Gabriele: così la Regione «sostiene» più di 90 mila campani
Si va dagli indultati ai corsisti. Spesa annuale: 657 milioni
(di Paolo Grassi da il Corriere del Mezzogiorno)
Si va dall’indennità mensile per 7.500 lavoratori socialmente utili ancora in attesa di stabilizzazione («l’amministrazione di Palazzo Santa Lucia spende direttamente o versa ad altri enti locali una somma annuale di 45 milioni ») ai contributi per qualcosa come 20 mila percettori del reddito di cittadinanza («80 milioni la voce specifica in bilancio»); dal costo per i tirocini di 5000 tra disoccupati, inoccupati e corsisti («25 milioni ») alle «borse per work experience » destinate a 500 ex detenuti indultati («2 milioni»). Poi ci sono da considerare «la quota del 30% che la Regione versa a copertura delle casse integrazioni in deroga », il sostegno — «attraverso corsi di formazione specifici» — per 14.500 addetti anch’essi in cig, e le indennità aggiuntive da poco annunciate per 4 mila precari della scuola.
In gergo si chiamano politiche sociali e occupazionali passive. Ma non si sbaglia troppo a parlare di assistenza. «La Regione integra a vario titolo i redditi di oltre di 90 mila persone — dai senzalavoro agli operai espulsi dal ciclo produttico — per una spesa annuale superiore a 657 milioni di euro». Parola di Corrado Gabriele, assessore al Lavoro della giunta guidata da Antonio Bassolino. Uno che di solito dice quello che pensa. Anche quando si varca la soglia del politicamente corretto. «Voi immaginate che io, da comunista, sia ben contento di un intervento pubblico così sostenuto? Invece non è così. A me piacerebbe una Campania fatta di tante fabbriche (con tantissimi operai impiegati) e non solo una regione piena di ristoranti e pizzerie. E mi piacerebbe vivere in una realtà in cui il Pil non fosse composto per tre quarti da risorse messe in circuito dalla nostra amministrazione (soprattutto) e dal governo centrale». E proprio alle aziende «sono dedicati» i successivi dati forniti dall’assessore: «Su 465mila imprese censite solo 17 mila hanno un fatturato superiore a 700 mila euro (3,7%); di queste solo 2.300 superano i 2,5 milioni di fatturato e i 15 addetti; poco meno di mille, infine, hanno una situazione di buona affidabilità economico- finanziaria».
Secondo Gabriele vista la crisi e l’impatto della stessa sul tessuto produttivo «oggi non si può fare diversamente dalle azioni attivate con il presidente Bassolino. Bisogna drenare la perdita di posti di lavoro e puntare sempre più su politiche di sostegno sociale». Ma «in prospettiva c’è necessità di mettere insieme le imprese, quelle vere, e la politica. Per capire dove orientare la nave». L’esponente di Rifondazione non ha dubbi: «Se qualcuno pensa che sia possibile riavviare la macchina dello sviluppo tralasciando l’industria si sbaglia di grosso. Perché solo con le aziende manifatturiere, ormai è provato anche scientificamente, si possono porre le basi per una crescita duratura ».

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Il Gabriele si è posto il problema di verifcare quanti di questi soggetti lavorano a nero percependo cmq una retribuzione? e che queste leargizioni favoriscono la crescita rigogliosa di rendite parassitarie dove tutti trovano il loro tornaconto, sia i percettori dell’assitenza che i datori di alvoro. entrambe le categorie non hanno alcun interesse all’emersione per motivi speculari e simmetrici.
Tutte queste elargizioni puzzano di politica clientelare.
Sveglia EscoDentro! I soldi corrono… e voi?????