Iervolino: “Bilancio povero ma in equilibrio faremo certificare i conti del Comune”

13 marzo 2010

La giunta del Comune di Napoli licenzia il bilancio preventivo 2010 e porta in Consiglio una manovra da 3,997 miliardi di euro nel rispetto del patto di stabilità, garantendo il Welfare, lavorando sulle partecipate, e chiudendo comunque il condono edilizio il prossimo 31 marzo. L’accelerata, come la definisce l’assessore al ramo Michele Saggese, impressa al varo della manovra economica garantisce così la possibilità di utilizzare le risorse per intero nell’ultimo anno di mandato dell’amministrazione retta dal sindaco Rosa Russo Iervolino, che definisce quello presentato oggi “un bilancio povero ma in equilibrio e che rapa tutti ma non le Municipalità”. “Abbiamo fatto fatica – ha premesso il sindaco – come l’hanno fatta tutti i Comuni d’Italia perché le risorse a disposizione dei sindaci vanno assottigliandosi sempre di più, ma siamo contenti di aver raggiunto l’obiettivo nei primi mesi dell’anno”.

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Le entrate restano sostanzialmente invariate rispetto al 2009; quelle tributarie registrano un -2,3% (da 432,50 milioni a 427,64 milioni) per un minor gettito dell’Ici, e quelle correnti vedono meno risorse (-107,03 milioni) dai trasferimenti dello Stato (-32 milioni circa) e dalla Regione (-71 milioni circa), queste ultime però compensate da risorse regionali registrate in conto capitale per 476 milioni. Il condono porta in cassa 6 milioni nelle stime e, sottolinea Saggese “non ci saranno proroghe”. Altre 57 milioni verranno dalla dismissione del patrimonio immobiliare comunale, un tetto raggiungibile e pari ad appena un quarto del patrimonio sul mercato (184 milioni).

La riscossione delle multe resta al Comune, e le notifiche effettuate dalla polizia municipale dovrebbero garantire 70 milioni, una indicazione “ragionevolmente al ribasso” per Saggese, superiore ai 66 milioni accostati nel 2009, tetto raggiungibile grazie anche alla prossima installazione di telecamere automatiche in alcuni varchi. Permangono i contribuiti sociali per il pagamento della Tarsu, anche se dai 5 milioni del 2009 si passa a 2 milioni considerato che sono pervenute richieste solo per 200mila euro; così come viene confermata la possibilità di rateizzazione delle morosità a 72 mensilità, una chance assicurata anche a chi è moroso con i canoni di locazione (60 rate per i negozi, 120 per l’edilizia residenziale). Questo spiana la strada per un recupero di liquidità, obiettivo della manovra. Le uscite segnano 135 milioni in meno dei 1,629 miliardi del 2009.

“Tutto quello che era comprimibile è stato compresso”, spiega l’assessore. Restano però investimenti nel sociale, nei trasporti e nel territorio, per un totale di oltre 1,6 miliardi contro gli 806 milioni del 2009. Uno sforzo è chiesto alle due partecipate che pagano canoni al Comune: Elpis, dove il socio privato si sta sfilando, passa da 2 a 3 milioni e Napoli Park da 200mila euro a 3 milioni, venendo potenziata nei servizi e con l’affidamento di 7 nuovi parcheggi.

“Le risorse si vanno sempre più assottigliando – dice il sindaco – il patto di stabilità è una palla al piede ma occorre rispettarlo per dovere istituzionale”. Il sindaco ha messo in evidenza come siano state fatte salve le risorse in favore delle Municipalità (1 milione a ognuna) e ha annunciato di voler sottoporre il bilancio consuntivo del 2010, l’ultimo prima che scada il suo mandato, all’esame di una società di revisione dei conti: “Per evitare – ha detto – che chi verrà qui dopo di noi possa inventarsi cose che non ci sono”.

No del sindaco, infine, alla vendita di Palazzo Fuga: “Dopo tutti i soldi che abbiamo speso, ci mancherebbe. Leggo – ha concluso – che qualcuno in campagna elettorale ne propone il recupero dimenticando che è cosa già fatta e che Palazzo Fuga ospita il Teatro Festival”.

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