Iervolino: sciogliere il Comune? Sarebbe un arbitrio di regime

10 dicembre 2009

(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)

L’incontro convo­cato dalla Iervolino per annun­ciare lo stanziamento all’Asìa di 200 mila euro per rimuovere gli ingombranti, con ipotetico pugno duro verso chi lascia in strada questo genere di rifiuti, e per spiegare che nei quartieri dove c’è la raccolta porta a por­ta dei rifiuti si raggiunga livelli di differenziata elevati, con un dato cittadino del 21,41 per cento, si è trasformato invece in un’occasione per saldare conti politici. A destra come a sinistra. Partendo dalla stocca­ta della Iervolino al sindaco di Salerno, Enzo De Luca, possibi­le candidato Pd alle regionali, al quale ha ricordato che «se a Salerno dice di fare il 70 per cento di differenziata, gli ricor­do che solo Bagnoli raccoglie col porta a porta l’85 per cen­to ». Poi tocca a Guido Bartola­so, che tra due settimane do­vrebbe sancire la chiusura for­male dell’emergenza rifiuti in Campania col ritorno alla ge­stione ordinaria da parte dei Comuni, visto che Napoli figu­ra tra i Comuni a rischio sciogli­mento per non aver reso nor­male il ciclo dei rifiuti. Ipotesi che però Iervolino ritiene «im­pensabile » in quanto «in uno stato di diritto sarebbe un arbi­trio di regime» e perché «aven­do presente le norme giuridi­che, dico che la situazione è nel pieno rispetto delle indicazioni che ci giungono dal commissa­riato ». Iervolino aggiunge: «Non voglio pensare che si arri­vi a manovre politiche in cam­pagna elettorale che sarebbero illegittime e dequalificanti. E però strano che quando c’era­no i rifiuti a Napoli sembrava che cascasse il mondo, mentre nessuno parla di Palermo che è piena di spazzatura. Forse per­ché il sindaco, che è mio ami­co, e di centrodestra? Peraltro, all’azienda di pulizie della sua città sono stati stanziati notevo­li investimenti statali che noi non nemmeno ci sogniamo». Ma non solo. Perché ad allarga­re il solco tra Comune e com­missariato, malgrado Iervolino abbia chiesto — con buone pos­sibilità di successo, almeno fi­no a ieri — una proroga del commissariamento rifiuti per 6-9 mesi, ci pensa Pasquale Lo­sa, presidente dell’Asìa. Che pri­ma annuncia le proprie dimis­sioni «appena approvato il bi­lancio di chiusura»; poi accusa il commissariato rifiuti di av­viarsi allo sgioglimento «senza mettere a disposizione dei Co­muni uomini, mezzi e risorse». Losa parla di «attacco alla cit­tà » perché a suo avviso «non è pensabile chiudere questa struttura con una coda di vele­ni, annunciando di sciogliere almeno nove Comuni. Sono si­stemi — dice — indecenti sul piano della responsabilità isti­tuzionale, con iniziative spesso avviate solo per finire sui gior­nali ». In serata poi scoppia un’altra grana: Iervolino è atte­sa da un incontro col sindaco di Roma, Gianni Alemanno, or­ganizzata dalla Fondazione Nuova Italia per esaminare le possibili sinergie tra la Capitale e Napoli. Ma la riunione salta «perché — spiega Iervolino — le presenze interne ed esterne alla sala dell’incontro prometto­no tutt’altro e rischiano di spo­stare l’attenzione su altri temi e guastare anche la serena ospita­lità che va riservata al sindaco di Roma». Le «presenze» a cui facava riferimento la sindaca erano circa 200 disoccupati del movimento «Forza sociale or­ganizzata », che scandivano slo­gan contro lei e contro Bassoli­no, e una trentina di ragazzi di Casa Pound, sgomberati dalla polizia dall’ex convento del rio­ne Materdei che avevano occu­pato, intenzionati a parlare col primo cittadino. Senza succes­so.

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