Repubblica Napoli)
LE PUPILLE modificate sulle fotografie, le firme invece dritte e chiare sopra il rigo del modulo. Trucchi sofisticati accanto a errori grossolani. Perché quella dei falsi non vedenti era una truffa fantasiosa ma spesso realizzata alla buona. Nei tanti passaggi burocratici che seguiva, a volte veniva realizzata altre volte no. Fino a insospettire i funzionari della Municipalità di Chiaia-San Ferdinando-Posillipo e a svelare le tante distrazioni di una pratica che veniva poi “conclusa” con l´uso di timbri falsi dello Stato.
E prima? Come si diventava titolari di una pensione per non vedenti? Passo numero uno: la certificazione del medico curante (falsa, inventata) che attesta la cecità del paziente e viene inviata alla commissione medica di verifica all´Inps. Fase che l´organizzazione saltava a piè pari. Perché il verbale sanitario di invalidità veniva fatto chissà dove al Pallonetto di Santa Lucia, e per ora non risultano medici indagati. Era tutto finto. Preparato nei dettagli per poi essere spedito (fase numero due) al Comune. Passaggio, questo, che l´organizzazione criminale non poteva evitare per ottenere l´erogazione della pensione dall´Inps.
È qui, alla I Municipalità, che si scoprono gli errori grossolani. Tanto per cominciare la firma del non vedente che chiede la pensione d´invalidità. Il modulo compilato in tutte le sue parti è firmato dal diretto interessato. Ma se si tratta di un cieco, come mai la sua firma (in tutti i casi controllati) è lineare, chiara, dritta lungo il rigo prestampato? Dettaglio che insospettisce una funzionaria della Municipalità di Chiaia. E le fotografie dei documenti di identità? Le pupille degli occhi sono state modificate a penna, come a cancellare lo sguardo di una persona che vede normalmente. E quelle pratiche inviate dalla Asl, non hanno però i numeri di raccomandata che riconducono alla Asl. E i francobolli sono stati attaccati con la saliva e non con l´affrancatrice.
Oramai l´allarme è scattato. Ma al primo sopralluogo dei carabinieri negli uffici della Municipalità accadono due cose. La prima: pochi giorni dopo il sopralluogo, furto nella Municipalità. Scompaiono una trentina di pratiche di pensione di invalidità che in Comune riescono comunque in seguito a recuperare per via informatica. Ma intanto dalla Asl avvertono: i numeri delle pratiche su cui indagate corrispondono ad altri nomi. E la firma della dirigente è stata falsificata. I timbri? Falsi. E poi, tutte queste pratiche inviate al Comune, la Asl non le ha mai aperte né mai sono state effettuate le visite sanitarie. Così il cerchio si chiude sulla truffa grossolana.

