Iervolino: “Città sicura Porterei qui i miei nipoti”

8 novembre 2009

(di Fulvio Milone da la Stampa)

Rosa Russo Iervolino

Rosa Russo Iervolino

Sindaco Rosa Russo Iervolino, Napoli detiene un duplice record: ha il maggior numero di casi di influenza A e il più alto tasso di decessi. Che cosa sta succedendo? «Non lo so, nessuno può saperlo. Certo, se uno credesse nella iella direbbe: “Ci mancava solo questa…”. Qualcun altro, rassegnato, commenterebbe: “Ne abbiamo passate tante, finirà anche questa”. Io no».
Che cosa dice, lei?
«Che questo picco di decessi in città è un mistero che nessuno per ora può risolvere. Chiedere perché qui ci sono più morti che altrove è come domandare perché il terremoto è avvenuto all’Aquila e non in un’altra città. Ad ogni modo non vedo alcun motivo di preoccupazione, perché come dicono gli esperti questa è un’influenza a basso rischio, a Napoli come nel resto d’Italia».
Il viceministro Fazio, giorni fa a Napoli, ha azzardato una spiegazione: l’influenza colpisce più qui che altrove a causa della promiscuità in cui vive la gente. E’ d’accordo?
«Basta guardare l’elenco delle vittime per capire che non c’è alcuna correlazione fra loro: erano diversi gli ambienti di provenienza, l’età, i ceti sociali di appartenenza… Fra i pazienti morti c’era anche un medico molto noto a Napoli, che sicuramente disponeva dei mezzi economici e dell’esperienza professionale per curarsi. L’unico punto in comune fra alcune delle vittime era il fatto che soffrivano di altre patologia prima di contrarre l’influenza. Ma evidentemente questo non basta a spiegare perché il numero dei decessi sia più alto a Napoli che altrove».
Insomma, un giallo che né i medici né il viceministro Fazio, medico anche lui, riescono a risolvere?
«E’ così. Ad ogni modo la visita di Fazio a Napoli è stata molto costruttiva. C’è stato uno scambio di idee proficuo con l’assessore regionale alla Sanità Santangelo. Il viceministro ha dato un giudizio estremamente positivo sugli ospedali napoletani come il Cotugno, specializzato nelle malattie infettive. Insomma, si sta facendo un buon lavoro».
Per la verità Fazio ha indicato come «polo di eccellenza» un’altra struttura sanitaria, il Monaldi. E questo ha fatto arrabbiare non poco i medici del Cotugno. Non è cosi?
«Guardi, io non sono certo sospettabile di indulgenza verso i rappresentanti del Governo. Quando ho dovuto criticarli l’ho fatto, ma questa volta non è così. Piuttosto, i medici dovrebbero evitare le polemiche in un momento così delicato: è un comportamento che non fa onore alla categoria».
Già, i medici. A Napoli, come del resto in tutt’Italia, c’è chi consiglia il vaccino e chi no, con il rischio che si crei una gran confusione.
«Non ci vuole un dottore per sapere che la medicina non è una scienza esatta, è naturale che sull’argomento ci siano idee diverse. A me interessa che i napoletani abbiano a disposizione tutti i centri di assistenza e abbiano la possibilità di vaccinarsi se i loro medici lo consigliano.»
Sindaco, lei si è vaccinata?
«No, ma se avessi dei problemi di salute, se fossi ad esempio cardiopatica, ci penserei».
Quindi non se la sentirebbe di fare un appello alla cittadinanza per una vaccinazione di massa?
«Il mio invito è di attenersi alle indicazioni dei medici».
Lei ha cinque nipotini: sono stati vaccinati?
«No».
Però non vivono a Napoli. Se abitassero qui?
«Non cambierebbe nulla. Per favore non creiamo psicosi, in questa città non si corre un rischio maggiore che altrove. Inviterei subito a Napoli tutti i miei nipoti, uno dei quali peraltro è immune al virus. Vive a Bruxelles, ha avuto l’influenza e se ne è stato tranquillo a casa per una settimana. Lì il problema viene affrontato con la massima tranquillità, con efficienza e soprattutto senza allarmismi…».

Condividi:
  • Print
  • email
  • RSS
  • Facebook
  • Technorati
  • Diggita

Sullo stesso argomento

Tags: ,

One Response to Iervolino: “Città sicura Porterei qui i miei nipoti”

  1. fiorepazzo62 on 13 novembre 2009 at 20:31

    Confusione, ignoranza, sconcerto,e chi più ne ha ……..Cosa aggiungere a tutto ciò? Una ce l’ho io ed è una cosa successami per davvero stamattina. Ricovero Ospedale Monaldi ore 7,30 mia madre per prossima operazione chirurgica al cuore ,premetto che il ricovero era, è ,sarà a pagamento (10.000euro circa), dunque dicevo ore 7,30 inizia fase esami preliminari con mia madre sempre più mentalizzata ad affrontare l’operazione a cuore aperto, quando verso le 12,45 circa il chirurgo annulla per l’ennesima volta il tutto causa a suo dire in modo molto confidenziale l’arrivo di parecchi malati, affetti dalla nuova influenza, che l’Ospedale Cardarelli, ormai al tracollo, dispensa in tutti gli altri nosocomi. Non poche unità ma parecchie decine e ciò, come già era successo la settima prima,ha costretto il medico a rimandare a casa mia madre e un’altra paziente, anche questa a pagamento,con tutte le conseguenze negative che questo comporta sia fisicamente che moralmente per mia madre come le altre.Quindi vorrei sapere dalla Jervolino o da chi per lei dov’è tutta questa sicurezza se un’esimio luminare si rifiuta di procedere con un’operazione vitale dichiarando,ripeto in modo moltooo confidenziale,che l’Ospedale non è SICURO e lui non vuole rischiare la vita delle sue assistite, perchè l’infezione è seria e grave e che il Monaldi come tutti gli altri Ospedali sono ad altissimo rischio contagio che per casi come quelli di mamma sarebbe addirittura mortale. Caos CAos CAOs CAOS ecco quello che invece noi viviamo ormai da settimane. Illuminateci vi prego!!!

PODCAST

Link Sponsorizzati

Napolionline.org, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie tutte le verifiche possibili al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti d'autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare eventuali errori nell'uso di materiale riservato, scriveteci a info@napolionline.org : provvederemo all'immediata rimozione del materiale lesivo del diritto di terzi