Il Cda in scadenza, si autoassume
I dirigenti della partecipata comunale Napoli Servizi pensano al futuro. il loro
(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)
Bufera sulla Napoli Servizi, la partecipata comunale che si occupa di manutenzione del verde e dei servizi di custodia, vigilanza. “I componenti del consiglio di amministrazione si sono fatti assumere come dirigenti”. La denuncia viene formalizzata dai consiglieri comunali Raffaele Carotenuto (Prc), Salvatore Parisi (Sinistra democratica), Enzo Russo (Pd). Non solo. Il direttore del personale Mario Baggio vicino politicamente all’assessore alla cultura Nicola Oddati secondo i consiglieri comunali “si è auto assunto a tempo indeterminato incassando ogni mese uno stipendio di oltre cinquemila euro”. Insomma, Napoli Servizi si è rivelata una nuova fabbrica che macina consensi. E circolano anche le voci sui ‘salari’ percepiti dai componenti dell’organismo di gestione. Lo stipendio del consigliere di amministrazione, il bassoliniano Ferdinando Balzamo, ex assessore al patrimonio, supera i quattromilacinquecento euro netti mensili. Dunque, Napoli Servizi avrebbe violato il “Codice per la disciplina delle procedure di ricerca, selezione ed inserimento del personale”, approvato dall’Amministrazione comunale di Napoli con la Delibera di giunta numero 2419 del 6 luglio 2007. Una delibera illustrata con enfasi, due anni fa, dall’assessore alle risorse strategiche Enrico Cardillo. La delibera prevede che “le procedure di selezione e di assunzione del personale si fondano sulla scrupolosa osservanza dei criteri di massima pubblicità e trasparenza, orientate al rispetto dei principi di uguaglianza e pari opportunità nell’accesso all’impiego”. Sul sito web della partecipata dovevano essere pubblicati tutti gli avvisi relativi alla ricerca ed alla selezione di personale, ogni qual volta si determina la necessità di acquisire nuove ‘risorse umane’. Una delibera violata. Anzi, sono state commesse altre violazioni relativi alla trasparenza amministrativa. Non sono state applicate le disposizioni emanate dal ministro per l’innovazione Renato Brunetta che prevedevano la pubblicazione dei compensi, dei curriculum, dei salari accessori, dei tassi di assenza e di presenza sul sito di Napoli Servizi e delle altre 20 partecipate. Intanto protestano i lavoratori. Sul piede di guerra i milleduecento dipendenti. Si mobilitano i sindacati Ugl, Cub, Rdb, SII. Sarebbero stati concesse promozioni, incarichi di prestigio e aumenti di stipendio ad un ‘gruppo’ di lavoratori senza criteri. Mentre altre centinaia di operai continuano a percepire meno di mille euro al mese. A quanto pare si violano anche normative sul lavoro. “Napoli Servizi applica il contratto delle imprese di pulizia, invece, le nostre attività rientrano nell’ambito del contratto della Federambiente – spiegano i lavoratori – I nostri stipendi non superano gli ottocento euro mensili. Una vera e propria discriminazione. Vere e proprie gabbie salariali Mentre l’apparato dirigenziale della società beneficia di compensi che superano i duecentomila euro”. Ieri mattina una delegazione di lavoratori aderenti alla Ugl, Cub, Rdb e SII sono stati ricevuti dall’assessore alle risorse strategiche Riccardo Realfonzo (nella foto). “Ho acquisito tutte le informazioni fornitemi dai lavoratori – ha detto Realfonzo – Tutti i sindacati avranno pari dignità nelle riunioni che si svolgeranno a Palazzo San Giacomo”.


Napoli, rifiuti: è emergenza discariche a Iervolino: in città tutto sotto controllo.>>>>>
E di questo che si deve preoccupare il governo di destra, sembra che i Sindaci della sinistra stanno cercando di copiare lo stesso ricatto organizzato dal precedente del Governo Prodi, di sicuro tutti i politici della sinistra sono con la testa nelle primarie di ottobre, fregandosi dei problemi enormi che ha la città di Napoli, credo che se il centrodestra vuole soffiare definitivamente il piatto Regionale alla sinistra devono pressare i politici della sinistra alla risoluzione dei problemi “chi ha deleghe giuridiche” fino all’commissariamento del Comune, solo cosi potrà rinascere una nuova politica. Giuseppe Formisano
AMANO DEFINIRSI “CAPITANI O UFFICIALI DI PLANCIA” ED ISPIRANDOSI A QUEST’ETICA SONO STATI I PRIMI A SALTARE SULLA SCIALUPPA.
MISEREVOLI PIDOCCHI,PARASSITI PICCOLO BORGHESI.
QUESTI SONO I VALORI CHE GLI SONO STATI INTROGLIETTATI DA QUEI PARTITI CHE AMANO DEFINIRSI “RIFORMISTI”
BISOGNA GETTERE VIA ACQUA E MOSTRI E BISOGNA RIFIUTARSI DI CONTINUARE A GETTERE RIFIUTI NELLE URNE.
ALTRIMENTI SI PUO’ SEMPRE RITORNARE AL VECCHIO METODO DEL DDT ACRONIMO DI DEATH DISRUPTIVE TOTAL,ALTRIMENTI C’E’ IL RISCHIO CHE NELL’AUTORIPRODUZIONE SOVRASTERANNO TUTTO E TUTTI.
La classe politica napoletana è sempre più simele ad una mafia dai colletti bianchi, mentre migliaia di napoltani laureati e non sono disoccupati esponenti del centro sinitra si autoassumo presso le aziende dove lavorano !
Vergogna